Filosofia Oltre il Confine perché la mente ragionante deve incontrare il suo limite per poter gettare uno sguardo su ciò che è Oltre Nel superamento del confine del noto nuovi orizzonti di senso si schiudono laddove nessuna parola può dire né raccontare di Ciò che è visto
Nulla di nuovo sotto il sole, nulla di nuovo in queste parole che vengono dall’antico originario, fonte di ogni parola e pensiero. Il già detto si ripete e si riascolta e tuttavia è sempre nuovo perché nuovo è l’ascoltante. L’antica parola si ripresenta, veste nuovi significati, scopre impensate sfumature, tesse complicate trame del discorso. Ma allo stesso tempo riproduce una saggezza vecchia come il mondo che non afferma nulla che non sia già sentito, perché il vero è già stato pronunciato dall’alba dei tempi e non può che raccontare e ricordare sé stesso in un gioco infinito. Nulla di nuovo sotto il sole, nulla di nuovo in queste parole, tranne per colui che per la prima volta le ascolta e in un momento le riconosce come sue. 4 giugno 2022
Solo dove è il Nulla c’è anche il Tutto, perché in quello spazio senza limiti si dà ogni possibilità. Nulla quindi non come vuoto o totale privazione, ma come non definizione, assenza di confini, dimensione primigenia del possibile e dell’impossibile, luogo da cui le cose spuntano innocenti e libere nella creatività originaria che precede ogni piano e progetto. E il Tutto non è semplice somma di cose ed eventi, non è accozzaglia sregolata emersa dal caos e dal caso. L’Esistenza è totalità che ha una sua perfetta architettura, mirabile progetto di una infinita sorgente perennemente in atto. La manifestazione nel tempo di una creazione sempre nuova rimanda a quel Nulla aperto originariamente ad ogni concepibile, con tutta la sua misteriosa follia e la sua sopraffina intelligenza, con la sua arte capace di rivelare una superiore bellezza. Ogni cosa comincia e torna allo Zero, luogo di essere e non essere. Nulla e Tutto sono gli aspetti inseparabili del Primo principio, eterno cominciamento e destino di ogni realtà manifesta. Nel procedere circolare degli eventi si dà ogni possibilità, fondata sullo Zero che, i saggi di un tempo lo sapevano, contiene l’infinito. Così deve essere e sempre sarà, dicono le antiche sapienze, secondo l’infallibile legge del Numero che abbraccia ogni cosa. 6 giugno 2022
Era comparso da chissà dove quel Viandante, era arrivato chissà come, chissà perché era venuto fin qui dalle lontane terre dove nulla accade -perché là c’è solo perfezione- giù in questo luogo così imperfetto dove tutto si mescola incessantemente, dove regna l’incertezza, dove domina l’arbitrio, dove ogni istante si presenta come scelta… Ogni viandante sa qual è la meta ma non sa perché viaggia. Quel perché ne farebbe svanire la bellezza. Anche quel Viandante non sapeva perché si trovasse per strada ma aveva l’ idea di uno scopo per il suo viaggio: cercare quel perché… Il viaggio si illumina solo alla luce del perché, di ciò che ha dato vita al movimento, il primo inizio da cui scaturiscono tutte le ragioni… Fu l’humus della terra a decidere del suo nome Non gli sembrò male il chiamarsi uomo ed essere destinato alla perenne ricerca. Da allora l’uomo frequenta e percorre la terra come eterno viandante spinto da un perché che non ha ancora capito, da una nostalgia che non ha ancora colmato. Ma è per questo che l’incantesimo del viaggio rimane inviolato. Come le cime dei monti innevate là in fondo… 8 giugno 2022
Ciò che l’occhio dell’anima di Platone vide superava l’immaginabile: le Idee dalla luminosa essenza, l’eterno Essere nella sua perfezione inviolabile, gli insondabili destini del Cosmo e degli umani, le reti del Tempo che tutto avviluppa e domina secondo ragioni che non sono dei mortali. Ma come descrivere tutto ciò? Come raccontare quella bellezza che sfugge ad ogni regola? Come rappresentare quella verità che trascende ogni parola? E così la filosofia si volse di nuovo al Mito, fonte e nutrimento di ogni sapere, parola che è immagine, lògos che crea, inesauribile nei suoi molteplici sensi. Fu il mito a fondare la filosofia, fu il mito a salvarla quando la parola si ritrovò muta di fronte al mistero dell’essere. La parola può svanire, non così l’immagine che si radica nel nostro sentire più profondo e da lì parla un altro linguaggio. Parola antica e sempre nuova, linguaggio pieno di figure metamorfiche, colori vividi, forme sfuggenti, potenti simboli indecifrabili suggestioni antiche e sconosciute che si volgono alla nostra anima primordiale indicando, mostrando segni, evocando il regno del sogno e della magia, riconducendo a casa chi si è disperso sulla via che porta al cospetto della dea Dike severa e giusta, che con lo sguardo fermo attraversa i tempi e attende paziente, insegnando ciò che oltrepassa la morte. Fu Platone che riconciliò Mito e Filosofia e trovò di nuovo il linguaggio dell’anima e ravvivando la scintilla dell’occhio interiore restituì all’uomo la sua unità perduta. 9 giugno 2022
Portare chiarezza dentro di te è il primo imperativo: In quello che fai, in quello che sei, in quello che senti, in quello che esprimi reca sempre la luce della tua coscienza. Agire senza consapevolezza vuol dire essere una macchina e ciò che è meccanico deve sempre essere guidato, non può agire secondo una propria volontà. Comprata, venduta, usata, apprezzata o svilita, il destino di una macchina è comunque di finire al ferrovecchio, senza un rimpianto, uno sguardo o il suono di un ‘grazie’. Portare chiarezza è vivere nella perspicuità: osserva sempre la motivazione del tuo agire, per renderti conto di quello che fai, di come ti muovi, delle persone che hai intorno, dei tuoi giudizi, delle conseguenze delle tue scelte che riguardano sempre anche gli altri. Devi sempre scovare il pensiero nascosto che alimenta la motivazione e il gesto, per capire quanto sei prevedibile e ripetitivo, un cumulo di pregiudizi e di automatismi al servizio di quella macchina che è il corpo-mente nel movimento incessante e caotico delle emozioni. È questo un grande insegnamento dell’Ethica: portare chiarezza non vuol dire negare, perché ciò che è respinto si rafforza e si nutre proprio di quella energia che lo vorrebbe combattere. Tutto nasce dalla luce riverberata in infinite forme. È la luce la vera forza della trasformazione che crea senza attrito l’alchimia della coscienza. Con la pazienza del molatore di lenti, nel silenzio meditativo di un’opera che deve compiersi, nella trasparenza del cristallo che rifrange la luce in mille modi, la motivazione compare limpida e spontanea e ad essa l’azione segue senza macchia. La coscienza consapevole di sé accoglie tutto senza aggrapparsi a niente o chiedere nulla e così rimane sveglia nella luce incontaminata. 21 luglio 2022
Ringraziamo Narciso che si specchiò nell’acqua dello stagno e vide la propria bellezza. Amò sé stesso e nessuno e null’altro sapendo di essere il solo inviolato Essente. Spezziamo una lancia per il povero Narciso dileggiato quando diceva il vero, vilipeso perché vedeva l’ovvio, giudicato nel suo non-giudicare. Siamo tutti Narciso senza saperlo… Lui ci ha insegnato la Bellezza, ci ha indicato la via del ricongiungimento. Morendo nella contemplazione della propria immagine estingueva in realtà il proprio ego perché la bellezza rifulgesse senza ostacoli, offerta a sé stessa, offerta a ogni cosa, a chiunque sappia guardarsi senza veli nello specchio di quel lago che chiamiamo tempo.
È l’impersonale Essere senza centro che è immutabile e completo perché non ha altro fuori di sé. Puro agire senza nessuno che possa rivendicare quell’azione Puro vedere senza alcuno che possa reclamare quello sguardo Puro avere senza colui che possa dire di possedere qualcosa Divino paradosso che oltrepassa ogni comprensione. Per chi vede solo le parti e non il Tutto ben poco rimane: visione povera, incompleta, deformata, colori smorti, linee approssimative, labili ragioni, conflitti senza fine, personali pandemie della mente senza rimedio, lotta incessante e crudele con sé stessi. Il mondo nella sua realtà apparente. Tutto si ricompone quando si guarda l’Intero: il problema si scioglie nella comprensione, il conflitto è visto come fumo e ombra e diventa gioco, Lila divina. Questo è l’Essente che è e vuole la vita. l’unica realtà, primigenia e vera. Supremo mistero che svela e nasconde: qualcosa ci ricorda che nessuno agisce, nessuno vede, nessuno fa, nessuno parla, ma c’è solo fare, capire, parlare, agire. Esiste solo l’essere impersonale che è il guardante l’agente e l’avente. Essendo il Tutto è ogni cosa, ma non uscendo da sé rimane incontaminato e i conti tornano sempre in pari, e l’ingiustizia è solo apparente. Il tutto e il nulla si congiungono mirabilmente nella sacra coincidenza degli opposti che nessuna ingegnosa umana trama potrà eguagliare. 15 giugno 2022
Siamo polvere caduta dalle stelle su questa Terra In questo evento è tracciata la nostra identità Lì c’è già scritto il nostro destino Quello che sarà per noi… Fu il giorno che il Caos divenne Cosmo sotto la guida dell’Intelligenza Suprema che è ed opera in tutte le cose Polvere divenne gli elementi Gli elementi divennero eventi Gli eventi crearono il circolo della vita Si realizzò la perfezione del cerchio Il giro infine si chiuderà E tutto tornerà al Caos iniziale Dove nel Senza-limite ogni possibilità sarà data ancora una volta e ancora e ancora… 16 giugno 2022
Prendersi cura delle cose. Prendersi cura delle persone. Prendere a cuore ciò che si presenta apparentemente imperfetto. Cercare il rimedio per chi annaspa o affonda nel mare dei ricordi. La via della cura è la stessa: agire con disinteresse e somma attenzione senza che ci sia qualcuno che fa, senza alcuna idea di essere messaggeri di luce, sapendo però che solo chi è sano può curare, solo chi ha fatto un lavoro su di sé e non giudica perché il giudizio è già la malattia. Chi condanna non può guarire gli altri né sé stesso perché non perdona a nulla e a nessuno la colpa di esistere. La cura nasce come il fiore di campo, si posa come la neve immacolata, avvolge come il calore del focolare. Richiede una mente silenziosa cuore saldo e azione sollecita, È fare spazio all’altro perché possa trovare fiducia in sé stesso e preparare il rimedio che conduce sulla via della guarigione. Cura è essere-nel-mondo ma sapendo che il mondo è dentro di noi e che curare gli altri vuol dire guarire sé stessi dal sogno della separazione. 20 giugno 2022
Strana vicenda quella di Er che ebbe il privilegio e l’onere di tornare dall’aldilà per raccontare ciò che aveva visto in quella dimensione inconcepibile dove sogno e realtà si confondono ma dove la vista dell’anima si fa più acuta e l’occhio può frugare nei misteri del divino. Soldato morto in battaglia e creduto tale sì risvegliò di nuovo alla coscienza dei vivi per recare un messaggio da quel Mondo ideale che non conosce il tempo. Mirabili cose imparò l’anima di Er nel mondo di lassù: che ciascuno di noi sceglie il suo destino e che nessun Fato ci opprime o ci costringe. Egli vide la somma libertà del bipede mortale di scegliere il percorso della sua esistenza senza temere la morte, senza temere gli dei, senza rimpianti e recriminazioni per ciò che è stato. E seppe che dopo il fallimento ci sarà sempre un’altra possibilità nell’infinita Ruota del Tempo immagine mobile dell’eternità, perché il Tempo non ha fretta. Da allora la vita di Er non fu più la stessa. Divenne filosofo senza aver studiato alcuna filosofia. e non conobbe più le armi perché non ce n’è più bisogno per chi è uscito anche solo per un momento alla luce risalendo dal buio della caverna. 21 giugno 2022