Filosofia Oltre il Confine perché la mente ragionante deve incontrare il suo limite per poter gettare uno sguardo su ciò che è Oltre Nel superamento del confine del noto nuovi orizzonti di senso si schiudono laddove nessuna parola può dire né raccontare di Ciò che è visto
Nessuno vuole vivere una vita anonima che lo veda essere un semplice numero. Ogni individuo è sempre unico e speciale, vuole manifestare le sue qualità personali, ciò che lo rende riconoscibile nel mondo. La vita frenetica della contemporaneità lascia milioni di persone nell’anonimato. Da qui il disperato desiderio di contare, di apparire sulla scena, di essere qualcuno, per conquistare quel minuto di notorietà che faccia spuntare dalla massa amorfa dove il destino è rimanere nell’oblio.
Ma a volte capita l’imponderabile. Dopo aver lottato per dimostrare agli altri di esistere, di essere qualcosa, di valere, di fronte alla frustrazione e al vuoto che accompagnano sempre quel tentativo, alla fine può emergere una scelta radicale: accettare di essere nulla e passare dalla vita anonima alla ‘vita senza nome’. Vivere senza nome è rifiutare le etichette che ci sono state imposte dalla società, significa rigettare tutte le identità fittizie che vorrebbero definirci e imprigionarci. Vita senza nome è vivere nella libertà, affrancati dal peso del dover essere, liberati dal bisogno di approvazione altrui, sciolti da dipendenze e condizionamenti.
Molti mistici cristiani di lontani secoli affermavano la bellezza di essere nulla. Non possedere niente e annullarsi era la via diretta per ascendere al Divino. Vivere senza nome per elevare l’anima alla visione più alta, dove perdersi per ritrovarsi nell’unione con l’Eterno. Questa era la scelta estrema del mistico che nella rinuncia realizzava sé stesso, vivendo il più grande dei paradossi: spogliarsi di ogni cosa e avere il Tutto. Ne Il Nulla divino Meister Eckhart ci conduce su l’impervia via dell’ascesi: Tutto il tuo essere / deve annullarsi, allontana ogni qualcosa e ogni nulla! Lascia il luogo, lascia il tempo, e anche le immagini! / Procedi senza strada / sullo stretto sentiero e troverai la traccia del deserto. Parole potenti di uno spirito libero che non teme il sacrificio ultimo di sé e scioglie l’anima in un canto d’amore: O anima mia, esci, che Dio entri! Affonda tutto il mio essere nel nulla divino, affonda nel flutto senza fondo! Parole piene di silenzio e di gloria dove non arrivano il chiacchiericcio, la superficialità, l’urgenza di apparire, la smania di possedere e dominare. Il mistico sa che rinunciare a sé è la via, si deve diventare un nulla per fare spazio, per far sì che il divino possa irrompere con tutta la sua potenza e la sua luce. Perché non ci possono essere “altri” se il divino è uno ed è tutto ciò che è. È la grande lezione che ci lascia Eckhart. Vivere senza nome è il dono più grande per un essere umano che cerca il vero. È abbandonare ogni identificazione per tornare al proprio sé autentico. È spazzare via dalla propria coscienza ogni egoismo e senso di superiorità, ogni negatività e pensiero di separazione. È ritrovare l’innocenza e la semplicità, la fiducia, la compassione e la quiete. È vivere appieno la propria libertà e la propria manifestazione nell’umano. Non importa avere un nome o una fama, queste sono cose esteriori che cadranno con la morte e non lasceranno traccia. Il fine ultimo della vita è essere uno con l’Uno, solo a questo si volge il vero spirito religioso nella ricerca di ciò che non muore, di ciò che non passa e non tramonta, di ciò che non si coprirà della polvere del tempo. 6 marzo 2023
-Molte vie di ricerca spirituale affermano che ciò che esiste è una sola Realtà. Le espressioni usate per descriverla sono Uno, Primo Principio, Assoluto… -Ogni termine e solo un povero tentativo di definire l’esistere di tutte le cose. Quale tra i diversi nomi ti attira di più? -Mi attrae e mi sconcerta l’espressione Tutto-Nulla, che appare paradossale, contraddittoria, ma al tempo stesso seducente per l’intelletto. -I paradossi sono sempre estremamente intriganti e ricchi di implicazioni. Tutto-Nulla è una coppia di opposti che appaiono incompatibili perché dovrebbero escludersi a vicenda. -In effetti sembra un’espressione vuota che non serve a descrivere il reale. Come fa un Tutto ad essere Nulla? Come fa il Nulla a coincidere col Tutto? Forse è una burla filosofica, un sofisma o un termine fumoso inventato da persone che non sanno niente. -Vediamo allora se il concetto è pensabile, proviamo a prenderlo sul serio, senza precipitarci alle conclusioni. -È molto difficile pensare il Tutto-Nulla come una realtà effettiva, concreta e descrivibile. -Sì, accade per molte cose della vita che non si possono spiegare con le parole, nella logica della ragione. Ma in alternativa possiamo usare delle metafore, oppure esempi, analogie, suggestioni. -Bene, allora mi piacerebbe un esempio concreto di come si possa concepire un Tutto-Nulla. -Immagina un oggetto che si muove nello spazio a velocità crescente e che tu puoi osservare quando ti passa davanti. Man mano che aumenta la velocità sempre più difficilmente tu riesci a distinguerne i particolari, il colore o la forma o un qualsiasi dettaglio. -Be’, se si muove con la rapidità di un fulmine credo di non poter vedere davvero come è fatto. Oltre un certo limite sarà come se non lo vedessi più… -Bene, facciamo che quell’oggetto possa raggiungere una velocità infinita muovendosi in uno spazio senza limiti. Allora dove sarà quel ‘qualcosa’? -In questo caso si troverà in infiniti luoghi contemporaneamente, sarà ovunque in quella infinità… -E quindi? -Quindi dobbiamo pensare che sarà dappertutto e al tempo stesso… in nessun luogo! -Perché ogni luogo sarà raggiunto istantaneamente e l’oggetto sarà in tutti gli infiniti punti reali e pensabili dello spazio. Dovunque e da nessuna parte. -Dunque questa è una metafora per raffigurarci il Tutto-Nulla: qualcosa che è in tutti luoghi, ma al tempo stesso non si trova in nessun luogo preciso perché è impossibile dire dove è in un certo momento… -Sì, diciamo che potrebbe essere la soluzione del paradosso. L’essere si mostra dovunque, è ovunque, ma al tempo stesso non si trova da nessuna parte, non è realmente né qui né là. Quindi è… e non è! È un Tutto-Nulla. -Questo però solo nel caso che il movimento di quel ‘qualcosa’ si dia ad una velocità infinita… -Sì, perché una velocità finita, cioè misurabile, rimarrà sempre un nulla rispetto all’infinito. Se io viaggio a miliardi di chilometri al secondo, rispetto all’infinità dello spazio è comunque come sé stessi fermo. La distanza di miliardi di chilometri rispetto all’infinito è un niente. Eoni di tempo rispetto all’eternità non sono neanche un battito di ciglia. -Ma Einstein ha dimostrato che non si può superare la velocità della luce, è una legge fisica assoluta. -Certo, è un limite insuperabile… per la luce! -Perché, c’è forse qualcosa che può infrangere quel limite? -Sì, un principio immateriale che non soggiace alle leggi fisiche del cosmo materiale: la Coscienza. Immagina una luce che può illuminare simultaneamente ogni angolo di uno spazio. La luce non è solo nello spazio, è quello spazio. Allo stesso modo la coscienza può essere istantaneamente ovunque e dà una realtà a quel vuoto. Perché senza la coscienza non ci può essere alcuna realtà. -Be’, io posso immaginare un mondo lontanissimo nello spazio che non è e non sarà mai percepito da alcun essere cosciente… -Non direi, in questo momento la tua coscienza lo sta raffigurando, lo sta concependo, lo sta creando, anche se solo come idea. Un oggetto di fantasia ha sempre bisogno di un qualcuno che lo vede. -Quindi la coscienza non è nel mondo, ma è il mondo stesso… -In questa prospettiva, la coscienza e il mondo sono la stessa cosa. -È una visione che mi dà la vertigine. È come vedere la realtà dissolversi, perdere ogni concretezza… -Se andiamo alla fisica delle particelle della realtà subatomica troviamo il famoso principio di indeterminazione della Fisica quantistica, che afferma l’impossibilità di stabilire la posizione esatta di una particella in un dato istante. Se l’elettrone si muove a velocità relativistiche in uno spazio infinitesimale, dove puoi trovarlo e come puoi definirlo se non in termini probabilistici? -La realtà scivola via davanti ai nostri occhi, come il divenire di Eraclito. Se penetriamo nella profondità della materia, in quel brulicare pazzesco degli atomi ogni cosa diventa incerta, indeterminata, sfuggente, indefinibile… -Tutto si muove a una tale velocità che possiamo dire che è e non è al tempo stesso. È la manifestazione microcosmica di quel Tutto-Nulla di cui stavamo parlando. -Dunque nulla sta mai fermo, in questo senso non si può mai determinare la struttura di una cosa come una sostanza perché tutto diviene, tutto muta incessantemente passando dal nulla al nulla, pur essendo qualcosa… -E avendo una velocità infinita il Tutto-Nulla accade in un momento, senza un prima e un dopo. Non ci può essere tempo o distanza che non siano immediatamente superati. -Quindi, se consideriamo l’esistenza nella sua totalità, tutto è già compiuto, nulla accade realmente… da sempre e per sempre… -Se guardi bene, tutto l’esistente è una sola cosa che accade in un singolo momento, anche se, nella percezione della mente individuale, tempo e spazio si dilatano, si srotolano come mondo, nella forma dell’universo come noi lo conosciamo. -È una forma di panteismo? -Lasciamo le etichette, non servono molto quando vogliamo descrivere la realtà. Sono concettualizzazioni limitanti, che creano solo contrapposizioni e fraintendimenti. -Dunque il Tutto-Nulla che è Coscienza rallenta la sua velocità infinita, frena la sua corsa, per…? -…Per percepire sé stesso nel gioco di tutte le sue infinite apparizioni, nella indeterminatezza del divenire, nel contrasto e convivenza di tutto e nulla che è l’essenza di ogni ente reale. -E la nostra individuale coscienza? -Fa parte di quel gioco cosmico, di cui rappresenta un frammento, una visione parziale, un livello più basso di frequenza in cui percezioni, memorie, pensieri, emozioni prendono forma e svaniscono un attimo dopo in quel nulla da cui sono spuntati. Oppure, se preferisci, la coscienza singola è separazione, limitazione, punto prospettico, ente individuale che per un attimo sembra reale. -“Sembra” reale o lo è davvero? Noi esistiamo realmente o siamo solo un ‘sogno’ di quella infinita Coscienza Tutto-Nulla? Confesso che ho timore a trarre la conclusione… -(ridendo) Da quello che abbiamo visto fino ad adesso, tu cosa dici? 12 aprile 2023
Fu chiamato dal Poeta la selva oscura quel folto intrico di pensieri ed emozioni, che con la sua fitta trama preclude ogni luce e confonde lo sguardo che cerca il sentiero. In quel bosco misterioso incrociano tortuose vie, fiere e animali di sogno si aggirano inquieti a cercare la preda che ingenua si addentra. La selva oscura è la nostra realtà interiore, luogo ove la mente e il corpo si avviluppano in una festa di vita tumultuosa e scomposta, dove l’uomo si trova rapito e dimentico di sé. Laggiù la coscienza giace addormentata, ignara dell’accadere di ogni bene e male, in attesa di un primo timido raggio di luce che rechi l’annuncio del vicino risveglio. In quel luogo di conflitto e non libertà la mente separativa celebra il suo dominio: ragione calcolante, schiavitù dai desideri, eccessi di volontà e pulsioni ingovernabili, immaginazione inetta a scorgere il nuovo, sentimento e intuizione prigionieri dell’io. Qui si apre la porta della discesa agli inferi, ineludibile passaggio per ogni essere umano. È l’incontro con ignoranza, illusione e dolore che fa nascere la domanda sacra su sé stessi. La coscienza può essere risvegliata dal sonno solo attraverso un lungo e periglioso cammino che non rifugge dall’esperienza del negativo, ma lo affronta e lo integra in un sentire superiore. La selva oscura è il mondo del corpo-mente che, se trasceso, apre alla consapevolezza, alla chiara coscienza del bene e del male, alla conciliazione dialettica degli opposti, come conoscenza di sé che tutto abbraccia. Ogni fase di vita deve avere i suoi maestri, guide che ispirano e orientano nella ricerca, ma capire la giusta via è compito di ognuno, ne va della propria verità di persone libere. La coscienza risvegliata si fa consapevolezza, sguardo acuto sul mondo e limpida saggezza. È poi l’intuizione spirituale a sollevare oltre, fino alla visione dei più alti reami dell’essere. Ma la realizzazione più grande e gloriosa non può mai dimenticare le antiche radici: nella selva oscura si è rivelato il senso di un viaggio terreno fatto di gioia e dolore; abbiamo vissuto solitudine e sperdimento; abbiamo imparato la fiducia e l’amore; ci siamo trasformati in spiriti forti e liberi. Così comincia il sentiero di ascesa alla luce. Così è possibile tornare a riveder le stelle. 26 giugno 2023
Quelle che vediamo nel mondo non sono “cose” ma processi, trasmutazioni, vita in movimento. Nulla è statico nella realtà, nulla sta fermo, niente è semplicemente quello che appare, ciò che è ora non è mai ciò che era e sarà. La legge del cambiamento regna e dispone perché la vita possa rigenerarsi all’infinito. Nascita e morte si alternano nel moto esistenziale, l’una apre le porte all’altra, la invita, la prepara, un legame profondo tra le discordi forze si rivela nel gioco che conduce ogni ente al suo destino. La realtà ultima di ogni esistenza è inafferrabile, nessuna definizione può contenere e descrivere, nessun numero può misurare e parola spiegare ciò che rimane indecifrabile nella sua essenza. Non possiamo sapere cosa siano il rosso o il verde se non abbiamo mai visto il rosso e il verde. Non possiamo capire cosa siano il dolce o l’amaro se non li abbiamo assaggiati almeno una volta. Non possiamo comprendere il piacere e il dolore se non ci siamo ancora passati attraverso. Ma anche quando ne abbiamo fatto esperienza ci accorgiamo di non avere afferrato l’essenziale. La conoscenza resta sempre ai lati della cosa, è un maldestro tentativo di rendere ragione di qualcosa che rimane ad un’abissale distanza. Quell’essenza che sempre sfugge allo sguardo è incomprensibile perché non obbedisce a ordini, è il principio di libertà che è la natura di ogni ente, è lo spazio incontaminato dove ogni cosa è ciò che è. Nulla è meccanico, risaputo e prevedibile nel nucleo profondo di ogni reale esistente: come dimensione di interiorità e luogo di verità l’essenza non sottostà al tempo e a condizioni, non si fa rinchiudere negli schemi dell’intelletto. Dall’archetipo eterno di un’intelligenza infinita ogni ente si origina e intraprende il suo corso compiendo in sé stesso il proprio essere, mostrandosi nella trasparenza della forma, offrendo la ricchezza dei suoi mille volti, ma rimanendo al tempo stesso puro e inviolato perché il mutamento è solo parvenza fenomenica. Nella profondità insondabile della sostanza reale nulla davvero si muove o cambia o trascorre. Gli eventi del mondo si avvicendano tumultuosi in una girandola di colori, fenomeni ed emozioni, in una festa di vita che celebra l’illusione e la bellezza, ma il centro della ruota rimane quieto e immobile, non scalfito o perturbato dalle onde in superficie. Il centro dell’ente è la sua vera essenza immortale. È lo spazio di libertà che non contempla opposti. È l’affermazione sacra della propria origine eterna. È il senso profondo dell’esistenza come miracolo. È il supremo mistero che in eterno sarà custodito. È creazione pura che si dischiude solo nella libertà. 22 giugno 2023
Nel gioco dei riflessi del mondo puoi vedere te stesso e tutto il senso della vita che ti corre accanto. Nella foglia che cade si rivela la transitorietà delle cose, in quel germoglio che cresce l’esuberanza della natura. Il vento spazza la pianura e rinnova il canto del vivente, rigenerando ogni cosa come una pura acqua di fonte. Ovunque la vita ferve, si muove inquieta, si espande, perché non ci può esser fine a ciò che non ha principio. Infinite forme si incontrano e lottano e si intrecciano come gli elementi di una grande orchestra cosmica, in una sinfonia che accorda tutte le voci ed ogni diversità. Tutto si mescola e partecipa ad un complesso gioco, in un apparente caos che è in realtà un ordine superiore. I fenomeni si alternano in una immensa danza che confonde i confini delle cose e i loro destini, mentre il danzatore scompare nel vorticoso movimento. Il bene e il male non si riconoscono più separati, ogni cosa è anche il suo contrario e molto di più. Miracolo e peccato sono le facce di una stessa realtà che non risponde a imperativi e tutto vuole contenere e si muove nella contraddizione e nel paradosso, in un luogo ove né speranza né oblio sono il rimedio, dove odio e amore convivono circondati di rose e spine, Ogni momento si sporge sull’orlo dell’eterno abisso e diventa un glorioso, assoluto ‘ora’ esistente, asserzione definitiva di un essere-nulla che inquieta e soggioga l’immaginazione nel pensare oltre il limite. Dunque in ogni riflesso e palpito di vita vedi te stesso, ti osservi apparire in mille forme, modi, volti e identità. E comprendi di essere tutto questo che risuona in te, catturato dalla melodia di una cetra incantatrice, ma al tempo stesso partecipe di una chiarezza che anche nella più fatua illusione scorge il vero. Perché questo è ciò che sei nella tua essenza, anche se te ne sei dimenticato da molto tempo, avviluppato nelle spire di un piccolo io informe che pretende di negare l’ultima inalterabile verità. Tutto ciò che vedi racconta di te e ti appartiene, ti attende mascherandosi nelle vesti di un “altro”. Ma l’illusione ingannevole non può durare a lungo. E allora ecco che nel momento più impensato, quando meno te lo aspetti, un velo cade dagli occhi. Lo sguardo si leva in alto e scruta oltre il confine, poi torna giù, fattosi limpido, alle cose di sempre e ‘vede’ ciò che già dall’inizio era lì in attesa. Ogni situazione di vita può essere il momento. In un rosso tramonto puoi scoprire la chiara visione che nel gioco dei colori si trasfigura in desiderio, in un inestinguibile sentimento di nostalgia dell’Oltre che ti conduce a superare la separazione dal mondo. La parola che si librava a fissare i contorni delle cose ora è muta, sospesa a restituire lo spazio del silenzio. Alla fine il gioco dei riflessi del mondo ti ha rivelato, vedi una parte di te in tutto ciò che vive e accade, in innumerevoli specchi e immagini e simboli sacri. Ogni segreto si schiude allo sguardo contemplativo. in un cammino senza principio né fine né ragione. Un viaggio di scoperta, di ricordo, di ritorno a te stesso.