Filosofia Oltre il Confine perché la mente ragionante deve incontrare il suo limite per poter gettare uno sguardo su ciò che è Oltre Nel superamento del confine del noto nuovi orizzonti di senso si schiudono laddove nessuna parola può dire né raccontare di Ciò che è visto
Ringraziamo Narciso che si specchiò nell’acqua dello stagno e vide la propria bellezza. Amò sé stesso e nessuno e null’altro sapendo di essere il solo inviolato Essente. Spezziamo una lancia per il povero Narciso dileggiato quando diceva il vero, vilipeso perché vedeva l’ovvio, giudicato nel suo non-giudicare. Siamo tutti Narciso senza saperlo… Lui ci ha insegnato la Bellezza, ci ha indicato la via del ricongiungimento. Morendo nella contemplazione della propria immagine estingueva in realtà il proprio ego perché la bellezza rifulgesse senza ostacoli, offerta a sé stessa, offerta a ogni cosa, a chiunque sappia guardarsi senza veli nello specchio di quel lago che chiamiamo tempo.
È l’impersonale Essere senza centro che è immutabile e completo perché non ha altro fuori di sé. Puro agire senza nessuno che possa rivendicare quell’azione Puro vedere senza alcuno che possa reclamare quello sguardo Puro avere senza colui che possa dire di possedere qualcosa Divino paradosso che oltrepassa ogni comprensione. Per chi vede solo le parti e non il Tutto ben poco rimane: visione povera, incompleta, deformata, colori smorti, linee approssimative, labili ragioni, conflitti senza fine, personali pandemie della mente senza rimedio, lotta incessante e crudele con sé stessi. Il mondo nella sua realtà apparente. Tutto si ricompone quando si guarda l’Intero: il problema si scioglie nella comprensione, il conflitto è visto come fumo e ombra e diventa gioco, Lila divina. Questo è l’Essente che è e vuole la vita. l’unica realtà, primigenia e vera. Supremo mistero che svela e nasconde: qualcosa ci ricorda che nessuno agisce, nessuno vede, nessuno fa, nessuno parla, ma c’è solo fare, capire, parlare, agire. Esiste solo l’essere impersonale che è il guardante l’agente e l’avente. Essendo il Tutto è ogni cosa, ma non uscendo da sé rimane incontaminato e i conti tornano sempre in pari, e l’ingiustizia è solo apparente. Il tutto e il nulla si congiungono mirabilmente nella sacra coincidenza degli opposti che nessuna ingegnosa umana trama potrà eguagliare. 15 giugno 2022
Siamo polvere caduta dalle stelle su questa Terra In questo evento è tracciata la nostra identità Lì c’è già scritto il nostro destino Quello che sarà per noi… Fu il giorno che il Caos divenne Cosmo sotto la guida dell’Intelligenza Suprema che è ed opera in tutte le cose Polvere divenne gli elementi Gli elementi divennero eventi Gli eventi crearono il circolo della vita Si realizzò la perfezione del cerchio Il giro infine si chiuderà E tutto tornerà al Caos iniziale Dove nel Senza-limite ogni possibilità sarà data ancora una volta e ancora e ancora… 16 giugno 2022
Dicono di Pirrone di Elide che andasse a sbattere contro gli alberi e sovente cadesse nel fosso spiegando che è impossibile discernere il vero e il falso e distinguere il sogno dalla realtà e che tutto è illusione e che nulla è certo e che quindi di nulla si può fare scienza. Dicono che lui, il grande Scettico, si comportasse come il principe degli idioti indifferente e impenetrabile e avulso dalla realtà, incapace di riconoscere l’ovvio che tutti vedono, abile solo nel giustificare le proprie stoltezze con discorsi capziosi che mai potrebbero trovare albergo in alcuna logica umana. Dicono che la gente ridesse di lui facendone oggetto di scherno e ilarità e che accorresse avida per godersi lo spettacolo del filosofo vittima della sua stessa filosofia. Era anche un sollievo avere la conferma che della filosofia non c’è bisogno nella piazza del mercato, dove l’ingenuità è bandita e trionfa l’astuzia… Nessuno di coloro che lo additavano ridendo poteva capire il gioco sublime di Pirrone lo Scettico che mostrava agli uomini la loro credulità e l’ inconsapevolezza e l’arroganza e la stolta vanità. Chi pensa di sapere tutto e giudica senza conoscere la skepsis e non riesce nemmeno per un momento a mettere tra parentesi il mondo né sa ridere di sé stesso quando si erge a maestro va inevitabilmente a cozzare contro la propria ignoranza, cade nel baratro della propria nullità, inciampa nella trappola mortale della hybris. E avrà una miserabile fine degna del suo inizio, sarà polvere che vola e si disperde, dove non ci sarà neanche una risata a seppellirlo. 18 giugno 2022
Prendersi cura delle cose. Prendersi cura delle persone. Prendere a cuore ciò che si presenta apparentemente imperfetto. Cercare il rimedio per chi annaspa o affonda nel mare dei ricordi. La via della cura è la stessa: agire con disinteresse e somma attenzione senza che ci sia qualcuno che fa, senza alcuna idea di essere messaggeri di luce, sapendo però che solo chi è sano può curare, solo chi ha fatto un lavoro su di sé e non giudica perché il giudizio è già la malattia. Chi condanna non può guarire gli altri né sé stesso perché non perdona a nulla e a nessuno la colpa di esistere. La cura nasce come il fiore di campo, si posa come la neve immacolata, avvolge come il calore del focolare. Richiede una mente silenziosa cuore saldo e azione sollecita, È fare spazio all’altro perché possa trovare fiducia in sé stesso e preparare il rimedio che conduce sulla via della guarigione. Cura è essere-nel-mondo ma sapendo che il mondo è dentro di noi e che curare gli altri vuol dire guarire sé stessi dal sogno della separazione. 20 giugno 2022
Strana vicenda quella di Er che ebbe il privilegio e l’onere di tornare dall’aldilà per raccontare ciò che aveva visto in quella dimensione inconcepibile dove sogno e realtà si confondono ma dove la vista dell’anima si fa più acuta e l’occhio può frugare nei misteri del divino. Soldato morto in battaglia e creduto tale sì risvegliò di nuovo alla coscienza dei vivi per recare un messaggio da quel Mondo ideale che non conosce il tempo. Mirabili cose imparò l’anima di Er nel mondo di lassù: che ciascuno di noi sceglie il suo destino e che nessun Fato ci opprime o ci costringe. Egli vide la somma libertà del bipede mortale di scegliere il percorso della sua esistenza senza temere la morte, senza temere gli dei, senza rimpianti e recriminazioni per ciò che è stato. E seppe che dopo il fallimento ci sarà sempre un’altra possibilità nell’infinita Ruota del Tempo immagine mobile dell’eternità, perché il Tempo non ha fretta. Da allora la vita di Er non fu più la stessa. Divenne filosofo senza aver studiato alcuna filosofia. e non conobbe più le armi perché non ce n’è più bisogno per chi è uscito anche solo per un momento alla luce risalendo dal buio della caverna. 21 giugno 2022
Qual è il senso del presente? Se il senso del presente è avere una direzione allora le direzioni sono infinite nell’infinito corso del tempo. Quindi, quale seguire? E perché? Tutto si mescola nel complesso gioco dell’esistenza: ora l’alto è il basso ora il basso è l’alto, ora il grande è piccolo ora il piccolo è grande. Giostre di immagini e di colori che corrono lungo la linea della vita si intersecano, si sovrappongono, volteggiano insieme… Ma come in una antica danza Sufi, nel bel mezzo della tempesta di questo vorticoso caleidoscopio di colori, qualcosa rimane immobile e non cambia, qualcosa rimane sulla collina e osserva… Ecco il Presente che si rivela in tutta la sua pienezza di senso, quello della direzione senza direzione, perché solo ciò che non ha una direzione può avere un senso. 22 giugno 2022
Ho dei diritti anch’io come ragno aggrappato qua sulla parete? Perché la mia progenie comparve su questa Terra prima di voi felice e indisturbata nella convivenza con gli altri esseri. L’uomo, se ben ricordo, comparve solo il sesto Giorno. Come ultimo ospite di questo mondo si mostrò subito giovane e dinamico, intraprendente e sfrontato ma segnato da immaturità e bramosia oltre ogni limite, due cose che non possono stare insieme se non come le facce di uno stesso egoismo cieco che non appartiene alla logica del vivente, foriero quindi di squilibri e guai per tutti e in ogni dove. Tessendo paziente i miei fili io insegno, parlo così al mondo. La mia tela è una rete che tutto avvolge, tutto collega, con i suoi mille riflessi e la sua leggerezza impalpabile. Ma devo anche dire… In realtà con gli esseri umani non va sempre così. Quando l’uomo impara ad avere senza possedere, ad agire senza reclamare meriti, a sentirsi parte della Grande Ruota dell’Esistenza allora accade il miracolo, cioè la cosa più banale ed ovvia: riconosce che ciò che esiste ha il diritto di esistere per il semplice fatto che esiste e capisce che quel diritto non è lui che può concederlo a chi da sempre lo possiede. Quindi come semplice ragno consapevole dei suoi diritti continuo a tessere la mia tela. È la mia saggezza pazientemente coltivata, con grande cura ricamata e con amore offerta al mondo. 23 giugno 2022
-Cosa vuol dire essere diversi? -Vuol dire essere o avere quello che gli altri non sono o non hanno. -Fammi un esempio per favore. -Per esempio un modo di ragionare e di comportarsi o una qualità. -Anche un aspetto esteriore? -Certo, a volte anche quello può essere significativo. -Ma qual è il valore della diversità? -E’ nel fatto che tu stai mostrando agli altri quello che non hanno o non sono. -Quindi noi dobbiamo ringraziare colui che è diverso perché ci sta mostrando qualcosa… -Ci sta completando con quello che noi non abbiamo ma potremmo avere, con quello che noi non siamo ma potremmo essere. -Manifesta quindi le nostre potenzialità… -Sì, ci dice letteralmente quello di cui siamo mancanti o carenti, quello che non abbiamo neanche pensato di poter avere o essere. -Quindi nell’altra persona noi possiamo vederci come in uno specchio. -Sì, e non solo nelle persone, anche nelle cose, negli eventi, in ciò che accade. Lo specchio ci rimanda spesso la parte migliore di noi di cui non siamo consapevoli e che ancora è dormiente. E naturalmente devi essere tu innanzitutto capace di leggere la realtà e apprezzarla nella sua diversità e farla tua integrandola nel tuo essere. -Quindi la diversità ci permette di conoscere meglio noi stessi… -Noi siamo già portatori di un’infinità di diversità tutte da scoprire che poi sono la vera fonte della creatività. La differenza origina sempre interesse, curiosità e conoscenza. -È vero, dove tutto è uniforme e piatto, nulla accade di interessante o piacevole… -È una cosa così ovvia, ma pochi riescono a vederla con chiarezza e con semplicità. -Ma se è così, perché allora la diversità è considerato un problema? -Chiediti da chi è considerato un problema e vedrai immediatamente che colui che non vuole conoscere sé stesso subito condanna il diverso e in questo modo condanna quella parte di sé che vuole venire alla luce e chiede di manifestarsi. -Una bella contraddizione… -L’essere umano è contraddittorio proprio perché è pieno di diversità che creano attriti e conflitti quando non si compongono in un’armonia superiore. La diversità, che è un fatto del tutto naturale e ovvio, nella realtà è ovunque, diventa un problema quando si associa all’idea di superiorità e inferiorità, allora diventa una micidiale fonte di dolore e di disprezzo, radice di conflitti che possono perpetuarsi per secoli attraverso le generazioni, avvelenando le società e creando un clima di lotta dove l’uomo-lupo può scatenarsi. -È così difficile da capire? -Un bambino lo sa immediatamente, perché ama la diversità e la varietà e si diverte un mondo a inseguire farfalle di ogni colore. Anche un adulto può capirlo se riesce a vedere la realtà ancora con gli occhi di quel piccolo. -In effetti, mi viene da pensare: un abete è superiore ad una quercia? Una mela è superiore ad un’ arancia? Il numero 3 è superiore al numero 2 ed è inferiore al numero 4? -Su questo non c’è bisogno di complicate spiegazioni, se qualcuno vuol fare a meno del numero 3 o della quercia o dell’arancia faccia pure, ma dovrà rendersi conto di vivere in un mondo più impoverito, meno ricco di colori e sapori. -Questa idea di superiorità è solo degli umani, mi sembra… -Sì, nasce dalle loro ego e dalle loro paure e dalla necessità di definirsi per capire la propria identità, ma una identità che non si confronta con la diversità è qualcosa di povero e instabile. La differenza non deve spaventare perché ci spinge a completarci e mostrando nuove possibilità ci fa vedere quello che neppure noi sapevamo di noi stessi. -E la Natura cosa dice a proposito? -La Natura sa benissimo che nel Cosmo non esiste alcunché di superiore o inferiore se non in senso relativo e momentaneo, ma anche che una qualità può essere positiva e negativa a seconda delle situazioni, quindi non buona o cattiva in assoluto. -Fammi anche qui un esempio per favore. -L’albero possente dal grande fusto sembra superiore a quelle esili canne che noi vediamo muoversi al vento, flessibili e apparentemente indifese… Ma Il possente albero sarà il primo a schiantarsi quando arriverà la tempesta e il vento spazzerà la pianura. Invece i piccoli arbusti che si piegano al vento sopravvivranno intatti… -Ma allora, perché noi uomini ci facciamo ingannare dalle apparenze? -L’uomo si fa ingannare dalle apparenze perché di solito vive di apparenze, il suo stesso io è solamente una costruzione, una realtà superficiale, un epifenomeno che per stare in piedi ed autoproclamarsi deve continuamente confrontarsi, paragonarsi e competere. -…E da qui la condanna della diversità… -Da qui quella maschera di paura e di oblio che l’umanità deve ancora scrollarsi di dosso. -Dopo questo dialogo con te ho imparato cose che non sapevo o non pensavo di sapere e io stesso ora mi sento diverso. Penso di aver capito meglio il valore e il senso della diversità proprio incontrandola in questo confronto con te… -È perché abbiamo accettato entrambi di entrare in relazione non malgrado, ma grazie alle nostre diversità. Tutti ne abbiamo guadagnato. Non è così difficile, ti pare? 28 giugno 2022
L’Io è la più grande invenzione nella casa dell’Essere. Le vie del Vedanta ci offrono la visione degli antichi saggi dell’India che nella realtà dell’Io vedevano uno scherzo cosmico, un puro gioco di ombre e apparenze dove Maya tesse trame di illusioni e trionfa ridendo sui grevi mortali portatori di ragione. Dopo la grande deflagrazione che creò innumerevoli realtà Il vasto Cosmo si restrinse in infiniti punti. L’Oceano di coscienza diventò quelli che noi chiamiamo individui, piccole infinitesime parti del tutto che ora si pensano autonome e reclamano la propria libertà e credono di poter agire e scegliere secondo un proprio volere al di fuori della volontà dell’Intero. Era un viaggio entusiasmante per quel piccolo punto cosciente, ma comunque destinato al fallimento perché nulla che appartenga ad un intero può pretendere senso e ragione al di fuori di esso. E la piccola parte nulla potrà conoscere nella sua limitata visione, niente potrà conquistare fuori della logica del Grande Essere. Potrà solo vivere nell’illusione di essere ciò che non è perpetuando la sofferenza di quel piccolo punto agitato, inquieto, protervo nella sua bramosia, che nello scacco della volontà vive i giorni e le notti. Io è la parola che comprende tutto questo gioco ora tragico, ora comico, ora infiammato, destinato a concludersi prima o poi e a dissolversi come la bruma del mattino nella luce di una limpida visione della realtà. 30 giugno 2022