Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia

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Filosofia Oltre il Confine
perché la mente ragionante deve incontrare il suo limite
per poter gettare uno sguardo su ciò che è Oltre
Nel superamento del confine del noto
nuovi orizzonti di senso si schiudono
laddove nessuna parola può dire
né raccontare
di Ciò che è visto

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Essere o non essere

152 Essere o non essere

Essere o non essere?
Era la domanda che lo tormentava,
il dilemma che lo dilaniava da sempre.
Finché un giorno giunse la risposta.
Osservando la natura delle cose
tutto gli fu improvvisamente chiaro.
Una comprensione balenò nella mente
mentre contemplava nella luce del tramonto
il lento appassire delle linee e dei colori:
tutte le forme vanno e vengono,
appaiono dal nulla e nel nulla scompaiono
e non si può fermare questo infinito gioco
che appartiene alla vita nella sua essenza.
Venne dunque la risposta, ma non a lui,
perché in quel momento ogni “io” era sparito.
Era il Tutto che osservava se stesso
attraverso la sua mente risvegliata
e si riconosceva nella propria verità:
l’esistenza è un’onda in movimento
tra le sponde dell’essere e del non essere;
ogni ente è un’infinitesima parte di una Realtà
che si manifesta in innumerevoli forme
che vivono e precipitano tra l’essere e il nulla.
Come umani siamo parte del gioco,
viviamo sospesi tra due mondi,
anche noi siamo e non siamo.
Come partecipi dell’esistente
siamo quel Tutto che si manifesta
e che è la sola vera ultima Realtà;
come individui, parti di un intero,
piccoli frammenti privi di autonomia,
enti transeunti ed effimeri,
in senso reale noi non siamo.
Questa è la nostra natura,
ci trasformiamo ogni istante
lasciando alle spalle spazio e tempo,
il fuoco e la cenere di ciò che è stato.
Questo è il destino di uomini e cose,
sempre in bilico fra esistenza e non,
fra tutto e nulla, tra essere e non essere,
sempre alla ricerca di ciò che manca.
Un esistere segnato dall’incompletezza
che però contiene immense potenzialità,
perché solo ciò che non è perfetto
ha mille modi di trasformarsi e rinascere.
Solo ciò che è imperfetto può divenire,
come creazione perennemente in atto,
pur mantenendo la propria essenza,
perché è sempre il Tutto la sua sorgente.

Mentre dunque osservava le cose svanire
nella dorata luce del tramonto
il dilemma di essere e non essere
si scioglieva nel più grande paradosso,
in quella incomprensibile contraddizione
che è il fondamento di ogni realtà:
l’Intero si differenzia ma senza separarsi,
l’Uno diventa i Molti senza però dividersi.
L’impossibile diventa il reale possibile
nel ciclo eterno di essere e non essere
che è il gioco senza fine della creazione.
È quello che vediamo ogni momento
accadere davanti ai nostri occhi
nelle forme mutevoli dell’apparire,
nel fuggente attimo dell’essere-nulla.
Nel tramonto i caldi colori sfumano,
le linee si sfocano e si fanno incerte,
ma non c’è rammarico o rimpianto,
non c’è solo la fine di ciò che e stato,
ci aspettano le luci e i colori dell’alba.
23 febbraio 2024

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