
151 L’albero dei desideri
-Ho trovato un’interessante metafora: la mente è come un albero dai folti rami che produce una miriade di foglie, fiori e frutti… Mi sembra un chiaro riferimento ai nostri pensieri…
-Sì, la mente produce incessantemente idee, immagini e sensazioni. È come una prolifica pianta che si ramifica e si amplia senza posa. Sono innumerevoli i pensieri che si susseguono in un solo minuto, a una velocità sorprendente.
-Ma noi non riusciamo a stare dietro a tutti, molti rimangono in secondo piano, sullo sfondo.
-Infatti osserva, in questo momento non c’è solo il pensiero di quello che stiamo dicendo o ascoltando, ce ne sono molti altri che appaiono sul limite della coscienza e che con un po’ di sforzo possiamo anche recuperare.
-Quali, ad esempio?
-Pensieri relativi alla collocazione nello spazio e nel tempo, percezioni, sensazioni fisiche ed emozioni, immagini del futuro e del passato, commenti tra sé, paure e desideri, ecc.
Eri consapevole mentre pochi minuti fa si sentiva suonare da lontano la campana della sera?
-Ora che ci ripenso, sì e no… È curioso, io in quel momento la udivo ma non la ascoltavo, ero presente e anche no, cioè…
-Ecco, questo accade per un’infinità di pensieri e sensazioni che si accavallano e si sovrappongono e si mescolano nella mente… uno zibaldone o meglio un gran carnevale.
-Cioè una grande confusione o caos. Come mettere un po’ di ordine dentro di noi?
-Bisogna partire dalla consapevolezza che i pensieri sono cose, sono un fatto che ha un potere creativo e ha sempre delle conseguenze.
-l pensieri creano la nostra realtà?
-Sì, l’avrai sentito dire tante volte. Noi siamo quello che pensiamo. La nostra mente modella la nostra realtà e il modo in cui la percepiamo e la viviamo.
-Quindi tornando all’immagine dell’albero?
-Guarda, c’è proprio una parabola per noi che viene dalla tradizione tantrica dell’antica India. È quella che ci racconta dell’”albero dei desideri”. Immagina di scoprire un albero miracoloso sotto il quale quando ti siedi puoi realizzare immediatamente qualsiasi cosa ti passi per la mente, qualsiasi capriccio o desiderio…
-Bellissimo, è come il potere di un mago! Dove si trova questo albero? Ci vado subito!
-Meglio non essere precipitoso nelle cose. Bisogna sempre agire con attenzione e considerare tutti gli aspetti.
-Beh, chi non vorrebbe una bacchetta magica che realizza immediatamente ogni desiderio?
-Prima ti racconto come va a finire la storia… Un giorno un uomo si imbatte in quell’albero, si siede lì sotto e, siccome è affamato, pensa che sarebbe bello avere qualcosa da mangiare. Immediatamente il suo desiderio si realizza, da chissà dove si materializza un cibo prelibato. Soddisfatta la fame l’uomo pensa a qualcosa da bere e d’incanto compare la sua bevanda preferita. E così succede ancora con tutto ciò che gli passa per la mente.
-Una meraviglia, è il sogno di ogni essere umano! Come un re Mida! Poter avere tutto ciò che si vuole, soddisfare ogni più folle desiderio!
-Beh, se fosse qui quell’uomo non sarebbe affatto d’accordo con te. Tornando alla sua storia, presto lui scopre che non sono solamente i pensieri consci a realizzarsi, ma anche i desideri e i pensieri inconsci. Tutto quello che ribolle nella mente e che non si riesce a vedere con chiarezza e a controllare.
-Ah, forse comincio a capire…
-Vedendo tutte quelle apparizioni miracolose, a un certo punto l’uomo teme che sia un diabolico sortilegio, l’azione di qualche fantasma o spirito maligno. E appena questo pensiero emerge nella sua mente ecco che, come in un sabba demoniaco, si materializzano tutt’intorno fantasmi e mostri spaventosi. Il povero sventurato allora è colto dalla paura di essere assalito e torturato. E naturalmente subito questo accade, tutto ciò che è pensato si realizza infallibilmente.
-Se vuoi, puoi anche non continuare la storia. Ho già capito come va a finire…
-Ormai andiamo fino in fondo. In quella drammatica situazione un ultimo pensiero si fa strada nel più assoluto terrore, la possibilità di essere ucciso, di morire. Ed è quello che immediatamente si verifica.
-Non è proprio quella che definiremmo una storia a lieto fine… Forse quell’uomo doveva capire che stava proiettando i suoi pensieri nella realtà, avrebbe cercato di controllarli…
-È accaduto semplicemente quello che lui ha desiderato o pensato grazie al potere creativo della sua mente. Avere paura di qualcosa ad esempio diventa immaginare, evocare e quindi provocare quell’esperienza.
-È vero, se ho paura di provare angoscia vivo già nell’angoscia…
-Però tieni presente che questo accade a tutti noi, anche se non in modo così estremo e istantaneo. La mente è la radice delle nostre vicende personali, della nostra storia in questo mondo.
-Ma desiderare la propria morte? Questo mi sembra esagerato. Chi lo vorrebbe mai?
-Può accadere di cercarla inconsciamente e di provocarla, magari non con un gesto improvviso e drammatico, piuttosto con una lenta rovina di sé. Già Freud parlava del fascino dell’inorganico, diventare polvere per non soffrire più… Ma questo discorso ci porterebbe lontano, lo affronteremo in un’altra occasione.
-Dunque il nostro pensiero crea la realtà… Perché è così difficile comprenderlo?
-Appunto perché i risultati non sono sempre immediati. I semi sono gettati da un pensiero o da un desiderio o paura, ma spesso passa del tempo prima che arrivi l’effetto. Un’emozione negativa come l’odio può farmi stare male subito, oppure, se diventa abituale, portare col tempo ad azioni dissennate, relazioni sbagliate, comportamenti distruttivi.
-Ma controllare il proprio pensiero non è facile come dirlo…
-La mente fugge qua e là come una scimmia che salta da un ramo all’altro senza sosta. Per cominciare allora osservati e cerca le radici dei tuoi comportamenti ripetitivi, vedi da quali semi cioè da quali pensieri sorgono. Non si tratta di abbattere la pianta, ma di coltivarla e curarla. La mente non ti è nemica, però deve essere un fedele servitore, non un padrone tirannico. Osserva cosa accade dentro di te, governare i pensieri non vuol dire reprimere o censurare, ma comprendere e diventare consapevole di ciò che in te si muove e crea le situazioni di vita. Da una meditazione incessante verranno l’equilibrio, la saggezza, il governo del proprio mondo interiore con tutti i suoi pensieri ed emozioni. Come si fa dovrai capirlo da solo con l’esperienza, nessuno può spiegartelo in parole, anche le mie sono solo indicazioni…
-…cioè sono il dito che indica la luna, non la luna…
-Ecco, proprio così, la luna te la conquisterai da solo, se non ti fermerai al dito che la indica.
-Perché a volte il proprio pensiero diventa un creatore di infelicità e si vive in un inferno?
-Pensare come un piccolo sé è l’inferno. Se sei identificato con il tuo io e con l’egoismo dei tuoi impulsi non potrai mai davvero governare la mente, sarà lei con gli istinti del corpo a prendere il sopravvento. Sarà la scimmia a dirigere i giochi e quindi immagina con quali risultati…
-Come uscire dalle maglie strette del nostro piccolo io?
-Se ti identifichi con la tua mente in disordine è finita. Se invece ti identifichi con qualcosa di più grande e, per così dire, ti sintonizzi con la coscienza collettiva, la visione si amplia e porta la chiarezza del vedere, la capacità di capire cosa accade intorno a te e l’azione appropriata. Allora sono le istanze più alte e unificanti a dettare i ritmi della vita, pur tra incertezze, errori e cadute. Non diventare il ragno che tesse la tela e ne rimane intrappolato, diventa l’ape che passa di fiore in fiore per il bene dell’alveare, cioè di tutta la comunità. Questo modo di vivere richiede un sacrificio del tuo io per l’unità del tutto, lasciando in secondo piano le istanze personali e rifuggendo dal superfluo, dall’inutile, da ciò che distrugge e arreca dolore.
-Dunque io devo impegnarmi a governare la mia mente se voglio creare un paradiso, un mondo bello per me e per gli altri…
-Si, ma ci riuscirai solo se tu non sarai al centro della scena e se il progetto di un nuovo mondo, l’Albero dei Desideri, sarà il frutto del nuovo modo di pensare di un io più grande.
15 febbraio 2024

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