Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


164 Perché tanto è lo stesso!

Diceva un antico saggio: “Vivere o morire, per me è lo stesso!”
Qualcuno gli chiese: “Se per te è lo stesso, perché non muori?”
Rispose il saggio: “Perché tanto è lo stesso!”

Si può guardare al mondo con indifferenza.
In questo caso le cose perdono ogni valore:
non vale la pena di affannarsi e angustiarsi,
tutto è banale e privo di significato,
l’esistenza intera diviene un deserto
e dunque vivere e morire “sono lo stesso”.
Oppure si può guardare al mondo con distacco.
Nulla è importante e a un tempo tutto importa:
nessuna esperienza è in sé così essenziale
da cercare di trattenerla e possederla,
però ogni cosa è piena di significato
se è vista con occhi e cuore aperti,
anche il passaggio estremo oltre la vita.
In questo senso vivere e morire “sono lo stesso”.

L’antico saggio ci offre una chiave preziosa
per non cadere in uno sterile nichilismo:
accettare l’universale legge del mutamento
che inscrive ogni cosa nel nascere e morire;
sperimentare la vita in tutte le sue dimensioni
trovando un senso in tutto quello che accade;
lasciar andare le cose quando è il momento
senza lamentarsi e inveire contro il destino,
questa è la via dell’uomo che conosce sé
e in modo consapevole può dire “tanto è lo stesso”.
Se queste parole nascono dall’amore per la vita
e non da un arido sentimento di rifiuto del mondo,
se il distacco dalle cose così mutevoli e fragili
rende l’animo equanime e imperturbabile,
allora il cammino di saggezza è compiuto.
Vivere e morire appartengono ad ogni cosa,
dunque se si è apprezzata e amata la vita
quando la morte verrà sarà la benvenuta,
non ci sarà tristezza, né rifiuto o resistenza.
Il saggio lascia che quello che accade sia,
accoglie quello che spontaneamente viene,
accetta ciò che il destino gli presenta,
impara da ogni situazione e tutto apprezza,
vivendo nella dimensione della non-scelta.
Scegliere è esprimere una preferenza,
quindi ogni scelta è sempre una negazione:
si sceglie il vivere perché si rifiuta il morire,
si sceglie il morire perché si rinuncia al vivere.
Il saggio vive senza preferire o disprezzare,
sa che i desideri sono momentanei e labili
e che ogni esperienza ha il suo significato,
anche quella che temiamo e da cui rifuggiamo.
E dunque:
“Vivere o morire, per me è lo stesso
Frase che può esprimere un amaro cinismo
oppure la più alta realizzazione dell’uomo
quando la vita è stata vissuta pienamente
e si è amato ogni momento di quel vivere
e nulla rimane da rimpiangere o negare.
“Vivere o morire, per me è lo stesso”
Poiché ora sono vivo io continuo a vivere,
non sono io a scegliere ciò che è e sarà.
La vita umana è un viaggio entusiasmante,
ma non cercherò di prolungarlo all’infinito,
sono sempre pronto al grande balzo nell’Ignoto.
4 aprile 2024

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