Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


pag.1

1 Nulla di nuovo
Nulla di nuovo sotto il sole,
nulla di nuovo in queste parole
che vengono dall’antico originario,
fonte di ogni parola e pensiero.
Il già detto si ripete e si riascolta
e tuttavia è sempre nuovo
perché nuovo è l’ascoltante.
L’antica parola si ripresenta,
veste nuovi significati,
scopre impensate sfumature,
tesse complicate trame del discorso.
Ma allo stesso tempo
riproduce una saggezza vecchia come il mondo
che non afferma nulla che non sia già sentito,
perché il vero è già stato pronunciato dall’alba dei tempi
e non può che raccontare e ricordare sé stesso
in un gioco infinito.
Nulla di nuovo sotto il sole,
nulla di nuovo in queste parole,
tranne per colui che per la prima volta le ascolta
e in un momento le riconosce come sue.
4 giugno 2022


2 Lo Zero è Nulla e Tutto
Solo dove è il Nulla c’è anche il Tutto,
perché in quello spazio senza limiti si dà ogni possibilità.
Nulla quindi non come vuoto o totale privazione,
ma come non definizione, assenza di confini,
dimensione primigenia del possibile e dell’impossibile,
luogo da cui le cose spuntano innocenti e libere
nella creatività originaria che precede ogni piano e progetto.
E il Tutto non è semplice somma di cose ed eventi,
non è accozzaglia sregolata emersa dal caos e dal caso.
L’Esistenza è totalità che ha una sua perfetta architettura,
mirabile progetto di una infinita sorgente perennemente in atto.
La manifestazione nel tempo di una creazione sempre nuova
rimanda a quel Nulla aperto originariamente ad ogni concepibile,
con tutta la sua misteriosa follia e la sua sopraffina intelligenza,
con la sua arte capace di rivelare una superiore bellezza.
Ogni cosa comincia e torna allo Zero, luogo di essere e non essere.
Nulla e Tutto sono gli aspetti inseparabili del Primo principio,
eterno cominciamento e destino di ogni realtà manifesta.
Nel procedere circolare degli eventi si dà ogni possibilità,
fondata sullo Zero che, i saggi di un tempo lo sapevano, contiene l’infinito.
Così deve essere e sempre sarà, dicono le antiche sapienze,
secondo l’infallibile legge del Numero che abbraccia ogni cosa.
6 giugno 2022


3 Quel Viandante
Era comparso da chissà dove quel Viandante,
era arrivato chissà come,
chissà perché era venuto fin qui
dalle lontane terre dove nulla accade
-perché là c’è solo perfezione –
giù in questo luogo così imperfetto
dove tutto si mescola incessantemente,
dove regna l’incertezza,
dove domina l’arbitrio,
dove ogni istante si presenta come scelta…
Ogni viandante sa qual è la meta ma non sa perché viaggia.
Quel perché ne farebbe svanire la bellezza.
Anche quel Viandante non sapeva perché si trovasse per strada
ma aveva l’ idea di uno scopo per il suo viaggio:
cercare quel perché…
Il viaggio si illumina solo alla luce del perché,
di ciò che ha dato vita al movimento,
il primo inizio da cui scaturiscono tutte le ragioni…
Fu l’humus della terra a decidere del suo nome
Non gli sembrò male il chiamarsi uomo
ed essere destinato alla perenne ricerca.
Da allora l’uomo frequenta e percorre la terra come eterno viandante
spinto da un perché che non ha ancora capito,
da una nostalgia che non ha ancora colmato.
Ma è per questo che l’incantesimo del viaggio rimane inviolato.
Come le cime dei monti innevate là in fondo…
8 giugno 2022


4 L’occhio dell’anima
Ciò che l’occhio dell’anima di Platone vide
superava l’immaginabile:
le Idee dalla luminosa essenza,
l’eterno Essere nella sua perfezione inviolabile,
gli insondabili destini del Cosmo e degli umani,
le reti del Tempo che tutto avviluppa e domina
secondo ragioni che non sono dei mortali.
Ma come descrivere tutto ciò?
Come raccontare quella bellezza che sfugge ad ogni regola?
Come rappresentare quella verità che trascende ogni parola?
E così la filosofia si volse di nuovo al Mito,
fonte e nutrimento di ogni sapere,
parola che è immagine,
lògos che crea, inesauribile nei suoi molteplici sensi.
Fu il mito a fondare la filosofia,
fu il mito a salvarla quando la parola si ritrovò muta
di fronte al mistero dell’essere.
La parola può svanire, non così l’immagine
che si radica nel nostro sentire più profondo
e da lì parla un altro linguaggio.
Parola antica e sempre nuova,
linguaggio pieno di figure metamorfiche,
colori vividi, forme sfuggenti,
potenti simboli indecifrabili
suggestioni antiche e sconosciute
che si volgono alla nostra anima primordiale
indicando, mostrando segni,
evocando il regno del sogno e della magia,
riconducendo a casa chi si è disperso
sulla via che porta al cospetto della dea Dike
severa e giusta, che con lo sguardo fermo attraversa i tempi
e attende paziente,
insegnando ciò che oltrepassa la morte.
Fu Platone che riconciliò Mito e Filosofia
e trovò di nuovo il linguaggio dell’anima
e ravvivando la scintilla dell’occhio interiore
restituì all’uomo la sua unità perduta.
9 giugno 2022


5 Chiarezza
Portare chiarezza dentro di te è il primo imperativo:
In quello che fai, in quello che sei,
in quello che senti, in quello che esprimi
reca sempre la luce della tua coscienza.
Agire senza consapevolezza vuol dire essere una macchina
e ciò che è meccanico deve sempre essere guidato,
non può agire secondo una propria volontà.
Comprata, venduta, usata, apprezzata o svilita,
il destino di una macchina è comunque di finire al ferrovecchio,
senza un rimpianto, uno sguardo o il suono di un ‘grazie’.
Portare chiarezza è vivere nella perspicuità:
osserva sempre la motivazione del tuo agire,
per renderti conto di quello che fai, di come ti muovi,
delle persone che hai intorno, dei tuoi giudizi,
delle conseguenze delle tue scelte
che riguardano sempre anche gli altri.
Devi sempre scovare il pensiero nascosto
che alimenta la motivazione e il gesto,
per capire quanto sei prevedibile e ripetitivo,
un cumulo di pregiudizi e di automatismi
al servizio di quella macchina che è il corpo-mente
nel movimento incessante e caotico delle emozioni.
È questo un grande insegnamento dell’Ethica:
portare chiarezza non vuol dire negare,
perché ciò che è respinto si rafforza e si nutre
proprio di quella energia che lo vorrebbe combattere.
Tutto nasce dalla luce riverberata in infinite forme.
È la luce la vera forza della trasformazione
che crea senza attrito l’alchimia della coscienza.
Con la pazienza del molatore di lenti,
nel silenzio meditativo di un’opera che deve compiersi,
nella trasparenza del cristallo che rifrange la luce in mille modi,
la motivazione compare limpida e spontanea
e ad essa l’azione segue senza macchia.
La coscienza consapevole di sé accoglie tutto
senza aggrapparsi a niente o chiedere nulla
e così rimane sveglia nella luce incontaminata.
21 luglio 2022


6 Apologia di Narciso
Ringraziamo Narciso che si specchiò nell’acqua dello stagno
e vide la propria bellezza.
Amò sé stesso e nessuno e null’altro
sapendo di essere il solo inviolato Essente.
Spezziamo una lancia per il povero Narciso
dileggiato quando diceva il vero,
vilipeso perché vedeva l’ovvio,
giudicato nel suo non-giudicare.
Siamo tutti Narciso senza saperlo…
Lui ci ha insegnato la Bellezza,
ci ha indicato la via del ricongiungimento.
Morendo nella contemplazione della propria immagine
estingueva in realtà il proprio ego
perché la bellezza rifulgesse senza ostacoli,
offerta a sé stessa,
offerta a ogni cosa,
a chiunque sappia guardarsi senza veli
nello specchio di quel lago
che chiamiamo tempo.
13 giugno 2022


7 Ciò che è
È l’impersonale Essere senza centro
che è immutabile e completo
perché non ha altro fuori di sé.
Puro agire senza nessuno che possa rivendicare quell’azione
Puro vedere senza alcuno che possa reclamare quello sguardo
Puro avere senza colui che possa dire di possedere qualcosa
Divino paradosso che oltrepassa ogni comprensione.
Per chi vede solo le parti e non il Tutto ben poco rimane:
visione povera, incompleta, deformata,
colori smorti, linee approssimative,
labili ragioni, conflitti senza fine,
personali pandemie della mente senza rimedio,
lotta incessante e crudele con sé stessi.
Il mondo nella sua realtà apparente.
Tutto si ricompone quando si guarda l’Intero:
il problema si scioglie nella comprensione,
il conflitto è visto come fumo e ombra
e diventa gioco, Lila divina.
Questo è l’Essente che è e vuole la vita.
l’unica realtà, primigenia e vera.
Supremo mistero che svela e nasconde:
qualcosa ci ricorda che nessuno agisce,
nessuno vede, nessuno fa, nessuno parla,
ma c’è solo fare, capire, parlare, agire.
Esiste solo l’essere impersonale
che è il guardante l’agente e l’avente.
Essendo il Tutto è ogni cosa,
ma non uscendo da sé rimane incontaminato
e i conti tornano sempre in pari,
e l’ingiustizia è solo apparente.
Il tutto e il nulla si congiungono mirabilmente
nella sacra coincidenza degli opposti
che nessuna ingegnosa umana trama potrà eguagliare.
15 giugno 2022


8 Polvere di stelle
Siamo polvere caduta dalle stelle su questa Terra
In questo evento è tracciata la nostra identità
Lì c’è già scritto il nostro destino
Quello che sarà per noi…
Fu il giorno che il Caos divenne Cosmo
sotto la guida dell’Intelligenza Suprema
che è ed opera in tutte le cose
Polvere divenne gli elementi
Gli elementi divennero eventi
Gli eventi crearono il circolo della vita
Si realizzò la perfezione del cerchio
Il giro infine si chiuderà
E tutto tornerà al Caos iniziale
Dove nel Senza-limite ogni possibilità sarà data
ancora una volta
e ancora e ancora…
16 giugno 2022


9 Pirrone lo Scettico
Dicono di Pirrone di Elide che andasse a sbattere contro gli alberi
e sovente cadesse nel fosso
spiegando che è impossibile discernere il vero e il falso
e distinguere il sogno dalla realtà
e che tutto è illusione
e che nulla è certo
e che quindi di nulla si può fare scienza.
Dicono che lui, il grande Scettico, si comportasse come il principe degli idioti
indifferente e impenetrabile e avulso dalla realtà,
incapace di riconoscere l’ovvio che tutti vedono,
abile solo nel giustificare le proprie stoltezze con discorsi capziosi
che mai potrebbero trovare albergo in alcuna logica umana.
Dicono che la gente ridesse di lui facendone oggetto di scherno e ilarità
e che accorresse avida per godersi lo spettacolo
del filosofo vittima della sua stessa filosofia.
Era anche un sollievo avere la conferma
che della filosofia non c’è bisogno nella piazza del mercato,
dove l’ingenuità è bandita e trionfa l’astuzia…
Nessuno di coloro che lo additavano ridendo
poteva capire il gioco sublime di Pirrone lo Scettico
che mostrava agli uomini la loro credulità
e l’ inconsapevolezza e l’arroganza e la stolta vanità.
Chi pensa di sapere tutto e giudica senza conoscere la skepsis
e non riesce nemmeno per un momento a mettere tra parentesi il mondo
né sa ridere di sé stesso quando si erge a maestro
va inevitabilmente a cozzare contro la propria ignoranza,
cade nel baratro della propria nullità,
inciampa nella trappola mortale della hybris.
E avrà una miserabile fine degna del suo inizio,
sarà polvere che vola e si disperde,
dove non ci sarà neanche una risata a seppellirlo.
18 giugno 2022


10 La cura
Prendersi cura delle cose.
Prendersi cura delle persone.
Prendere a cuore ciò che si presenta
apparentemente imperfetto.
Cercare il rimedio per chi annaspa
o affonda nel mare dei ricordi.
La via della cura è la stessa:
agire con disinteresse e somma attenzione
senza che ci sia qualcuno che fa,
senza alcuna idea di essere messaggeri di luce,
sapendo però che solo chi è sano può curare,
solo chi ha fatto un lavoro su di sé e non giudica
perché il giudizio è già la malattia.
Chi condanna non può guarire gli altri né sé stesso
perché non perdona a nulla e a nessuno la colpa di esistere.
La cura nasce come il fiore di campo,
si posa come la neve immacolata,
avvolge come il calore del focolare.
Richiede una mente silenziosa
cuore saldo e azione sollecita,
È fare spazio all’altro
perché possa trovare fiducia in sP stesso
e preparare il rimedio
che conduce sulla via della guarigione.
Cura è essere-nel-mondo
ma sapendo che il mondo è dentro di noi
e che curare gli altri vuol dire guarire sé stessi
dal sogno della separazione.
20 giugno 2022

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