Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


280 Eraclito accanto al focolare

Dicono di Eraclito che fosse uomo difficile.
Pensatore schivo, di poche parole,
viveva lontano dal clamore del mondo.
La tradizione lo ricorda come filosofo “oscuro”,
ma i suoi frammenti sono perle di saggezza,
in essi brilla una luce che spiazza:
sono lampi, fenditure per aprire la mente
a scoprire la trama nascosta del reale.

La sua fama aveva oltrepassato i confini
per giungere fino in terre lontane,
attirando a Efeso molti cercatori del vero.
E un giorno accadde un fatto singolare.

Mossi da un richiamo interiore
alcuni uomini vennero per incontrarlo.
Cercavano il filosofo del divenire,
colui che diceva che “tutto scorre”,
che nulla rimane lo stesso due volte.
Lo immaginavano intento a insegnare,
circondato da pergamene e discepoli.
La ricerca del maestro fu lunga e difficile.
Percorsero la città, il tempio, le scuole.
Alla fine lo trovarono in un’umile dimora,
a scaldarsi le mani accanto a un focolare.

Si fermarono esitanti sulla soglia.
Forse attendevano parole solenni,
un gesto, un segno di accoglienza.
Ma lui, accortosi di loro, senza voltarsi, disse:
“Entrate. Anche qui, tra la cenere, abitano gli dèi.”
Furono le uniche parole, senza altre cerimonie.
Poi solo il silenzio. E il crepitio del fuoco.

I visitatori si sedettero nella stanza
e rimasero lì, muti, incerti sul da farsi.
Eraclito era concentrato sul focolare.
Contemplava la fiamma e il calore nelle mani,
totalmente assorto nel momento.
Gli ospiti rimasero a lungo in attesa.
Nessun dialogo, solo un profondo silenzio.
E a poco a poco una comprensione affiorò:
la lezione di Eraclito non era nelle parole,
ma in quel meditare sul principio del fuoco.

In quel gesto c’era tutta la sua filosofia:
Il fluire incessante della realtà vivente
Il contrasto e l’unione degli opposti
Il potere del fuoco che crea e distrugge
La legge eterna del Logos universale
La comprensione dell’armonia del Tutto…

In quel gesto c’era il suo insegnamento:
Il divino non è solo nei marmi di un tempio,
ma anche nel fumo e nelle ceneri di un camino.
Ogni luogo è un tempio, se il cuore sa ardere.
Il focolare e la cenere, l’uomo e il mondo:
tutto nasce e si consuma nello stesso respiro.
Il fuoco è l’energia e la sostanza dell’universo,
la forza vitale che trasforma tutto in tutto.
Noi viviamo nel respiro di quel divenire.
E il divino non abita altrove, non è nascosto,
è nella scintilla che muore e rinasce.

Alla fine i cercatori del vero si congedarono,
inchinandosi al maestro, con profondo rispetto.
Il silenzio di Eraclito era stato eloquente
più di ogni discorso, predica o dimostrazione.
La risposta che cercavano era arrivata
in quella silenziosa contemplazione.
Ora portavano con sé un tesoro inestimabile,
poche parole di immortale saggezza,
impresse nell’animo come una fiamma:
“Anche qui, tra la cenere, abitano gli dèi”.
1 dicembre 2025

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