
279 Aristofane e la risata di Socrate
-Filostrato: Le commedie di Aristofane sono sempre una sorpresa. L’altro giorno, alla prima rappresentazione delle Nuvole, è accaduto qualcosa di incredibile.
-Mnesicle: Io non c’ero. Sono curioso. Racconta.
-Filostrato: Tu sai che Aristofane non risparmia nessuno: politici, filosofi, intellettuali, amici e nemici. Sotto i suoi colpi molti personaggi in vista sono finiti spennati come polli.
-Mnesicle: Io dico che spesso esagera. I cittadini di Atene amano le sue opere, ma lo temono: non si sa mai dove e chi andrà a colpire. Prima o poi qualcuno perderà la pazienza.
-Filostrato: Già accade. Cleone lo detesta. Molti intellettuali si sono risentiti. I politici lo evitano. Ma chissà: forse far ridere è un modo per dire la verità senza rischiare le catene.
-Mnesicle: Forse… Ma ora dimmi: che cosa è accaduto?
-Filostrato: Il bersaglio della sua satira stavolta era Socrate. Tu sai che è un tipo stravagante, difficile da afferrare.
-Mnesicle: Io non l’ho mai capito. Una volta mi sono fermato ad ascoltarlo… e sono fuggito. Conosco diversi filosofi e sofisti, ma lui mi pare un provocatore, pure pericoloso.
-Filostrato: A me invece sembra solo uno spirito libero. Comunque nella commedia Le Nuvole viene strapazzato. Compare nelle vesti di un filosofo distratto, sospeso in aria dentro una cesta, col naso all’insù, intento a misurare le nuvole per dimostrare le sue astruse teorie.
-Mnesicle: Credo che Socrate non apprezzerà di essere stato ridicolizzato così.
-Filostrato: No, aspetta, è proprio qui la sorpresa. Socrate era presente allo spettacolo. Addirittura era seduto in prima fila, a guardare la propria caricatura. E quando il suo “doppio” è entrato in scena è scoppiato a ridere per primo.
-Mnesicle: È un tipo davvero strano. Altri se ne sarebbero andati via indignati. Avrebbero denunciato Aristofane chiedendo i danni.
-Filostrato: Socrate non ha protestato, anzi ha riso di gusto trascinando il pubblico. Anche gli attori sulla scena si sono fermati per un attimo, sorpresi. Lui era divertito come un bambino, per nulla imbarazzato dalla situazione.
-Mnesicle: Ma perché un uomo dovrebbe ridere mentre viene dileggiato davanti a tutta Atene? È un folle?
-Filostrato: Un folle oppure una persona che ha una sua verità. Per me è stato un gesto di grande forza. Socrate che ride di sé manda un messaggio potente: il vero non teme la satira. Non hai paura di ciò che non può ferirti. Se una caricatura basta a demolire le tue convinzioni, allora quelle idee erano già di per sé fragili.
-Mnesicle: È una cosa che mi spiazza. Ma capisco: se uno accetta di essere deriso vuol dire che non ha nulla da difendere, non teme il giudizio della gente.
-Filostrato: E quindi è una persona libera. E non così fuori di testa come sembra.
-Mnesicle: Però tutta questa comicità non ci allontana dai problemi veri della polis?
-Filostrato: Al contrario, ce li mostra meglio. Pensa a Gli Uccelli: due uomini stanchi di Atene fondano una città tra le nuvole. Esagerazione? Sì. Ma non ti fa riflettere su quanto la nostra città sia diventata invivibile negli ultimi tempi?
-Mnesicle: A pensarci… forse è vero. La risata non ci chiude gli occhi. Li apre sulla realtà in modo nuovo, con l’ironia e lo scherzo.
-Filostrato: Ammettiamolo: Aristofane non è solo un comico. È un filosofo travestito da autore di commedie. Così aiuta la città a vedere i suoi problemi, la costringe a riconoscere le sue contraddizioni. Con tono scanzonato combatte il pensiero rigido, le certezze obsolete, i pregiudizi radicati.
-Mnesicle: Dunque è quello che dice di fare Socrate: dare una scossa alla città, come si fa con un cavallo pigro.
-Filostrato: Mmh… ironia comica e ironia filosofica si riconoscono e si abbracciano. Comincio a capire il genio sottile di questi due uomini.
-Mnesicle: Penso che tornerò a sentire Socrate. Ma questa volta andrò fino in fondo, cercherò di capire il suo messaggio. Mi colpisce la sua capacità di ridere di sé, la sua indipendenza.
-Filostrato: Socrate non si atteggia mai a “personaggio”, basta vedere il modo in cui si presenta: scalzo, arruffato, incurante delle forme esteriori. Ma poi parla da uomo vero, onesto, come pochi sanno fare.
-Mnesicle: La vita culturale della polis è diventata un campo di battaglia: si combatte con parole, sofismi, astuzie verbali. Vince chi grida più forte. Una bella risata forse è l’antidoto giusto per non prendersi troppo sul serio.
-Filostrato: La comicità di Aristofane non è soltanto critica sociale. È compagna della filosofia e con essa si fa esercizio di libertà. La risata è un invito a pensare, a confrontarsi senza odio, a criticare senza distruggere o umiliare.
-Mnesicle: Non so se la risata di Socrate e le commedie di Aristofane salveranno Atene, ma ci insegnano a dialogare senza temere il confronto. Cosa che è sempre stata il vanto della nostra democrazia. Domani andrò anch’io a vedere Le Nuvole. Penso che seguirò lo spettacolo con occhi nuovi.
-Filostrato: Essere capaci di ridere di sé e delle proprie idee è una prova di forza: una lezione fondamentale, la preziosa eredità che ci lasceranno questi due grandi uomini.
28 novembre 2025