
276 Il vero volto non si può vedere
Sedeva in penombra nelle sue lezioni
affinché la luce non potesse toccarlo.
Gli allievi lo scrutavano con discrezione,
cercando un tratto, un segno del suo volto.
Ma questo era il volere del Maestro:
non lasciare tracce nel mondo visibile,
non offrire la forma corporea ai sensi,
perché ciò che conta non si può vedere.
Questo era l’insegnamento di Plotino:
il vero dell’essere dimora nell’invisibile,
l’apparenza è solo vuota sembianza.
E perciò ripeteva ai discepoli più vicini:
“Un ritratto è illusione che si crede verità”.
Un giorno un pittore entrò di nascosto
per far memoria dell’immagine del Maestro,
ma lui lo riconobbe e, senza neppure voltarsi:
“Non fissare ciò che è destinato a dissolversi”.
Fu tutto ciò che disse. E l’uomo chinò il capo.
Plotino voleva essere visto come una eco,
come un’anima in volo al sovrasensibile,
oltre la forma ingannevole e transeunte.
Affermava che il volto è la prima menzogna,
un fenomeno di superficie che cela l’origine.
Nessun viso contiene l’essenza di un uomo.
Il volto muta, si incrina, si piega ai sentimenti,
non può raccontare la verità di noi stessi.
Ciò che siamo vive oltre gli occhi, oltre il gesto,
oltre il nome che accompagna il nostro corpo.
È l’anima, il nucleo divino stabile e inviolato,
la sorgente dell’essere dietro l’apparenza,
il nostro vero volto al di là di tutte le forme.
Chi guarda l’anima di un essere umano
contempla il luogo dove tutto tende all’Unità.
Per Plotino l’anima non è solo verità interiore:
è moto ascendente, nostalgia che chiama in alto.
L’ascesa non è un viaggio nello spazio,
ma un ritorno alla sorgente, una risalita all’Uno.
Quando l’anima riconosce in sé la scintilla divina
inizia a ricordarsi di ciò che è sempre stata.
Ogni gesto puro, ogni istante di chiarezza,
è un passo verso una luce che si espande.
Alla fine di questa risalita, diceva Plotino,
l’anima non vede più l’Uno come altro da sé,
ma come la Realtà che da sempre era.
Così il ritratto di Plotino rimase non dipinto.
Il suo vero volto fu conosciuto da pochi,
da coloro che davvero sapevano vedere.
Ma la sua lezione vale anche per noi:
quando ogni nostra immagine sarà caduta
e il volto avrà restituito alla terra le sue forme,
rimarrà solo la luce che ci attraversa.
Allora l’anima, divenuta semplice e pura,
si riconoscerà eterna, oltre ogni illusione.
Non più due, ma Uno; non più cercatore e meta.
La scintilla si sarà ricongiunta al fuoco divino.
21 novembre 2025