Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


264 La luna e la danza del fiume

Camminano in silenzio lungo il fiume.
È sera, le acque scorrono tranquille,
tutta la natura si prepara al riposo.
Il giovane monaco osserva la luna
che riflessa sull’acqua trema leggera.
È il momento ideale per meditare,
per riflettere sulla propria esistenza:
“Maestro, come posso trovare la pace
se in me tutto si muove e cambia?”
Il maestro si ferma e indica il fiume:
“Guarda la luna, sembra tremolante,
ma è l’acqua che si muove e freme.”
Il giovane rimane a lungo in silenzio,
osserva quel lume riflesso dalle onde,
ma alla fine ha compreso e sorride:
“La luna non è toccata, rimane intatta,
è l’acqua che compie la sua danza.”
Il maestro coglie il momento e spiega:
“Tu sei la luna, i tuoi pensieri sono il fiume.
Quando l’acqua si calma, la luce si rivela.
Quello è il Sé, immutabile, fermo, eterno.
Ciò che si agita in te non è ciò che sei,
è ciò che va e viene attraverso di te:
sensazioni, idee, emozioni, ricordi,
che sono realtà instabili e transitorie.”
Segue un silenzio di meditazione.
La percezione si fa limpida e acuta.
Poi il giovane solleva lo sguardo
a contemplare in cielo la luna piena.

Il nostro “io” non è la nostra vera realtà,
è come l’acqua increspata del fiume:
pensieri, desideri e paure sono onde
che si agitano in modo incessante e caotico.
Ma sotto la corrente c’è una presenza,
una luce mai toccata dal mutamento,
la nostra più vera e segreta essenza: il Sé.
Riconoscere il Sé non è fuga dal mondo,
ma intimità radicale con ciò che cambia.
Non è rifugiarsi in una statica quiete,
ma abitare ogni pensiero, paura e gioia,
ogni emozione, senza perdere la propria luce.
Non si tratta di acquietare le onde,
ma di saper abbracciare il tremore
guardando ciò che permane al di là di esso.
Mentre la vita continua a ricreare sé stessa
e il mondo a mutare in infinite forme,
il Sé rimane qui, immutabile e luminoso.
Riconoscere il Sé non è rinunciare alla vita,
ma accettare di viverla in ogni sua vibrazione.
Possiamo tuffarci e danzare con le correnti,
sapendo che quello che siamo non muta,
che la nostra essenza non è un divenire
e che nessuno potrà mai toccarla,
nulla potrà mai scalfirla e trasformarla,
neppure le acque impetuose del destino.
29 ottobre 2025

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