Filosofia oltre il Confine

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259 Quando Confucio incontrò Lao Tzu

Il cielo era limpido come una goccia di rugiada
in quel mattino della stagione della Fenice.
I due uomini si incontrarono lì, sulla via di Lu,
si guardarono negli occhi e subito si riconobbero.
Le loro vite si intrecciarono per un momento.
Confucio portava con sé i riti, le regole, i gesti
che danno ordine e tengono in piedi il mondo.
Lao Tzu portava il vuoto, la grazia del silenzio,
la saggezza gentile che conosce senza sapere.
Confucio, giovane studioso e rinomato filosofo,
impegnato a costruire una società più giusta,
era venuto per incontrare il famoso maestro
e chiedere di un problema che lo angustiava:
da sempre credeva nell’ordine, nella ritualità,
nel coltivare le virtù con l’impegno morale,
ma vedeva che il cuore degli uomini è sordo.
Come insegnare la virtù a chi non ascolta?

Dicono che anche il vento si fermò a sentire
e una farfalla si posò su una foglia, in attesa.
Non capita tutti i giorni di vedere due saggi
e imparare da loro le cose importanti della vita.
Dopo un inchino Confucio fu il primo a parlare:
“Maestro, come si governa il cuore degli uomini?”
Lao Tzu si fermò e fece un lungo silenzio,
guardava il giovane come si guarda un bambino
che chiede dove nasce e finisce l’arcobaleno.
Poi rispose con voce sommessa e pacata:
“Non governarlo, lascia che segua la sua natura,
come l’acqua segue la terra e le nuvole il cielo.
Quando non cerchi di governare gli altri,
allora finalmente cominci a comprenderli.”
Confucio tacque e rimase a lungo pensoso.
Non si aspettava da Lao Tzu quella risposta,
ma la domanda tornò di nuovo, più urgente:
“Maestro, spiegami allora cosa devo fare…”
“Non fare. Lascia che le cose siano fatte dalla Via.
L’uomo che vuole purificare il mondo lo intorbida.
L’uomo che lo lascia scorrere lo rende limpido.”
Per Confucio un messaggio difficile da accettare,
per lui, convinto di poter dare ordine al mondo.

Seguì tra i due di nuovo un lungo silenzio.
E in quel vuoto forme e regole cadevano,
una ad una, come foglie secche in autunno.
Confucio capì: tutti i riti sono fiori d’inverno,
hanno una loro bellezza, ma non hanno radici,
regole e virtù sono solo polvere del passato.
Quando l’acqua può scorrere libera e limpida
non ha bisogno di regole per essere pura.
Confucio guardò il vecchio maestro e “vide”:
il suo pensiero profondo, semplice e puro;
la forza incomparabile della sua gentilezza;
la spontaneità di un cuore che sa accogliere;
la libertà che dà le ali per volare in alto.

Lao Tzu guardò Confucio allontanarsi lungo la via.
Sapeva che il suo cuore era ancora pieno di dubbi,
ma forse il suo pensiero aveva imparato a fluire,
a dimenticare regole e riti, a non temere il vuoto.

Tornato dai suoi discepoli, Confucio parlò così:
“Oggi ho visto un drago. Non vola con le ali,
si innalza nel cielo portato dalle nubi e dal vento.”
E a chi chiedeva di più dell’incontro con Lao Tzu:
“Il mio sapere si è fatto leggero come polvere d’acqua.”
21 ottobre 2025

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