
258 Il vecchio e il fiume
Si racconta di Lao Tzu che un giorno,
mentre tornava dal regno di Zhou,
vide un vecchio cadere in un fiume
e scomparire tra le sue acque.
Tutti lo pensavano ormai annegato,
ma il vecchio ricomparve più a valle
e lo si vide camminare lungo la riva,
tranquillo come se nulla fosse accaduto.
Lao Tzu allora andò da lui e gli chiese
come fosse riuscito a sopravvivere
in mezzo a quelle onde impetuose.
Il vecchio sorrise e candido rispose:
“Non ho opposto resistenza al fiume.
Mi sono lasciato portare dove voleva.
Quando andava giù, anch’io andavo giù,
quando risaliva, anch’io risalivo con lui.
Io non combatto mai con l’acqua,
e così essa non combatte con me.”
Lao Tzu si inchinò al vecchio e disse:
“Questo è il Tao: seguire la via delle cose,
e non cercare di imporre la propria.”
Le parole del maestro Lao Tzu
esprimono l’essenza della via del Tao:
la saggezza non è mai dominio,
è adattarsi alla corrente della vita,
accogliere gli eventi senza resistere,
seguendo il flusso naturale delle cose.
La vera libertà è smettere di lottare
contro ciò che si dà nel presente,
fluire col ritmo di ciò che è inevitabile.
Il segreto non è vincere la corrente,
ma capire che non c’è nulla da vincere.
Questo è il wu wei, vivere nel non-agire,
che non è inerzia, ma presenza alle cose,
azione spontanea che con esse si allinea.
È la foglia che cade senza sapere perché,
il pesce che non conosce la parola “nuotare”.
È fare senza fare, è quiete che agisce,
è vuoto che crea senza un “qualcuno”.
È lasciare che l’azione accada da sé,
come l’acqua che scende docile dal monte
e trova la valle senza bisogno di mappe.
Nel Tao lo sforzo è un’incomprensione.
La vita non ha bisogno di essere vinta,
deve essere solo amata e attraversata.
Chi si abbandona al movimento del Tutto
non viene trascinato a forza, viene accolto.
Così ritorna alle origini dell’esistenza,
là dove uomo e mondo non sono più due.
Là dove il pensiero si ferma e c’è ascolto.
E la voce del Tao comincia a parlare…
20 ottobre 2025