
250 Finito e Infinito, Essere e Nulla
-Si dice che il Primo principio, il divino Uno, sia infinito. L’infinito è il senza-limiti. Vuol dire che l’Assoluto esiste in un tempo senza fine e in uno spazio illimitato?
-No, l’Assoluto esiste in un non-tempo e in un non-spazio. Un tempo che va avanti senza fine non potrà mai completarsi, perché ci sarà sempre un “dopo” che rimane, rimarrà sempre ancora un’infinità da percorrere. Anche miliardi di miliardi di anni non saranno mai un infinito, ma un perpetuo tendere senza mai giungere a un termine. Il tempo come noi lo conosciamo, quello dell’orologio, è per sua natura progressivo, limitato e inconcluso. Non può essere il tempo dell’Assoluto che è l’eterno immobile.
-Quindi il divino non conosce il trascorrere del tempo, quello che chiamiamo “divenire”, perché lo trascende. Ma lo spazio?
-Lo stesso vale per lo spazio. Lo spazio deve sempre contenere un qualcosa che lo fa esistere altrimenti è nulla. Ma ogni “qualcosa” è una dimensione finita, relativa, dunque è in sé un confinamento, una limitazione. Lo spazio non può essere perciò il “luogo” dell’Uno senza limiti.
-Allora l’eterno infinito cosa è? Dove e come vive l’Assoluto?
-È da nessuna parte e in nessun tempo, come si è detto. Ma essendo senza limiti contiene in sé infinite realtà, compresi il tempo e lo spazio. E le manifesta senza per questo uscire dalla sua unità e immutabilità.
-Come si può pensare l’Assoluto? Contiene tutto ma appare più come un nulla. Se togliamo tempo e spazio non lo si può neppure immaginare: non è un qualcosa, non è un processo o una realtà che diviene, sfugge ad ogni comprensione e definizione. È come una dimensione oscura, silenziosa e senza limiti dove nulla accade, una realtà immobile e vuota, inquietante e quasi spaventosa…
-Se cerchiamo di raffigurarci l’Assoluto in termini spazio-temporali può apparire così. La nostra mente limitata non è in grado di afferrare una realtà che la trascende, annaspa nel buio. È come per una persona non vedente: come può farsi un’idea dei colori se non li ha mai visti? Per lei giallo, verde e rosso saranno solo parole vuote, un buco nero.
-Dicevamo che il divino è eterno, non soggiace al divenire e permane uguale a sé stesso. Ma come si concilia con il fatto che contiene in sé spazio, tempo e un’infinità di cose? Non si rompe così la sua unità? Non diventa molteplice, frammentato e limitato?
-L’Assoluto è immutabile e insieme il creatore di tutta la molteplicità del divenire nel tempo e nello spazio. È un paradosso estremo, per noi inconcepibile: la coincidentia oppositorum di unità e molteplicità, essere e divenire, tutto e nulla.
-È una cosa per me difficile da comprendere, soprattutto la coincidenza di movimento e immobilità…
-Allora pensala così: all’interno di sé l’Assoluto si muove, ma appare immobile perché lo fa a una velocità infinita che fa coincidere la quiete e il movimento, il nulla e il tutto. Poiché si muove ad una velocità infinita è presente ovunque, in ogni tempo, in ogni luogo e direzione, in un solo istante di non-tempo. E in quel non-tempo c’è tutta l’infinità di ogni realtà possibile. In quell’apparente nulla c’è il tutto.
-Puoi farmi capire meglio con un esempio concreto?
-Immagina di far ruotare una corda con un piccolo oggetto al suo estremo. Se l’oggetto raggiungerà una velocità infinita sarà ogni istante in ogni punto della circonferenza. Tu vedrai un cerchio immobile e solido che in realtà sarà un’illusione creata dal movimento infinitamente veloce. Un’apparenza ingannevole, come accade quando le ruote girano a gran velocità e i suoi raggi sembrano fermi.
-Dici che il movimento del piccolo oggetto rotante attaccato alla corda produce un cerchio, ma che questo è un’illusione, un miraggio. È così anche per il mondo?
-Esattamente. Gli oggetti che vedi intorno a te appaiono solidi per la velocità di movimento e rotazione della materia, degli atomi che la compongono. Parliamo comunque sempre di velocità finite, anche se relativistiche e difficilmente immaginabili. Ogni realtà materiale si muove e vibra a vari livelli di frequenza. E da questa derivano le sue caratteristiche, il suo colore, la consistenza, il suono, ecc.
-E se io potessi cambiare la frequenza di vibrazione di un oggetto elevandola a un livello superiore? Cosa accadrebbe?
-Semplice, l’oggetto cambierebbe le sue qualità e magari sparirebbe alla tua vista, anch’essa un processo vibratorio materiale, perché non ci sarebbe più possibilità di sintonizzazione e comunicazione.
-Mi domando però del nostro mondo, l’universo in cui viviamo: esiste da sempre e per sempre?
-Se il tempo e lo spazio sono finiti tutto ciò che è contenuto nel tempo e nello spazio è limitato e finito, che sia oggetto, fenomeno, realtà o processo. Ora, ciò che è diveniente e limitato non può essersi autocreato. E per la sua finitezza è impermanente, è nato e morirà. Solo ciò che è un Principio assoluto, autocreato ed eterno può creare in un istante Singolare lo spazio e il tempo e tutte le realtà e i fenomeni che in essi sono contenuti.
-Dunque il mondo che vediamo è stato creato da un Essere infinito e perfetto. Si può dimostrare con i mezzi della ragione?
-Torniamo al principio-cardine che già gli Antichi ponevano come assioma: nulla può venire dal nulla. Il nulla assoluto non può produrre qualcosa. E poiché noi vediamo che qualcosa esiste, dobbiamo concludere che la realtà finita, ovvero il mondo, non può essersi creata da sé, deve provenire da un Primo principio infinito, eterno, perfetto, autosussistente e atemporale, non diveniente e indistruttibile.
-Prima dicevamo che l’Assoluto è insieme tutto e nulla. Allora cosa si intende qui per “nulla”?
-Il Nulla qui non è il niente assoluto. È un’infinita intelligenza immateriale, senza confini, illimitata e immutabile che ci appare come “nulla” perché è pura potenzialità, pensiero non ancora in atto, creatività sconfinata e imperscrutabile.
-E noi umani? Quale è la differenza con l’intelligenza dell’Assoluto?
-La nostra è un’intelligenza legata allo spazio-tempo, limitata nelle sue possibilità e nella creatività. Rispecchia come frammento quella divina, ma rimane confinata al mondo materiale, è localizzata e meccanica, è solo un sofisticato sistema di calcolo finalizzato alla sopravvivenza dell’individuo.
-Questo spiega perché l’Assoluto non lo possiamo comprendere…
-Certo, almeno finché rimaniamo confinati nel nostro intelletto legato alla materia. Non possiamo concepire il trascendente, il pensiero non può superare i suoi limiti.
-C’è una possibilità di andare oltre?
-Sì, si possono aprire le porte dell’intuizione, l’intelligenza superiore che permette di sintonizzarsi col Primo principio. Ma questo è un discorso complesso che non possiamo affrontare oggi. Lo riprenderemo dopo che avrai riflettuto a fondo su questi temi.
-Queste considerazioni mi affascinano, ma alla fine mi chiedo: come renderle concrete e farle ricadere nella mia vita?
-Sono riflessioni che servono ad aprire la mente. Non pretendono di diventare per te una conoscenza o un’esperienza. Sono solo un invito alla ricerca, un sasso lanciato nello stagno, uno stimolo perché si attivi la tua immaginazione creativa. Il resto verrà col tempo, senza fretta, sarà un progressivo cammino di conoscenza.
-E questo può aiutarmi a vivere meglio? A essere più sereno e felice?
-Noi cerchiamo in primo luogo la verità, a questo dedichiamo la nostra vita. Quanto più si approfondirà la nostra comprensione tanto più forse ci sentiremo sereni e felici. Ma questo sarà solo un effetto secondario, un sottoprodotto della ricerca, non il fine di essa.
-Capisco… Ma sento che la mia mente vacilla, brancola nel buio. Mi sento un nulla, impotente di fronte alla grandezza di un infinito incommensurabile e incomprensibile…
-Tu, come ogni altra cosa, non vivi fuori da quell’infinito. Pur nel tuo piccolo, sei un frammento di quell’Intero. Sei l’Assoluto che guarda sé stesso da uno dei suoi infiniti punti di individuazione. Accetta l’idea di essere l’Assoluto e coltivala come un ricordo che riemerge da un’atavica memoria. Prima sarà soltanto una mera convinzione, poi col tempo diventerà una precisa sensazione nel corpo e nella mente, un’esperienza di apertura. Il sentimento di espansione psico-fisica sarà prima una cosa solo immaginata, poi pian piano diventerà un fatto, la cosa più reale. E non dubiterai più della sua verità. Nascerà un’intuizione che ti rivelerà quello che sei nella tua ultima essenza. Un profondo sentimento ti invaderà ricordandoti quello che da sempre sapevi, una verità sempre presente che disperso nelle cose del mondo avevi dimenticato.
6 settembre 2025