Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


239 Luci e ombre della vita

-Sì, queste furono le sue parole quando quella mattina lo andai a trovare nel carcere di Atene: “Che strana cosa, amici, par che sia quello che la gente chiama piacere, e in che meraviglioso rapporto per natura con quello che sembra il suo contrario: il dolore!
-A che queste riflessioni? Quale ne era la causa?
-Socrate in prigionia era avvinto da ceppi e i suoi arti si erano indolenziti. Stava massaggiando una gamba dolorante, traendone piacere. E, come sempre, non perse l’occasione per impartire un insegnamento a tutti noi presenti.
-Quindi, mentre la fine si avvicinava, il Maestro rimaneva imperturbabile, anzi non rinunciava a dispensare agli amici parole di saggezza.
-Sì, sappiamo che altri di fronte alla morte imminente si disperano e inveiscono contro il fato crudele. La loro mente è sconvolta dalla paura, dall’attesa angosciosa dell’esecuzione. Lui invece non mostrava la minima tensione, conversava tranquillamente come se fosse nell’agorà.
-In questo riconosco il Socrate che ho sempre amato: un uomo saggio, pronto ad accettare con serena letizia ogni sorte, estraneo alla lamentela, pieno di cura per gli altri e dedito alla ricerca del vero, sempre e dovunque.
-Già, e continuando la sua riflessione su piacere e dolore aggiungeva: “E pensare che entrambi insieme non vogliono mai trovarsi nell’uomo; ma quando qualcuno insegua l’un d’essi e lo prenda, costui si trova in certo modo costretto a prender sempre anche l’altro, quasi che, sebbene sieno due, pure si trovino legati allo stesso capo…”
-Cosa intendeva il Maestro, secondo te?
-Ci spiegava che la vita è fatta così: è una congiunzione di opposti che apparentemente si respingono, ma in realtà sono strettamente legati tra loro e inscindibili. Dunque, se vuoi conoscere la vita devi prenderla nella sua totalità, non puoi scegliere solo il lato che ti piace. E in ogni caso, anche se ti aggrappi a uno dei due opposti, te li troverai sempre entrambi, non potrai evitare il gioco dei contrari.
-Saggezza è quindi accettare che la vita si presenti con le sue luci e ombre. Il positivo e il negativo sono sempre intrecciati in modo indissolubile, al di là di quello che può sembrare. Cercare di dividerli sarebbe come voler separare le due facce di una medaglia…
-Certo, per noi è molto difficile pensare che positivo e negativo siano due aspetti di una stessa realtà. Siamo abituati a porre tutto in termini duali. Che due contrari siano una sola cosa ci sembra impossibile. Tuttavia lo sappiamo bene: un momento di piacere non può durare in eterno, finirà prima o poi. E allora seguirà come un’ombra il momento di privazione del piacere, e da lì insorgerà un senso di mancanza, di vuoto, che presto diventerà dolore.
-Socrate diceva che il saggio deve essere equanime di fronte a ogni evento della vita. L’equilibrio e il governo di sé sono l’unica vera fonte di felicità per l’uomo…
-Sì, affermava che se la vita è intesa in modo dualistico come “o questo o quello” si crea un perenne conflitto, sia fuori sia dentro di sé. Due ragioni si oppongono e la contesa tra gli individui diventa subito una questione di vita o di morte.
-È vero, ciascuno dei contendenti difende la sua posizione come se ci fosse in ballo tutto il suo essere, come se fosse minacciata la sua identità…
-È così, e da lì tutte le lotte, gli odi, le invidie e il disprezzo reciproco che rendono la vita un inferno. Da lì tutti i conflitti interiori. Capire questo è porsi saldamente sulla via della saggezza.
-Dunque cosa vuol dire essere saggi ed equanimi?
-Così spiegava il Maestro: sei saggio quando comprendi che due visioni opposte si integrano e sono entrambe al tempo stesso giuste e sbagliate, vere ma parziali. Solo allora le puoi comporre in un’unità superiore. Vedi le due posizioni da un punto di vista più elevato e riconosci in entrambe un senso, un valore. Se lo sguardo è quello del saggio tutto è buono in sé, nulla è sbagliato in quanto tale, ogni cosa è un’espressione della vita. Il male e l’errore sono solo mancanza di una visione unitaria. Dunque l’approccio alle cose deve essere unificante, deve superare le opposizioni che sono aspetti superficiali, secondari, ingannevoli.
-È questa la comprensione che ti dà la felicità più alta?
-Sì, perché alla fine vedi la vita come un unico fiume che scorre, in cui ogni cosa è compresa e ha il suo posto, tutto ha la sua ragione di essere. Allora l’appagamento che provi non appartiene più ai dualismi piacere/dolore, felicità/tristezza come si intendono di solito. Queste coppie di opposti appartengono ancora al piano della separazione. La beatitudine del saggio è oltre i dualismi, è una condizione di stabilità che si può descrivere come pace, serenità e senso di pienezza sconfinati e indistruttibili.
-Quindi, se ho ben capito, la felicità del saggio è totale e inamovibile perché non ha opposti. E questa è una regola generale della vita…
-Sì, è quello che Socrate ci insegnava: dove c’è unità non ci sono conflitto, dolore, ignoranza e sofferenza, per noi e per gli altri. Se una situazione, un’idea, un sentimento non hanno opposti vuol dire che si pongono al di sopra di ogni dualismo, in modo assoluto.
-Che esempi faceva il Maestro?
-Socrate diceva che un’idea e un’azione possono essere definite buone o cattive, belle o brutte, ma fin qui siamo intrappolati nel gioco degli opposti. Quando le Idee di Bene, Bello, Giusto, Vero e le azioni che vi si conformano sono al di là di ogni definizione e opposizione, sono valori assoluti che rispecchiano l’Unità senza divisioni, la Realtà sovrasensibile, l’Essere immortale.
-Uhm, il discorso si fa serio e impegnativo… Non deve essere per niente facile arrivare a quella dimensione superiore dell’essere.
-Anch’io un giorno ho detto queste stesse parole a Socrate e lui mi ha risposto: è per questo che sei filosofo e hai intrapreso un cammino di conoscenza; ora tocca a te capire come elevarti sopra il mondo della dualità, con la ragione filosofica, il dialogo, l’intuizione, la ricerca del vero; oltre non posso accompagnarti.
-Già, perché “oltre” c’è solo l’Unità, l’Essere intero senza opposti. A quel punto sei solo con te stesso…
-Una bella intuizione la tua: quando hai superato la realtà degli opposti vedi solo l’Uno, ti unisci a tutto quanto esiste. E con gli altri, con Socrate e col mondo diventi un unico essere…
31 maggio 2025

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