Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


238 Sotto i ciliegi in fiore

Che cosa strana!
Essere vivi
sotto i ciliegi in fiore

Ciliegi in fiore sul far della sera
anche quest’oggi
è diventato ieri

(Kobayashi Issa)

-Vorrei capire il significato di questi haiku di Issa. Cosa rappresentano i ciliegi in fiore?
-Nei ciliegi in fiore l’anima del Poeta rinviene il simbolo più profondo dell’esistenza. Quando la nuova stagione si avvicina il fiorire del ciliegio è l’annuncio dello sbocciare di vita e di bellezza che diventerà una grande festa di forme e di colori.
-Issa ci descrive il suo momento di stupore davanti al miracolo della natura. È come un grande risveglio: Che cosa strana! / Essere vivi / sotto i ciliegi in fiore. Ma perché dice che essere vivi è una cosa strana?
-Hai mai pensato davvero al fatto che sei vivo? Che sei qui e puoi percepire ciò che accade intorno, magari il fiorire di un ciliegio?
-Beh, sono cosciente di esistere, è una cosa scontata. Cosa c’è di così speciale?
-Allora non ti stai vedendo sul serio. È vero, tu sai di essere, ma forse non ne sei davvero consapevole.
-E qual è la differenza?
-Se vivi in piena consapevolezza nulla è mai scontato e banale, non i ciliegi in fiore, non il fatto di vedere un mondo, soprattutto non il fatto di esistere. Se lo percepisci con lucida coscienza è un’esperienza scioccante, una meraviglia che ti sconvolge.
-Ora che ci penso, mi è accaduto una volta. Leggevo in un testo filosofico la domanda: perché esiste qualcosa invece del nulla? In altre parole: perché c’è un mondo? Riflettevo profondamente su questo e la cosa mi dava una profonda vertigine, la mia mente si perdeva, perché la risposta è inconcepibile, al di là di ogni pensiero possibile.
-Se ti chiedi perché qualcosa esiste, se lo fai sul serio senza darti risposte preconfezionate, sei centrato nella consapevolezza, non nella mente e nella memoria. Allora ti vedi qui e ora come esistente, ne prendi coscienza in modo totale. È un brivido incredibile, un’esperienza che conoscevamo bene da piccoli e abbiamo dimenticato, tranne qualche fugace, fortunato momento.
-Si tratta quindi di una sensazione, non di un pensiero, è una percezione diretta, non un processo razionale…
-Sì, e questo sentire è così travolgente che il pensiero si ferma. In quel momento sospeso torni a te stesso, in quell’istante si rivela la tua essenza.
-E lo spettacolo della natura? I fiori di ciliegio? Hanno un ruolo particolare?
-L’incontro con la bellezza è come una miccia che accende il fuoco della coscienza. Può essere il ramo di ciliegio fiorito, il verde di una vallata, il cielo stellato o qualsiasi altra cosa. Quello che fa la differenza è il modo in cui vedi, la qualità della consapevolezza, non l’evento in quanto tale.
-In effetti, il fiore di ciliegio è uno spettacolo naturale che ci cattura e può elevare lo spirito…
-Se lo guardi con mente attenta e silenziosa senti lo stesso stupore che provi davanti al grande mistero dell’esistenza. Un ciliegio fiorito è di per sé un miracolo, in esso è contenuto tutto il significato di ciò che è. Questo vuole dirci il poeta Issa: in ogni piccola cosa puoi trovare il senso del Tutto.
-Ma perché proprio il fiore di ciliegio?
-Il ciliegio in fiore appartiene alla tradizione giapponese, è un simbolo caro a quella cultura. Puoi sostituirlo con qualsiasi altra cosa che susciti in te la meraviglia dell’essere. Guarda ciò che accade come se fosse la prima volta e sarai trasportato in un altro mondo. Nella visione innocente la realtà si trasfigura, viene percepita in maniera completamente diversa, appare nuova e desta continua meraviglia. Questo è lo sguardo della coscienza pura che ci fa sentire più presenti e vivi. Questa è la “stranezza” di cui parla Issa.
-Però il secondo haiku di Issa contiene una nota di malinconia: Ciliegi in fiore sul far della sera / anche quest’oggi / è diventato ieri. Le parole fanno pensare al tempo che fugge e ai fiori che appassiranno, come tutte le cose in questo mondo. Arriva la sera, giunge la fine per ogni cosa, tutto è effimero e transeunte. La gioia e la meraviglia del primo haiku lasciano il posto alla consapevolezza della fragilità delle cose…
-Questa è l’altra faccia della medaglia: nessuna realtà può durare in eterno, diverrebbe qualcosa di statico e privo di senso. Ciò che è vivo deve per forza finire, appartiene al ciclo dell’esistenza che è sempre un respiro tra nascita e morte. In questo c’è tutta la bellezza del mondo e il suo mistero. Devi saper cogliere l’attimo e godere quello che c’è, accettando la legge eterna del cambiamento.
-Capisco, ma a volte vorrei che un momento bello potesse rimanere così com’è, per sempre…
-È un desiderio comune, ma allora quel sentire non sarebbe così prezioso. La bellezza è proprio nel fatto che una cosa è fragile e caduca, come un fiore di ciliegio. Comprendere questo è la vera saggezza. Cercare di fermare il tempo e trattenere ciò che hai porta solo disincanto e frustrazione. Lascia che le cose se ne vadano, ricorda che torneranno di nuovo, vive e fresche come la prima volta. I ciliegi si riempiranno ancora di fiori e la natura celebrerà di nuovo la sua festa, nel modo più sontuoso.
-Le parole di Issa mi fanno sentire triste e felice a un tempo, mi inducono uno stato d’animo ambivalente…
-Così deve essere, perché così è la vita. Non aggrapparti solo alla felicità, accetta che ci sia anche il momento di malinconia, un sentimento quieto e dolce che invita al silenzio. Quando segui il ritmo delle cose sei in sintonia con la vita, che si muove sempre come un’onda.
-E dove porta quest’onda?
-Porta ai fiori di ciliegio. Sono l’inizio e la fine di tutto.
-Credo di non avere capito…
-I ciliegi in fiore, come tutte le cose che esistono, non sono altro che il rinnovarsi eterno della domanda: Perché il mondo? Perché qualcosa invece del nulla?
29 maggio 2025

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