Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


236 Prigionieri del passato
-Porfirio: È possibile liberarsi dal passato?
-Maestro: Perché mi fai questa domanda?
-Porfirio: Mi trovo spesso a rimuginare sulle cose accadute e questo mi fa perdere la serenità. Quando penso agli errori commessi provo sentimenti di vergogna e rimpianto che mi creano un mare di problemi.
-Maestro: I problemi nascono sempre dalla tua mente, è questa che devi imparare a governare. Rimasticare accadimenti del passato non è la chiave per risolverli. Il pensiero corre sempre indietro nel tempo a cercare le cause della sofferenza attuale, ma questo crea solo frustrazione. Non puoi fare nulla per modificare ciò che è stato.
-Porfirio: Non sono i fatti della mia storia passata i responsabili della sofferenza di oggi?
-Maestro: I fatti accaduti possono essere stati spiacevoli e avere portato conseguenze, ma nel momento presente sei il padrone della tua vita, tu solo puoi decidere se continuare a rivoltarti in vecchie storie oppure affrontare con coraggio quello che c’è. Prendi le distanze dal passato e guardati come sei ora, nel presente, lì è la chiave del vivere saggiamente.
-Porfirio: In effetti, la mia memoria torna a ciò che è accaduto tanto tempo fa, ma non so che cosa sia stato poi delle persone con cui ho vissuto e con cui mi sono scontrato. Quel tempo sembra lontano e perduto nella nebbia. Forse però posso trarne qualche insegnamento…
-Maestro: Sì, ma il passato non può insegnarti quello che puoi scoprire ora, nel presente. Parti da qui dove sei, distogli l’attenzione da ciò che se ne è andato, non puoi farci più niente. La tua attenzione mette a fuoco le cose ed è uno strumento potente, è il raggio luminoso della coscienza che può svelare tanti segreti. Usala con discernimento per indagare a fondo te stesso, non sprecarla per polemiche inutili, astio o risentimento.
-Porfirio: Si, però mi ritrovo ad essere sempre la stessa persona, piena di dubbi e di problemi…
-Maestro: Non cercare di fuggire dai problemi perché sono uno specchio per conoscerti, ti permettono di osservare il tuo rapporto col mondo. E di riflesso gettano una luce su quello che sei nel profondo. Volgi lo sguardo alla tua interiorità. Solo così puoi cambiare e diventare una persona diversa.
-Porfirio: Come posso arrivare al distacco dalle cose?
-Maestro: Comincia da qui: dov’è finito tutto quello che una volta ti sembrava così importante? I problemi, gli affanni e le beghe del passato svaniscono in fretta se non li alimenti in continuazione. Lasciali cadere dalla tua mente come foglie appassite. E comunque il tempo è un farmaco che risana tante ferite, stende il suo manto di oblio e
ridimensiona le cose, le mostra in una prospettiva più ampia e imparziale.
-Porfirio: E se qualcosa accade e diventa un problema che mi toglie la pace?
-Maestro: Chiediti se questo “problema” sarà ancora così importante tra un giorno, un mese, un anno o dieci anni. Ti accorgerai che nella maggior parte dei casi è una questione futile, una situazione che non lascerà il segno. La rabbia di questo momento domani sarà svanita, gli umori cambiati e così le persone, le cose, le situazioni. Non nutrire pensieri, idee e sentimenti negativi, sono un veleno per l’anima. Non aggrapparti a nulla che non abbia a che vedere con la tua crescita interiore, solo per essa vale la pena di spendere le tue migliori energie.
-Porfirio: Quando dici di lasciar andare il problema intendi dire che devo cercare di dimenticarlo?
-Maestro: No, non tentare di evitarlo, sarebbe una fuga, piuttosto osservalo a fondo e fai maturare la tua comprensione, già questo basterà a creare una distanza. Accetta la situazione che si presenta e poi agisci in maniera intelligente e appropriata per farvi fronte. Alla fine devi lasciar cadere non solo il problema, ma anche le reazioni che suscita in te e soprattutto l’immagine del tuo io che si è costruita nella situazione.
-Porfirio: Quindi devo osservare e capire, ma cosa vuol dire comprendere un problema?
-Maestro: Per comprensione qui non intendiamo un processo intellettuale, non è la mente che comprende, perché essa semmai è la causa, l’origine dei problemi. È invece la coscienza che comprende, essa abbraccia tutto in uno sguardo e rompe l’identificazione con quella parte di noi -uno dei nostri tanti diversi io- che crea la limitazione e tende a perpetuare il problema all’infinito.
-Porfirio: Il vero problema è dunque superare i nostri limiti…
-Maestro: Sì, proprio così, ogni limite per noi diventa un problema. La persona che si irrita oltre misura per una grigia giornata di pioggia, cioè per una cosa risibile, mostra chiaramente una comprensione limitata. Questa poi prenderà la forma di un “io sofferente”, tenuto in vita dalla ripetizione e dalla memoria. E l’individuo continuerà a raccontarsi all’infinito di essere una povera vittima del mondo e degli eventi.
-Porfirio: Sento vero quello che dici e so che dovrò lavorarci a lungo. Capisco che il passo decisivo è superare la convinzione di essere prigioniero del passato. Non devo farmi bloccare dalle paure, altrimenti non ci sarà in me nessuna trasformazione…
-Maestro: Tutto passa, tutto cambia, dobbiamo accettare questa legge e fluire con la corrente della vita. La vita è mutamento, dunque nulla rimane in eterno, ogni cosa si trasforma. Se ti senti prigioniero di qualcosa è perché perseveri in questa convinzione. Accogli invece l’idea che ogni cosa se ne va, buona o cattiva che sia. Rimani in questa consapevolezza, diventa un puro testimone di quello che accade, spostati a un livello più alto, sopra gli eventi, come coscienza incondizionata. Allora puoi osservare la verità di ciò che è, il gioco eterno degli opposti, il superamento del limite, la visione della saggezza.
-Porfirio: Credo di avere colto l’essenziale. A conclusione del nostro dialogo, quali altri consigli mi puoi dare?
-Maestro: Ti suggerisco alcune cose che ho compreso della vita attraverso le mie esperienze. Metti al primo posto sempre la tua fioritura interiore. Non avere paura di sacrificare qualsiasi cosa per la ricerca del vero. Scopri la verità di quello che sei senza evitare o giustificare quello che vedi di te, ma anche senza colpevolizzarti o tormentarti per gli errori. Non accusare gli altri per le tue mancanze e i tuoi difetti, non rovesciare su nessuno i tuoi problemi. E ricordati che il passato non è mai responsabile della tua sofferenza nel presente, se tu non gli permetti di farlo. Ricorda soprattutto che tu non sei la tua mente, perché essa è solo uno strumento. La coscienza è il tuo unico vero io, la tua natura originaria, il vero Sé che permane imperturbabile al di là di ogni cambiamento.
21 maggio 2025

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