Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


233 Fai amiche le tue emozioni
-Porfirio: È possibile domare le proprie passioni?
-Il Maestro: Perché le vuoi domare? Sei in lotta con loro?
-Porfirio: Emozioni e passioni incontrollate mi impediscono di essere felice…
-Il Maestro: Forse non sei felice proprio perché cerchi di controllare una parte di te, quella più vera e vitale. Non combattere contro te stesso, il risultato sarà frustrazione e sofferenza.
-Porfirio: Non si deve cercare di contenere i propri impulsi? Ho sempre creduto che fossero una fonte di disturbo per la chiarezza della ragione…
-Il Maestro: La ragione è uno strumento meraviglioso e indispensabile, ma non è tutto, noi siamo anche altro, siamo molto di più. Passioni, sentimenti, stati d’animo ci appartengono, fanno parte del gioco della vita, non sono un’interferenza esterna o un errore, sono anch’essi la nostra realtà. Dobbiamo fare i conti con questo lato della nostra natura.
-Porfirio: Non riesco ad accettare questa parte di me. La vedo come una forza irrazionale che irrompe nel quotidiano e mi toglie la serenità. Un desiderio, un impulso, una reazione sorgono a dispetto di ogni mio tentativo di controllo. Le emozioni come rabbia, paura e tristezza sono sentimenti che vorrei evitare, ma non riesco a superarli, si presentano in modo spontaneo e inaspettato a turbare la mente.
-Il Maestro: Osserva bene, non accettando quello che sei crei in te una contraddizione. Quel tuo opporti e resistere alle passioni che sono parte della tua natura è la radice dell’infelicità. Nessuno può vincere una battaglia contro sé stesso. In più, creando tensioni e contrasti interiori si rafforzano proprio quelle emozioni che si voleva sconfiggere.
-Porfirio: A volte ho l’impressione che sia davvero così. Più tento di frenare o impedire la paura, più mi sento preda inerme di quella emozione. Ma allora, cosa posso fare, da che parte devo cominciare?
-Il Maestro: Parti da questo, che per me è un’esperienza, un fatto innegabile: esistere è già di per sé fonte della felicità più piena e pura. Se accetti il gioco della vita in tutti i suoi aspetti, se accogli tutte le espressioni del tuo essere, se non giudichi, non reprimi e non condanni le tue passioni, allora rimane un vivere semplice, spontaneo, leggero, libero da fardelli, colmo di gioia e gratitudine.
-Porfirio: Ma le emozioni non sono un ostacolo? Quando vanno per conto loro come bestie selvatiche…
-Il Maestro: Lasciale andare dove vogliono, in breve tempo le integrerai e si armonizzeranno con la ragione. Se cerchi di sopprimerle le fai incattivire e diventano distruttive. Anche un animale selvatico può essere ammansito se lo si lascia libero di essere come è. L’animale è infuriato finché rimane chiuso nella stalla, ma appena gli apri la porta, dopo che ha scatenato la sua energia correndo libero un po’ qua e là, si ferma in mezzo al prato e comincia a pascolare tranquillo. Col tempo puoi addomesticarlo e renderlo utile al lavoro nei campi. Ecco, fai così anche con le tue emozioni, ci vorrà un po’ di tempo, ma presto ti saranno amiche e ti aiuteranno a vivere beato.
-Porfirio: Vorrei capire meglio il gioco delle passioni…
-Il Maestro: Nulla di ciò che ti appartiene è contro natura e le emozioni fanno parte di questa realtà. Non c’è nulla di male a provare tristezza, rabbia o paura, se non si supera una certa soglia. Le emozioni sono sempre sincere, non mentono e ci dicono cosa siamo nel momento. Cercare di dominarle o eliminarle non porta a nulla, solo a un impoverimento della propria esperienza. Accettare un’emozione vuol dire aprire le porte a quello che vuole insegnarci. La passione che volevi respingere diventa un’esperienza da godere, non da temere. La sua forza negativa viene neutralizzata così, lasciando cadere ogni resistenza, accogliendo quello che accade in quanto verità di quello che sei.
-Porfirio: Mi fai qualche esempio?
-Il Maestro: Sì. La tristezza nasce da qualcosa accaduto nel passato che giudichi negativamente oppure da una situazione nel presente che ti impone un cambiamento cui fai resistenza. Lascia che ci sia quella tristezza, abbandona ogni opposizione, apriti all’emozione e dalle il benvenuto, vedrai una trasmutazione del tuo sentire, proverai una sensazione di pace e tornerà il sorriso. La stessa cosa per la rabbia, la paura e tutti gli affetti che giudichi negativi: lasciali essere nel momento, assapora il loro gusto, diventa spettatore della scena senza parteciparvi, scopri la bellezza e la varietà dei sentimenti umani, includi quello che senti nella gioia del momento. Tu sei, tu esisti, tu vivi: questo è già in sé il miracolo più grande che puoi immaginare.
-Porfirio: È vero, spesso mi arrabbio o mi intristisco per cose futili. Il fatto di esistere qui nel mondo come essere umano è un privilegio che, se ci penso, fa svanire subito tutte le sciocchezze e le lamentele.
-Il Maestro: Se tu ti arrendi a ciò che è, all’esperienza che stai vivendo, il tuo mondo cambia. Ciascuno di noi vive in un mondo diverso a seconda di come vuole o sa vederlo, a seconda di come lo costruisce. Se vivi il tempo presente c’è semplicemente tutto quello che c’è, nell’adesso non c’è scelta, tutto viene accettato come fonte di gioia.
-Porfirio: Però, se non c’è scelta e tutto va bene, non ha più senso esprimere una volontà, non posso preferire una cosa ad un altra…
-Il Maestro: No, non necessariamente. Puoi benissimo desiderare che una situazione cambi, ma questo non vuol dire rifiutare o giudicare negativamente quello che c’è nel presente. Se hai pochi amici non c’è nulla di male nel desiderare di averne tanti…
-Porfirio: …e tuttavia posso essere lo stesso contento, anche con pochi amici. E se nasce un po’ di tristezza la osservo, la accetto come parte del gioco, le do il benvenuto e mi faccio una bella risata…
-Il Maestro: Bravo, è proprio così, vedo che hai capito. Quando sarai nella situazione reale magari sarà meno facile, tornerà l’abitudine a reagire come in passato rifiutando l’emozione negativa. È un’abitudine che però si può superare, basta sostituirla con un’altra migliore. La resistenza col tempo evapora e lascia il posto a un sentimento di accettazione, di serenità imperturbabile, di gentilezza e compassione verso tutti e tutto.
-Porfirio: Alla fine è come aver fatto pace con me stesso…
-Il Maestro: Sì, caro Porfirio. Non c’è nulla di sbagliato in te e lo stesso vale per tutti i tuoi simili. Accettare la natura di umani ci trasforma in uomini completi, realizzati e felici.
-Porfirio: Dopo questo dialogo, non so perché, mi sento già cambiato. La mia mente è più lucida, ho compreso alcune cose importanti che mi mancavano. E provo una grande serenità, mi sento finalmente in pace con me stesso…
-Il Maestro: Bene, però ricorda che la serenità che senti non è un’emozione, non è un sentimento, non è un fuggevole moto dell’animo. È il tuo stato naturale, è quello che scopri di te quando le emozioni sono integrate nel tuo essere. È quello che sei, sempre e ovunque, anche se a volte te ne dimentichi. Ricorda solo di essere la gioia di esistere, il resto poi viene da sé.
11 maggio 2025

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