Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


230 Un mondo di rugiada

Mondo di rugiada è questo,
un mondo di rugiada è davvero,
eppure…

(Issa Kobayashi) 

Nel fresco mattino di aprile
una goccia di rugiada scivola
lungo la foglia del ciliegio,
scintillando al caldo raggio
di un sole appena rinato.
Lo sguardo di Issa il poeta
si posa su quel grano di luce.
L’occhio che prima era spento
per un’insopportabile ferita
ora si riaccende in un sorriso.
La morte della piccola Sa to
è stata un abisso di dolore,
uno sguardo senza conforto
sulla vita, così breve e fragile,
sulle tante speranze spezzate.
La vita è una goccia di rugiada,
un breve attimo che si dilegua.
Abitiamo un mondo effimero
consegnato all’impermanenza.
Nessuno può sfuggire al tempo,
non c’è modo di eludere la morte.
Vivere il mondo della precarietà,
nel fugace attimo che appassisce,
è il destino ineluttabile dell’uomo.

Ma ecco, nel momento più duro,
mentre l’anima è più tormentata,
quando ogni gioia sembra svanita,
una nuova luce si accende.
Anche Issa il poeta sperimenta
lo schiudersi di una nuova porta:
il mondo è una goccia di rugiada,
la vita umana è breve e caduca,
vivere è una pena senza riscatto,
eppure…

L’”eppure” è la sola rivoluzione.
In quell’”eppure” è la salvezza,
c’è tutto quello che ci fa umani:
il cuore straziato per la figlia,
ma anche l’amore senza confini
che solo gli umani conoscono;
il dolore più crudo e profondo,
ma anche il sentimento più puro
che è il privilegio dei mortali;
l’abisso dell’anima più tetro
e la luce interiore più radiosa;
lo smarrimento della coscienza
e la più illuminante saggezza;
l’accettazione del proprio fato
e la grazia di una vita di pace;
il silenzio di un cuore infranto
e il canto gioioso della poesia.

Mondo di rugiada è questo,
un mondo di rugiada è davvero,
eppure…

La vita è una goccia di rugiada
ed è nella sua natura finire.
Questo va compreso e accettato.
Ma c’è poi la forza di un “eppure”
conosciuto nel fuoco del dolore,
che dona nuovi orizzonti di senso
in luoghi interiori inesplorati.
Allora gli opposti si toccano:
gioia e dolore, vita e morte,
dannazione e redenzione,
i confini si fanno più labili,
il cerchio della vita è completo.
E c’è sempre un “oltre”…
L’ultima risposta è stata trovata
in una sola, semplice parola,
che anche nelle fiamme dell’inferno
può aprire le porte del paradiso:
“eppure”…

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