Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


203 Verità è uscire dal sogno

-Aspetta Diogene, prima che tu te ne vada avrei ancora alcune domande da farti…
-Puoi parlare, Nikos, anche se non ho molto tempo. Sai che non mi fermo a lungo nello stesso luogo, sono un cane randagio. Per me non è possibile mettere radici da qualche parte. Seguo l’inarrestabile fiume della vita, non voglio diventare acqua stagnante. Solo così mi sento libero e felice.
-Mi avevi detto che noi uomini viviamo come in un sonno. Siamo come dei sonnambuli che girano senza sapere cosa fanno e dove vanno. Sono anch’io un addormentato?
-Non preoccuparti di questo, lo siamo o lo siamo stati tutti. L’importante è svegliarsi prima possibile, perché il sonno è pieno di sogni che possono essere dolci e gratificanti e ci fanno riposare tranquilli, ma possono diventare degli incubi. È una cosa che prima o poi accade. E solo allora nasce la volontà di uscirne.
-Quindi il problema è che noi sogniamo anche di giorno, non solo di notte.
-Proprio così Nikos. Quella è l’illusione più pericolosa cui dobbiamo sottrarci.
-Vorrei che tu mi spiegassi il perché di questo sognare collettivo…
-È semplice, ogni individuo crea una realtà onirica in base alle sue convinzioni, ai desideri, alle sue paure o speranze. È come vedere il proprio io proiettato nel mondo, in una scena teatrale di cui si è scritta la trama.
-Mi puoi fare un esempio concreto, Diogene? Così posso capire meglio…
-Se sei convinto di essere una persona incapace o se desideri essere lodato, oppure se hai paura di essere derubato o speri di diventare ricco e famoso, in ognuno di questi casi vedrai il mondo da un punto di vista diverso e ti comporterai di conseguenza. Non sarà difficile trovare fuori di te situazioni e fatti che confermeranno le tue convinzioni, nel bene e nel male. Quel sogno sarà il tuo e potrai farne quello che vorrai, ma è chiaro che sarà solo un’illusione, la tua vita sarà nient’altro che un sognare ad occhi aperti e spesso prenderà la forma del dramma o dell’incubo.
-Molti poeti hanno descritto la vita umana come un peso doloroso da sopportare. Forse è vero che i sogni rendono accettabile un’esistenza spesso grama, difficile, insulsa. Quindi, che vantaggio c’è a negarli quando sono belli?
-Caro Nikos, se vuoi cullarti in sogni piacevoli non c’è nulla di male, ma ricorda, quelli non sono la realtà, non sono la verità. Sono come dolci al miele che alla lunga possono stufare o anche nauseare. E ricorda che non di rado sono proprio i sogni più belli a trasformarsi nelle peggiori tragedie.
-Già, mi capita quando un mio grande desiderio viene frustrato. Ad esempio, volevo diventare un grande atleta delle Olimpiadi, ma il mio fisico è troppo gracile, il mio sogno di bambino si è scontrato con la realtà ed è diventato una delusione amara…
-Forse è meglio che sia finita così, è stata una lezione di vita, hai imparato che vivere in un sogno conduce prima o poi a un brusco risveglio. Approfitta di quei momenti, è la realtà vera che bussa alla tua porta. La persona saggia cerca sempre e solo la verità, non indulge in fantasie consolatorie.
-Tu insisti sempre sulla ricerca della verità, Diogene. Perché è così importante? Esiste davvero o è anch’essa una fantasia?
-Non è un discorso campato per aria, è una scelta fondamentale che riguarda ciascuno di noi. È una domanda sulla tua vita e su quello che vuoi farne, Nikos: preferisci coltivare il sogno o conoscere la verità? Scegli di vivere nella finzione o ti impegni a indagare ciò che è vero di te e del mondo?
-Penso che una persona intelligente debba scegliere la via della ricerca. Ma come iniziare il cammino? Come scrollarsi di dosso quel mondo di sogno che ci siamo costruiti?
-Comincia da speranze e desideri, che sono la più grande fonte del sognare a occhi aperti. Osservali e semplicemente lasciali andare, con il tempo spariranno. E poi fai piazza pulita di tutto quello che ti definisce, sbarazzati di ogni etichetta che ti tiene prigioniero. Liberati dalle pastoie delle convenzioni e dagli schemi sociali che ti intrappolano, vedili tutti come illusioni.
-Sì, ma quando io affermo che mi chiamo Nikos e che sono uno studente di Atene…
-Ecco, proprio quello è il sogno! Sognare è pensare di essere un uomo o una donna, uno schiavo o un cittadino, un ricco o un povero, un giovane o un vecchio, un ateniese o uno spartano. O di essere bello o brutto, intelligente o stolto, istruito o ignorante, buono o cattivo… e potrei continuare all’infinito. Sono tutte descrizioni che si sovrappongono a quello che sei realmente.
-Ma se io tolgo tutto quello che mi definisce, che cosa rimane? Chi e che cosa sono io? Se elimino il sogno vivente in cui io sono tante cose e interpreto tante parti, che cosa resta di me?
-(ridendo) Caro Nikos, questo è quello che devi scoprire da solo. Nessuno ti può aiutare, nessuno può farlo al tuo posto. Questo è il messaggio che ti lascio prima di andarmene, l’unica cosa che vale la pena di ascoltare. Col tempo la tua ricerca diventerà un fuoco che ti consuma, ma sarai felice di perderti in quella luce, perché ti riempirà di senso come nessun’altra cosa. Vedi quella nuvola bianca che passa?
-Sì, la vedo, si muove dolcemente sospinta dal vento…
-Ecco, anche tu sarai così, come quella nuvola che è trasportata dalla corrente della vita. Sarà vivere in una nuova realtà dove tutti i desideri si sono dissolti e con essi tutte le speranze e le paure. Una dimensione dove i sogni sono finiti e rimane solo la tua verità.
18 dicembre 2024

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