
196 Le quattro Radici
-Dicevano gli Antichi che tutta la realtà è costituita da quattro elementi, Terra, Acqua, Fuoco e Aria. Allora mi domando: se come il Tutto anche noi siamo fatti di questi quattro elementi, che ruolo hanno nella nostra vita? In che modo ne siamo condizionati?
-Chiariamo innanzitutto che i quattro elementi sono intesi dagli Antichi come principi cosmici, non solo come sostanze materiali. E sono anche simbologie profonde che ci permettono di comprendere la vita dell’universo.
-Il filosofo Empedocle ne parlava definendoli le “quattro Radici” dell’Esistente…
-Sì, secondo lui gli elementi Terra, Acqua, Fuoco e Aria si mescolano e lottano tra loro alla ricerca di un equilibrio, un’armonia difficile da raggiungere e sempre transitoria. Ogni elemento ha una sua forma unica e una sua ragion d’essere. Nella simbologia tradizionale la Terra è luogo di stabilità e fertilità, l’Acqua è fonte di vita, l’Aria è respiro dell’universo, il Fuoco è energia che crea e purifica. Il cosmo nasce dal gioco senza fine di questi elementi.
-Empedocle parlava poi di due Forze che determinano il movimento: le chiamava Amore e Contesa.
-Sì, secondo il filosofo nel Tutto-Esistente agiscono due Forze universali di natura divina, una attrattiva che unisce e armonizza, una repulsiva che divide e separa.
-Beh, non mi sembra difficile riconoscerle nella realtà, nei fenomeni vediamo alternarsi continuamente ordine e disordine, unione e separazione.
-Sì, anche se noi tendiamo a identificare l’Amore e la Contesa con il Bene e il Male attribuendo alle due Forze un significato positivo o negativo, mentre per Empedocle sono originarie e uguali, entrambe necessarie alla costituzione del mondo e al realizzarsi dei cicli cosmici. Comunque, come dicevi, non è difficile vederle in azione nella realtà: la prima Forza muove gli elementi e li mescola, la seconda li unifica e li armonizza. Potremmo chiamarle anche i principi di Azione e Quiete.
-Dunque, se è così, come vivere in accordo con questi principi cosmici che costituiscono noi e ogni cosa?
-Dobbiamo esplorare gli elementi e poi vivere manifestando concretamente le loro caratteristiche. Terra, Acqua, Fuoco e Aria sono modi di esprimere il nostro essere, non sono meri simboli della natura del reale. Lo stesso vale per le due Forze fondamentali che devono operare in sinergia, l’una col movimento e l’azione, l’altra con la non-azione e il distacco. La nostra vita diventa piena e armoniosa quando le due Forze agiscono liberamente e si combinano con le quattro Radici, creando la varietà di esperienze e possibilità che sono caratteristiche dell’umano. È un processo che comunque a vari livelli avviene ovunque nell’universo. Anche noi dobbiamo partecipare al gioco, non possiamo sottrarci alla realtà del divenire.
-Quindi, se ho ben capito, il nostro compito è studiare il reale e vivere in accordo con le sostanze elementali e le forze che le muovono. Possiamo tornare brevemente sulle prime?
-Sì, vediamo più da vicino che cosa ci ispirano. La Terra ci insegna la concretezza e la solidità, è il luogo dove tutto germina e cresce; quando siamo in sintonia col mondo della natura stiamo esprimendo l’essenza di questo elemento. Dall’Acqua impariamo la fluidità, la trasparenza e l’adattabilità. L’Aria esprime ciò che è leggero, impalpabile, capace di librarsi al di sopra della fisicità materiale. Il Fuoco è elemento di rottura e trasformazione, è luce che illumina e dà calore alle cose. Naturalmente questi sono solo brevi cenni sulle caratteristiche delle quattro “radici”. Si può aggiungere intuitivamente molto altro, perché sono metafore universali e inesauribili nei loro significati.
-Dunque come vivere mantenendo in equilibrio i quattro elementi?
-Dobbiamo esprimerli tutti e sperimentarli fino in fondo, nessuno deve essere trascurato se vogliamo essere uomini completi. Lo stesso vale per le due Forze che creano il dinamismo nel tempo, i due poli devono sempre alternarsi e collaborare. Per noi significa imparare ad esprimere l’Azione e la Quiete in tutte le forme: avanzando e arretrando, agendo e non agendo, intraprendendo e attendendo, trasformando e meditando. Va ricordato che ogni polo è necessario, va bilanciato con l’altro. Non possiamo vivere di sola azione, sempre tesi al risultato e percorsi dalla frenesia del fare. D’altra parte non possiamo nemmeno vivere totalmente meditativi e distaccati dalle cose del mondo, sarebbe una vita incompleta, monocorde e sbilanciata.
-Quando ci accorgiamo che non stiamo vivendo nell’equilibrio cosa dobbiamo fare?
-Se ce ne rendiamo conto questo è già un passo importante. Quando vediamo che siamo troppo spostati verso uno dei due poli, ad esempio quello dell’azione, dobbiamo compensare con la Forza opposta, in questo caso la quiete e il riposo. Il movimento tra le diverse istanze elementali è sempre a pendolo, il punto di equilibrio va riconquistato ogni momento, non è mai fisso e garantito. Ogni polo dà energia al suo opposto, ogni elemento richiama gli altri in un continuo scambio di ruoli e rapporti di forza. Da qui l’infinita varietà dei fenomeni, la creazione eterna del nuovo che chiamiamo vita. È un’alchimia del vivere che si impara a poco a poco con l’esperienza. Fa parte dell’essenza di ogni cosa e dell’umano questo essere sempre in viaggio, in un inesauribile ciclo di trasformazione e rigenerazione.
-Dunque dobbiamo incontrare la vita con tutte le esperienze e le possibilità che ci offre. Non c’è mai un punto di approdo in questo viaggio? Non c’è un fine ultimo che lo rende compiuto?
-Finché viviamo nel mondo e nel tempo dobbiamo accettare l’andamento ciclico delle cose. Non possiamo aggrapparci a nulla, se cerchiamo la sicurezza il risultato sarà frustrazione e dolore. Nella struttura del reale è insita la logica del movimento e del mutamento. Dobbiamo quindi creare un ritmo, vivere in quella oscillazione, accettare l’instabilità di tutti i sistemi e l’imprevedibilità dei fenomeni viventi.
-È come dirigere un’orchestra per combinare gli strumenti nelle loro varie funzioni, voci e colori musicali, equilibrando e armonizzando tutte le diversità…
-Sì, il paragone è bello, ma nella realtà gli strumenti a disposizione sono meno docili e spesso non rispondono al comando, nonostante la bravura del direttore. Nella vita c’è sempre l’imponderabile in agguato.
-E per quello che riguarda i rapporti interpersonali?
-Il gioco è ancora più sottile, complicato e intrigante. Con le persone ci vuole grande attenzione, sensibilità e capacità di invenzione. Dobbiamo diventare esperti del gioco degli opposti.
-Puoi farmi degli esempi concreti?
-Certo. Non so se ti è mai capitato nella vita:
Dialogando hai usato toni troppo accesi e parole di Fuoco
Hai fatto un discorso inconsistente che manca della solidità della Terra
Non hai saputo usare l’intelligenza con la mobilità dell’elemento Aria
Hai trascurato il messaggio dell’elemento Acqua ignorando i sentimenti altrui
Oppure:
Non sei passato all’azione quando era il momento di farlo
Sei intervenuto quando non era il caso e non ti era richiesto…
Ora dimmi, come si potrebbe applicare la legge compensativa dell’opposto in questi casi?
-Direi che si dovrebbe scegliere per ogni elemento la qualità positiva che è stata dimenticata e che dovrebbe fare da contrappeso…
-Bene, allora prova a proporre una possibile soluzione per ogni caso…
-Riprendendo nell’ordine gli esempi del tuo elenco, direi:
Con l’energia del Fuoco trovare parole piene di calore e cura per l’altro
Con la virtù della Terra dare concretezza alle proprie argomentazioni
Con la mobilità dell’Aria dare elasticità e spaziosità al pensiero
Con la fluidità dell’Acqua empatizzare e accogliere i sentimenti altrui
E ancora:
Con la forza dell’Azione superare la pigrizia e l’indifferenza del non fare
Con la qualità della Quiete saper attendere il momento giusto per agire
-Vedo che hai le idee chiare, hai capito già tante cose della vita. Poi naturalmente si tratta di mettere tutto questo in pratica. È la prova più difficile, ma anche un compito che ogni essere umano deve sentire come un dovere.
-Sì. E alla fine, se saremo capaci, lo faremo per noi ma anche per il filosofo Empedocle, perché la sua preziosa eredità non sia dimenticata e la sua parola non si perda nella polvere del tempo…
29 novembre 2024