Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


192. La tartaruga di Zenone

Impegnato nella gara di corsa con la tartaruga
davanti al pubblico vociante delle Olimpiadi
il prode Achille veniva sconfitto nell’ignominia.
Il Piè Veloce che già pregustava una facile vittoria
tentava invano di raggiungere la testuggine
e alla fine si arrendeva cadendo nella polvere,
umiliato nella sua immagine di Imbattibile,
sconfitto dalla sua vanità e dal suo orgoglio,
vinto dalla smania di combattere e dominare
-il solo modo di vivere che aveva fatto suo.
Il grande eroe non era mai stato filosofo,
pagava così la sua selvatica ignoranza.
Non conosceva la tradizione degli Eleati,
gli sarebbe stata utile per comprendere
che la sua impresa era destinata a fallire,
la ragione già lo condannava senza appello.

L’implacabile logica dialettica di Zenone
dimostra che non potrai mai raggiungere
chi fugge davanti a te con un vantaggio,
perché lui sarà sempre un tratto più in là,
quando gli sarai vicino si sarà spostato,
anche se di poco. E così di nuovo, all’infinito…
È l’eterno conflitto tra i sensi e la ragione:
i sensi ci attestano il mondo del diveniente,
un molteplice fatto di forme, colori e suoni,
-dunque anche la contesa di Achille e tartaruga,
scena fatta di vivide immagini in movimento-
mondo che non dubita mai della sua verità;
il logos invece si pronuncia solo sull’essere,
-immobile, ingenerato, perfetto e incorruttibile-
affermando che il mondo del divenire è illusione,
la molteplicità è un sogno, solo l’Uno esiste.
Nel mondo dei sensi Achille supera la tartaruga.
Nella verità della ragione Achille è sconfitto,
anche perché nulla accade realmente,
non esiste Achille, non tartaruga, né movimento,
non colori suoni o azioni, né vinti o vincitori.
I sensi frammentano la realtà in parti separate
apparentemente autonome e in lotta fra loro,
ma ciò che appare è solo un gioco chimerico,
la vera realtà dell’essere è l’unità di ogni cosa.
Nella prospettiva razionale dell’Eleatismo
l’essere esiste come realtà ultima e innegabile.
Fedele al principio di non contraddizione
la ragione giunge alla conclusione più radicale:
ciò che non è puro essere non ha esistenza,
è solo apparenza del mondo della percezione
-spazio, tempo, mondo delle cose e noi stessi.
Dunque a chi affidarsi? Ai sensi o alla ragione?
Scegliamo la via della verità o della doxa?
Vogliamo cogliere l’essenza di ciò che è
o vivere cullati nel mondo delle illusioni?
Sulle orme di Parmenide, venerando e terribile,
Zenone con la sua dialettica inesorabile
taglia d’un colpo il nodo di quel paradosso
che vede la tartaruga battere l’eroe Achille.
C’è solo l’Uno ingenerato che non diviene.
Dunque, contro chi o cosa può lottare l’Uno
se è tutto ciò che esiste? Contro se stesso?
Dove finiscono la competizione e la lotta
in una realtà increata che è perfetta quiete?

Ma rimane comunque il mondo della dualità.
Privato della sua realtà e spoglio di ogni verità
è pur sempre capace di operare l’incanto.
Finché un qualcuno sente di essere un “io”,
finché si aggrappa ai sensi e alle apparenze,
abita ancora nel Paese dei Balocchi,
ammaliato dalla danza delle forme.
E qui ritrova tutti i personaggi delle fiabe
-pure Achille e la tartaruga alle Olimpiadi.
Nel mondo della doxa tutto è incerto e caotico,
ma anche immensamente dilettevole
e istruttivo per chi è disposto a imparare,
in attesa di approdare alle rive della ragione.
E allora ecco di nuovo la nostra tartaruga
che dà al prode Achille una bella lezione,
vincendo con la forza della lentezza,
paziente come l’acqua che leviga la pietra.
La tartaruga vince col sorriso, senza lottare,
anche perché vincere è il suo ultimo pensiero.
E lei vivrà a lungo, mentre l’invincibile Achille
ben presto vedrà abbreviarsi i suoi giorni
e perderà la vita nella maniera più sciocca,
colpito nel tallone a rivelare la sua fragilità.

Ma la lezione deve valere anche per noi.
Alla fine capiamo che siamo tutti degli Achille
quando viviamo nell’angoscia di arrivare primi,
buttati in una competizione che non ha mai vincitori.
La saggezza può aiutarci nel mondo del diveniente.
La ragione ci apre alla verità del mondo dell’essere.
È la tartaruga di Zenone a indicarci la via.
12 novembre 2024

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