Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


188 Oltre l’uomo-macchina

Finché vivi come una macchina
non sei ancora diventato un uomo.
Trascinato dalle abitudini di vita,
condizionato dai pensieri ripetitivi,
costretto da impulsi, brame e bisogni
come umano ti riduci a meccanismo,
a funzionare come una rotella dentata
nella matrix sociale che tutto pervade.
Finché non vedi di essere una macchina,
finché non lo hai davvero compreso,
non hai ancora scoperto chi sei in verità.
Fai parte di una grande scena teatrale
di cui altri hanno scritto il copione,
inconsapevole pedina di quel gioco,
ingenuo interprete di un canovaccio
dove il finale della vicenda è la morte,
la fine di una triste storia senza storia.
Se non ti accorgi di vivere una non-vita,
ghermito dal meccanismo del sistema,
non puoi aspirare a una vera libertà.
Lo schiavo può sognare di essere libero
o sperare che lo diventerà un domani,
ma se non sa come spezzare i ceppi
il suo rimane un pensiero consolatorio,
un inganno e la condanna più atroce.
Tu nasci come essere umano potenziale,
con la possibilità di realizzarti in essenza,
ma questo non basta per diventare uomo,
serve un cammino lungo e appassionato,
un arduo percorso nel labirinto sociale.
La prima necessità è la difesa del corpo,
segue lo sviluppo di una mente razionale
per l’acquisizione di conoscenze e capacità
e l’inserimento nella vita della collettività.
Quindi le scienze, le morali e religioni,
lo studio di arti, metodi e sistemi di pensiero
per la struttura di una società complessa
che richiede disciplina e specializzazione.
È un processo necessario e obbligato,
ma per diventare te stesso non basta.
Rimanere al livello del corpo e della mente
è vivere una vita limitata e meccanica,
quella di un essere umano incompiuto
che resta una promessa mancata.
Devi fare il salto in una nuova dimensione,
risvegliarti a una nuova consapevolezza,
solo così puoi trascendere la meccanicità.
Se capisci di vivere come una macchina
hai già fatto il primo passo fuori dal gioco.
La coscienza non è mai un fatto meccanico,
svincolata dalla materialità e dal bisogno
ti può illuminare con uno sguardo profondo
a demolire le maschere dei ruoli sociali,
svelando gli automatismi inconsapevoli,
dissolvendo sogni, inganni e illusioni,
restituendoti al tuo essere autentico.
Non c’è nulla di male nelle macchine
se rimangono al servizio dell’umano,
ma se l’uomo vive come una macchina
si degrada e viene meno al suo compito:
diventare l’essere che conosce la libertà.
Per dare dignità e gloria alla tua esistenza
devi volgere la coscienza a te stesso:
indaga con costante attenzione chi sei;
osserva tutto quello che fai, senti e pensi;
riconosci ciò che non è una tua scelta
ma solo frutto di abitudini e condizionamenti;
prendi le distanze da ciò che non approvi
anche se devi navigare controcorrente;
rimani comprensivo e umano nel gioco sociale;
vivi da individuo sveglio e autonomo,
sarà il miglior contributo alla società
e l’azione appropriata seguirà da sé…
Non c’è bisogno di spiegare oltre,
le parole possono solo indicare e invitare,
tocca poi a ciascuno intraprendere il cammino.
E non fare di queste parole un comandamento,
tieniti sempre saldo nella tua consapevolezza,
essa è già tutto quello che serve per vivere,
è la fonte di ogni reale vera comprensione,
è il principio di libertà che illumina e trasforma
e fa sì che l’essere incompiuto diventi uomo.
4 novembre 2024

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