Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


186 La visione della bellezza

Fu posando gli occhi sui colori del mondo
che scoprì per la prima volta la bellezza.
La grande pianura si offriva allo sguardo
sfumando nel folto dei boschi sui declivi
mentre un cielo di un intenso azzurro
rifiniva il quadro di un eden vivente.
E là, in mezzo al verde più tenero,
una fantasmagoria di fiori e di colori
che si offrivano come dono e sacrificio
agli occhi di un risvegliato sentimento.
Tutto sembrava vibrante e trasfigurato,
ogni cosa si mostrava in una nuova luce,
carica di un significato prima sfuggito,
rivelando la propria anima nascosta.
In quella visione si dileguava ogni parola.

Tante volte aveva visto quello scenario,
ma gli assilli del mondo lo avevano distratto
velando la visione della mente e del cuore.
Ma quel giorno lo sguardo era innocente,
la percezione si era fatta acuta e limpida,
non segnata dalla brama o dal bisogno,
non assoggettata al rapinoso sentimento
che solo nell’utile trova lo scopo di esistere.
E la bellezza apparve come una rivelazione.
Si può riconoscere il bello solo nella libertà,
quando per un attimo si sciolgono le catene
e non più avvinto alla pressione dei desideri
l’animo è imperturbato e libero nel sentire.
Allora si produce il miracolo della bellezza
e una nuova possibilità si apre all’umano:
contemplare la forma delle cose nel mondo,
ammirandone l’armonia e la proporzione,
la composta misura, la grazia e la leggiadria,
le qualità che destano il piacere dei sensi.

E dopo aver frequentato le vie del mondo
e avere assaporato a lungo le sue delizie
apparve all’uomo un altro tipo di bellezza
che solo un animo sensibile può cogliere.
L’occhio pago di aver conosciuto la forma
scopriva la sottile bellezza della non-forma,
là dove non operano i sensi nella dualità
e svanisce ogni separazione dall’oggetto,
dove restano solo l’unità e la completezza
e lo splendore sublime di una luce incorporea.
Il bello che prima era visto fuori nel mondo
ora era compreso come un riflesso di sé.
Quando il bello va al di là del conosciuto
l’uomo si libra sulle ali dell’intuizione
a esplorare ciò che i sensi non vedono
fino a farsi uno con la bellezza stessa.
12 luglio 2024

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