
185 La musica racconta il mondo
-Quando ascolto un brano musicale nella mia mente si formano vivide immagini e le sensazioni si aprono a una dimensione meditativa…
-Ascoltare un brano musicale può essere sì una meditazione, se siamo capaci di entrare con tutto noi stessi in quel misterioso mondo di suoni.
-È come assistere a scene di vita, a una rappresentazione tra il reale e il fantastico…
-La musica ci racconta il mondo. Non c’è più grande metafora dell’umano vivere in ogni suo aspetto. Avrai notato che nella musica ci sono armonie e disarmonie, contrasti ritmici e melodici, proprio come nella vita dove si alternano luce e buio, gioie e affanni.
-È vero e forse nessun altro linguaggio è così efficace nel descrivere il nostro mondo. Stavo ascoltando il Secondo movimento della Nona Sinfonia di Beethoven: il travaglio interiore dell’uomo e le sue passioni sono narrate in un crescendo e in un gioco di chiaroscuri che lasciano senza fiato…
-Se la musica vuole raccontare il mondo ci devono essere tutti gli ingredienti della vita, le contraddizioni e le riconciliazioni, il pathos e la quiete, il dolore e la redenzione. Beethoven crea disarmonie e dissonanze per raggiungere un’armonia più alta e complessa. Le sue note cercano strade impervie per aprire a nuove esperienze e sfide. Quanto più la vicenda narrata è complicata e piena di contrasti, tanto più la musica si fa interessante e coinvolgente. Come accade nella vita.
-Ma alla fine tutti i drammi vengono superati e l’armonia è ristabilita…
-Il linguaggio musicale cerca sempre di uscire dagli schemi, vuole rompere gli equilibri per ricrearne di nuovi, a un livello superiore. Nel caso del Secondo movimento di Beethoven l’incipit melodico si sviluppa e si espande come un essere vivente, la complessità ritmica e la varietà armonica raccontano le più profonde dimensioni dell’umano. È vita in atto che anche noi sentiamo sulla nostra pelle. E quando alla fine, dopo un accidentato percorso, l’equilibrio si ristabilisce il Caos è ridiventato Cosmo, non però quello ingenuo e semplice dell’inizio, ma quello carico di esperienze vissute, conquistato attraverso il dramma, la tragedia e infine la riconquista della pace.
-Non pensavo che la musica potesse insegnarci tante cose!
-Potremmo dire che la musica ci insegna a vivere musicalmente. Noi tutti cerchiamo l’equilibrio, la serenità e un’armonia superiore, li intravediamo grazie a quest’arte meravigliosa, spesso unita a poesia e danza, un vero dono delle Muse.
-Forse per questo mi piace la musica, sento che mi aiuta a trovare un equilibrio…
-La musica ci insegna che l’equilibrio non può essere indotto dall’esterno. Il brano musicale deve trovare un bilanciamento al suo interno, contando sulle sue risorse, giocando con i suoi elementi e sviluppando le potenzialità latenti. Così anche noi nella vita dobbiamo trovare la giusta armonia con un continuo, profondo lavoro interiore.
-Amo molto anche la musica jazz. Ascoltavo ieri un brano di be-bop con Charlie Parker e Dizzy Gillespie, un incredibile ed entusiasmante profluvio di note con ritmi vertiginosi, armonie complesse, dissonanze…
-È un linguaggio musicale moderno che ci dà un’altra intuizione importante: se ci fermiamo alla prima dissonanza perché temiamo ciò che non rientra negli schemi armonici del passato il nostro gusto musicale rimane povero e noi rinunciamo a una possibilità di espressione nuova e originale. Così è anche nella vita, se rifuggiamo dai contrasti e dai problemi per aggrapparci a ciò che conosciamo per avere sicurezza la nostra vita si impoverisce.
-…E di solito succede che i problemi ci saltano addosso comunque…
-Sì, si tratta quindi di scegliere tra una vita tiepida e segnata dal timore e una vita coraggiosa che non fugge via dai contrasti. Alla fine dovremmo dire: affrontiamo quello che si presenta e vediamo che succede…
-E se i contrasti e le disarmonie non si risolvono?
-Allora, se possiamo, cambiamo lo spartito e suoniamo un’altra musica. Se ad esempio la relazione con una persona proprio non funziona è inutile continuare a farsi del male. È meglio chiudere e volgersi da qualche altra parte. Il mondo è incredibilmente grande e vario, c’è posto per tutti. Le possibilità di variazioni musicali sul tema sono infinite.
-Mi chiedo spesso se quello che “leggo” in un brano musicale è solo una mia invenzione, una mia fantasticheria. Magari l’artista nel comporre aveva tutt’altra idea e intenzione…
-Può essere benissimo così. Spesso non sappiamo cosa l’artista volesse esprimere. Ma non importa, conta quello che noi sentiamo in quella musica, quale viaggio ci fa fare dentro, quale idea di mondo ci suggerisce, che cosa ci insegna, anche al di là delle intenzioni dell’autore. Molti musicisti rimangono stupiti e divertiti dalle recensioni delle loro opere: non pensavano di averci messo tutti quei significati che gli altri trovano!
-Mi piace molto l’improvvisazione dal vivo. Mi sembra che lì ogni musicista possa esprimere il meglio di sé, è musica che nasce nel momento, fresca, originale, imprevedibile…
-Sono d’accordo, con buona pace di Beethoven che non prevede l’improvvisazione nelle sue sinfonie, ma è comunque un gigante! Nell’improvvisare si inventa sul momento, si parte dall’esperienza ma cercando la frase, il riff melodico, lo spunto originale che rendano quel momento pura creazione in atto. La vita, se ci pensi, è proprio questo, anche noi scriviamo in ogni momento il nostro spartito musicale, a volte più a volte meno riuscito.
-Mi piace l’idea di fare della propria vita un’opera musicale, come artisti del vivere…
-Questo è il compito più importante per noi. Musica non è solamente la ricerca del piacere e della bellezza, è anche ricerca di una verità che si esprime nei suoni e che non necessita di filtri razionali per raggiungerci. I suoni agiscono su di noi e ci trasformano, se siamo pronti ad accoglierli e siamo sensibili alla loro magia. In questo senso la musica è meditazione, riflessione profonda, visione. È una linfa che sgorga dalla misteriosa sorgente della vita a nutrire il nostro spirito. È l’arte sublime che più si avvicina al nostro vivere e sa raccontarlo in tutte le sue espressioni, con i colori dei suoni, con i timbri degli strumenti, con la bellezza delle voci, con le armonie e le dissonanze, con le pause e i silenzi. La musica è il linguaggio dell’anima.
25 giugno 2024