Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


184 Come una falena sulla fiamma

D. Mi par udir cosa molto nuova: volete forse che non solo la forma dell’universo,
ma tutte quante le forme di cose naturali siano anima?
T. Sì.
D. Sono dunque tutte le cose animate?
T. Sì…
D. È comune senso che non tutte le cose vivono…
T. Il senso più comune non è il più vero. Sia pur cosa quanto piccola e minima si voglia,
ha in sé parte di sostanza spirituale… perché quello spirito si trova in tutte le cose.

(Giordano Bruno)

Le parole di Bruno sono della più alta sapienza.
Se usciamo dalla prigionia del senso comune
e ci affidiamo alla nostra intuizione interiore
riusciamo a liberarci e a contemplare il mondo
non solo con gli angusti mezzi dell’intelletto,
ma con una visione interiore che ci illumina,
uno slancio dell’anima che sa cogliere il vero
senza che un dubbio possa frenarne il volo.
Uno sguardo profondo si volge alle cose
e le scopre tutte animate e piene di vita.
La sostanza spirituale dell’inconcepibile Uno
percorre tutto il reame dell’esistente
come materia-forma che vivifica e crea,
popolando di innumerevoli esseri l’universo.
Il panteismo bruniano ci ispira e ci affascina,
è una sapienza che non conosce il tempo
e da cui possiamo imparare molte cose.
Se tutto l’universo è un solo grande Essere
ogni esistente ha un assoluto valore e dignità,
nulla è da considerarsi inferiore o indegno,
anche nel più piccolo granello dimora il divino.
Se l’universo è infinito come il Primo Principio
allora nel Tutto non c’è centro né periferia,
il grande cosmo è aperto in ogni direzione,
esclude qualsiasi confine, limite o gerarchia.
L’infinità dell’Uno come Mens super omnia
si rivela nella produzione di infiniti mondi:
la materia ha una sua vitalità intrinseca,
è la matrice divina che opera nel fenomenico
manifestandosi in tutta la sua forza creativa.
E se in tutte le cose vibra un’unica coscienza
allora ogni cosa ha una sua ragion d’essere,
in accordo con il principio dell’Uno-Sapienza
che permea tutto della sua sostanza spirituale.
Le cose che vediamo sono “ombre delle idee”,
sono il pensiero divino attuato nell’immanenza,
nei limiti della necessità dei fenomeni naturali,
non ci sono quindi sostanze ma solo apparenze,
forme mutevoli dell’unica materia vivente.
Tutte le cose del mondo sono vive e animate,
non solo le piante, gli animali e gli uomini,
pure la terra e le rocce si trasformano
anche se ciò avviene in tempi lunghissimi
ed è difficile vedere il loro movimento.
In questo cosmo vivente si compie il viaggio
che l’uomo intraprende per esplorare l’infinito.
E l’ultima comprensione per Bruno decisiva:
se come ogni cosa noi siamo l’infinito-Uno
per trovarlo non dobbiamo andare altrove,
basta cercare e scavare dentro noi stessi,
nel nostro spazio più intimo Esso è presente.
È poi lo slancio d’amore dell’Eros filosofico
a condurci nell’ultimo tratto del cammino:
nel sacro fuoco della passione amorosa
bruciamo come una falena sulla fiamma,
ogni tratto dell’individualità si dissolve,
rimane solo Quello, l’Uno-Tutto Inviolato,
l’Innominabile Perfetto, Luce di Luce.
24 giugno 2024

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