
178 Anima e corpo
Caro Meneceo, persevera nel filosofare
e custodisci il cuore della nostra dottrina.
Considera la tua realtà di essere umano
con un’incessante e profonda meditazione.
Vedi d’esser composto di anima e corpo:
l’una è la tua mente pensante e il raziocinio,
l’altro il veicolo materiale delle sensazioni.
Ma ricorda, non dividere mai corpo e anima,
non pensarli tra loro estranei e in conflitto,
gravi travagli agli umani sono sopraggiunti
da quella stolta e perniciosa separazione.
Non ascoltare chi ti conduce agli estremi,
rimani saldo sulla retta via dell’equilibrio,
non rifiutare nulla di ciò che ti si approssima,
non c’è niente di inferiore in questo mondo.
Gli imperituri atomi creano tutte le apparenze,
gli infiniti mondi e la vita di innumerevoli esseri,
tutti i fenomeni che da umano puoi conoscere
e tra questi la tua stessa esistenza mortale.
L’anima e il corpo partecipano di quel gioco
come aggregati privi di propria sussistenza,
al loro nascere seguirà l’inesorabile morte,
l’estinzione della loro impermanente realtà.
Ma non c’è motivo di rifiutarli o disprezzarli,
ogni cosa è buona già solo perché esiste,
non c’è un dio che detta le regole del cosmo,
tutto è perfetto anche nella sua imperfezione.
Tuttavia permane in alcune nostre tradizioni
l’idea del corpo come buia prigione carnale
per un’anima che vuole da esso liberarsi.
Si dice che un mondo superiore ci attende
alla fine del transito nella landa terrestre,
quell’Empireo cantato come dimora degli dei.
Ma io ti parlo dall’esperienza che ho vissuto,
ti dico che tutta la realtà è qui in questo mondo.
Gli atomi indistruttibili si uniscono e si separano
e danno origine al grande spettacolo della vita,
ma nulla resta quando i loro legami si sciolgono,
non uomo o pensiero, né suono o palpito di vita.
Saranno le leggi eterne di affinità e contrasto
a muovere ancora gli atomi nello spazio illimitato
per generare nuove e stupefacenti realtà.
Dunque ricordiamoci di godere il momento
e apprezzare il nostro esistere finché dura.
E tornando all’insegnamento più importante:
non pensare il corpo come un carcere per l’anima,
soma e psiche sono due realtà dell’essere umano
indissolubili, indivisibili, legate nel loro destino,
cooperanti a creare una vita bella e felice.
Osserva con attenzione quali sono i loro compiti,
quali le prerogative, le possibilità e i limiti.
Non rinnegare i desideri e i piaceri del corpo,
solo trova la giusta misura tra gli eccessi.
Non credere di essere un puro spirito alato,
l’anima è un corpo sottile ma destinato a perire
come tutto ciò che è composto da parti minori,
secondo la legge che regola tutto l’universo.
Ricorda che il tuo corpo è un tempio sacro,
è la fonte inesauribile dei piaceri dei sensi,
nulla di ciò che lo riguarda va disprezzato,
nulla di ciò che manifesta può esserti nemico,
abbine cura come faresti per la persona amata.
Ricorda che l’anima è la luce dell’intelligenza,
fanne la guida suprema nel tuo vivere quotidiano,
ti indicherà la giusta misura in ogni circostanza,
ti farà conoscere la gioia di una vita armoniosa
e la serenità imperturbabile dell’uomo saggio.
Ma soprattutto devi ricordare che sei un’unità,
non ci sono divisioni in te, non c’è alto o basso,
quello che sei è un meraviglioso gioco di atomi
che portano dentro di sé il sapore dell’eternità.
Un giorno sarai come una fiamma che si spegne,
la morte arriverà a dissolvere il tuo simulacro,
ma se avrai vissuto in modo saggio lo accetterai,
te ne andrai senza un lamento, ringraziando.
Sarai stato anima e corpo e un qualcosa di più
che con le nude parole non si può esprimere.
E avrai scoperto il segreto di una vita beata:
comprendere la legge degli atomi e del vuoto,
indagare il mistero del tempo e dell’eterno,
conoscere te stesso oltre ogni illusione.
E da questo il miracolo per noi più grande:
avere tutto dalla vita senza aver chiesto nulla,
trovare la felicità senza neppure averla cercata.
31 maggio 2024