
176 Il canto dell’allodola
L’allodola
canta per tutto il giorno,
ed il giorno non è lungo abbastanza.
(Basho)
Volare fino a esaurire ogni goccia di sé,
come l’allodola che canta tutto il giorno,
e non serba mai nulla nel ricordo.
Il giorno non è mai abbastanza lungo,
ma chi non ha desideri lo rende infinito,
perché desiderare è attendere il futuro,
è fuggire via dal presente nel tempo.
Se ti aggrappi allo scorrere delle cose
osservi con angoscia il loro finire,
vedi i tuoi progetti svanire nel nulla.
Il non-desiderio rende eterno il momento,
tutto allora è completo, colmo di sé
e tu sei pago di quello che c’è nell’istante.
La sera giunge prima che te ne accorga,
la notte ti avvolge senza annunciarsi,
ma se hai cantato tutto il giorno,
se hai riempito di suoni il tuo mondo,
se lo hai fatto rimanendo nell’adesso,
sei pronto ogni momento per ciò che sarà.
Vivere di progetti è vivere nel ‘dopo’,
è dipendere da uno scopo e dal risultato.
Vivere nell’ora è assaporare la libertà,
è volteggiare leggeri come l’allodola.
Certo la vita avrà sempre i suoi intenti,
l’esistenza è progettare e abitare il mondo.
Ma non servono piani per il nostro essere,
il nostro nucleo interiore non vive nel tempo,
è il luogo di una essenza che non muta.
Per l’allodola il giorno è sempre breve,
ma per lei il tempo non è una realtà,
non vede la sera stendere il suo manto,
non si cura dell’approssimarsi del buio.
Ogni cosa ha la sua fine, ma lei non lo sa,
non vive il tempo né può pensarlo.
Essere e non essere nel mondo è la sfida.
Essere e non essere nel tempo è la chiave.
Solo l’uomo può vivere questa duplicità.
Cercare un equilibrio sul filo del paradosso
non è impossibile per chi è quel paradosso.
L’allodola non sa di vivere, non sa di cantare
e perciò non porta alcuna pena con sé.
Noi viviamo sempre sospesi tra due mondi,
cantiamo la canzone della nostra esistenza,
ma sappiamo che tutto passa e se ne va.
Non sempre riusciamo a ricordare chi siamo,
dimentichiamo il nostro centro interiore
e la coscienza del tempo ci travolge.
Allora una pena segreta affiora in noi,
lottiamo contro il tempo che fugge
nel vano tentativo di trattenere l’attimo.
Voliamo incerti nel turbine dei desideri.
Cerchiamo un’eco per il nostro canto.
Ma il giorno non è lungo abbastanza.
22 maggio 2024