Filosofia oltre il Confine

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175 I Misteri di Orfeo e Dioniso

Il Mistero greco viveva negli spiriti di Orfeo e Dioniso.
Dalla Tracia Orfeo portava la forza della musica,
arte psicagogica suprema, dono della divina Calliope.
In essa dimorava la magia che lo faceva maestro:
il canto della poesia e la forza soggiogante dei suoni
potevano avvincere nell’incantesimo uomini e animali
e condurre alla pace le inquiete anime dei trapassati.
Orfeo conoscitore delle oscure dimensioni degli inferi
insegnava la diversità tra l’anima immortale e il corpo,
lo iato tra il divino pneuma e la sua prigione carnale.
Con i Misteri orfici nasceva un mito della salvezza:
la ricerca della superna dimensione dell’immortale
era compito dell’uomo che riconoscendosi anima
si preparava al transito nei regni dell’oltretomba.
Trasformare la forza selvaggia delle pulsioni ferine,
rifuggire dal corpo incatenato alla ruota dei desideri,
superare la materia con una vita misurata e ascetica,
partecipare ai rituali e conformarsi all’orphìkos bìos:
ecco la via di liberazione dischiusa da Orfeo.
Con lui nasceva in Grecia una religione misterica
basata sulla purificazione e sulla contemplazione,
un cammino sapienziale legato a una pratica di vita
che avrebbe affascinato Pitagora, Platone e Plotino.

Dalla Tracia Dioniso portava la potenza della natura,
la corrente vitale che percorre tutto l’universo.
Dioniso era il dio ancestrale della vegetazione,
la divinità del caos, dell’ebbrezza e dell’estasi.
Con quel “dio notturno” enigmatico e multiforme
la vita si celebrava nel suo furore libero e selvaggio
infrangendo ogni legame, ogni regola e convenzione.
Nei riti dionisiaci l’uomo si scioglieva dai lacci dell’identità,
attraversava la follia per tornare a quel luogo originario
dove bene e male perdono i loro confini e si fanno uno.
Vivere pienamente la forza delle pulsioni animali,
accettare le passioni del corpo liberando il desiderio,
accogliere il mondo e fluire con la sua potenza smisurata,
partecipare ai culti orgiastici per trascendere l’umano:
ecco la via di liberazione che Dioniso apriva agli uomini.
Con lui nasceva in Grecia una nuova religione dei Misteri
basata sull’eccesso e sulla totale liberazione dei sensi,
una sapienza legata a pratiche mistiche ed estatiche
che avrebbe affascinato nei secoli tanti spiriti ribelli.

Noi umani siamo sempre alla ricerca del Mistero.
Cerchiamo nelle cose un significato che le oltrepassi
e ci porti ad afferrare il loro senso più profondo.
Gli spiriti di Orfeo e Dioniso vivono ancora in noi,
svelano il Mistero dell’armonia e della disarmonia.
Orfeo ci insegna l’incanto della musica e dei suoni
che riflettono la bellezza e la perfezione dell’anima.
Quando siamo in sintonia con la nostra essenza
un sentire superiore si risveglia e ci guida nella vita.
Allora non dimentichiamo mai di essere spiriti eterni,
sappiamo di avere un destino oltre la materialità,
cerchiamo la concordia, la misura e l’equilibrio.
Dioniso ci insegna la ricerca dell’unione mistica
da realizzare abbracciando la forza vitale del cosmo.
Ci chiede però di accettare le contraddizioni del vivente,
la disarmonia fra anima e corpo, fra uomo e mondo.
L’euforia e l’ebbrezza dei sensi sono il primo passo
di un cammino che conduce all’unione con il Tutto.
Noi umani siamo ora con Orfeo ora con Dioniso,
vestiamo le loro maschere, ne viviamo lo spirito,
riconosciamo in essi la nostra essenziale duplicità.
Pur essendo prospettive profondamente diverse
le due vie spirituali condividono la stessa meta:
il superamento dei limiti della condizione umana,
l’apertura a una vita superiore oltre la corporeità.
Orfeo e Dioniso ci ricordano la ricerca del Mistero
quando smarriti nel mondo l’abbiamo dimenticato,
con una musica armoniosa, con una danza sfrenata,
con la contemplazione, con il rapimento estatico.
20 maggio 2024

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