
171 La vita non si può raccontare
Dal Tao-Te-Ching di Lao Tzu:
Il Tao di cui si può parlare non è l’eterno Tao,
il nome che si può pronunciare non è l’eterno nome
Nel famoso incipit del Tao Te Ching
troviamo il paradosso di ogni verità,
la contraddizione di ogni ricercatore:
se la vita scorre libera nel momento
come rinchiuderla dentro le parole
che sono rigide e approssimative?
Vogliamo comunicare un’esperienza
per renderne partecipi gli altri,
ma alla fine ci dobbiamo arrendere:
la verità non si può catturare
né esprimere nel linguaggio umano,
perché non è idea, concetto o ragione,
non immagine, calcolo o definizione.
La verità è uno stato dell’essere,
qualcosa che può essere vissuto,
non però raccontato e trasmesso.
È ciò che accade per ogni esperienza
che vogliamo comunicare:
La vista sublime del cielo stellato
La profondità di un sentimento
Il mistero di una creazione artistica
Il colore delicato di un filo d’erba
Il volo maestoso di un pellicano
Il profumo intenso di un gelsomino
Il sapore di una memoria cara
Il calore di un’antica amicizia…
Non c’è limite ultimo per il possibile,
i colori del mondo sono infiniti,
le esperienze uniche e irripetibili.
Il pensiero logico e meccanico
non riesce a contenere la vita
che è sempre aperta, libera e folle.
L’ossessione di dare un significato
è la malattia della mente immatura.
Qual è il significato del cielo stellato?
Qual è il significato di un gelsomino?
Se cerchiamo di dare una risposta
il tentativo cade inane su se stesso.
Vivere il rapporto con una cosa
è già tutto il suo significato,
è sentire di quell’unicità l’essenza,
la bellezza e il mistero che racchiude.
Noi stessi in fondo siamo un mistero:
come spiegare la nostra esistenza?
Quale ragione può dimostrarla?
Quale parola può dire il significato?
Quale libro può darci la risposta?
Leggiamo il Tao-Te-Ching di Lao Tzu
e capiamo che qui le parole
mostrano il loro ultimo limite,
oltre quelle c’è solo il silenzio.
Un silenzio gravido di esperienze,
un vuoto interiore vivo e palpitante,
un ineffabile stato dell’essere:
questo è il canto del Realizzato,
voce senza parola e senza suono,
gesto che indica, suggerisce e invita.
26 aprile 2024