
169 L’abbraccio magnetico
Quando la particella comincia a ruotare
con il suo moto rapido e vorticoso
anche la gemella lontana nello spazio
inizia subito l’identico movimento.
I due corpuscoli danzano insieme,
come riflessi in uno specchio,
vivono una misteriosa sincronicità
che li unisce in un magnetico abbraccio.
Conosciamo da tempo il fenomeno
degli elettroni che una volta separati
e allontanati a enorme distanza
restano ancora in intima connessione
muovendosi alla medesima velocità,
con uguali polarità, spin e direzione.
Chissà se quelle particelle sono due
e comunicano oltre lo spazio e il tempo
o se è uno stesso elettrone che appare
simultaneamente in luoghi diversi.
La Fisica quantistica studia eventi
che sfidano le leggi della logica.
La realtà dell’infinitamente piccolo
è un campo di fenomeni paradossali
che aprono gli scenari più sconcertanti
e arrivano a interrogare noi umani.
Troviamo già nelle grandi Sapienze
l’analogia tra micro e macrocosmo:
“Come in alto così in basso,
come in basso così in alto”
sentenziano antiche filosofie.
Le leggi di risonanza e sincronicità,
i principi del ritmo e del mutamento,
i legami di attrazione e opposizione
governano ogni evento e luogo
nella grande danza dell’universo.
Anche noi siamo parte di quel mondo
dove tutto è sempre interconnesso
e nella sincronia delle relazioni
cerchiamo il magnetico abbraccio.
Come gli elettroni ci muoviamo
creando flussi e campi di energia,
costruendo legami e simpatie.
È destino di ogni essere umano
oscillare tra unione e separazione
lottando, cadendo e rinascendo
per ritrovare la vitalità e lo slancio.
Come quegli atomi microscopici
che si combinano in infinite forme
anche noi entriamo in risonanza
creando infiniti mondi di senso,
attraverso l’amore e l’amicizia
con il pensiero, l’azione e la parola.
Lì c’è tutta l’esperienza dell’umano:
nello sguardo la sintonia con l’altro,
nei sentimenti il gioco dei contrasti,
negli istinti l’attrazione e l’energia,
nel gesto la creazione e la cura,
nella coscienza la qualità dell’essere.
Siamo sempre alla ricerca dell’unità
in ogni esperienza del nostro vivere.
Quando il sentire travalica i limiti dell’io
e riconduce il frammento dissonante
allo stato di completezza e armonia
il cammino dell’uomo è compiuto.
Ciò che nel mondo fisico era meccanico,
movimento automatico privo di coscienza,
nel mondo umano diviene atto volontario,
desiderio, progetto e scelta consapevole.
Allora la nostra coscienza si espande
e viviamo nell’unità con tutto l’esistente.
In quel momento siamo l’anima dell’universo
che si ricorda e si risveglia a se stessa.
22 aprile 2024