Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


168 Il fiore di azalea

Oggi nel prato è fiorita l’azalea
con colori che spiccano sul verde
a rinnovare il miracolo della vita.
Guardo i cespugli di porpora e rosa
dove un’intelligenza misteriosa lavora
a creare nuove combinazioni e armonie.
Mi avvicino a un fiore e osservo intento
con lo sguardo dell’occhio interiore
che penetra oltre le forme apparenti
e con il potere dell’immaginazione
si trasforma in conoscenza intuitiva.
Inizia un viaggio tra realtà e sogno:
entro nel cuore del fiore di azalea
finché colore e forma scompaiono
e mi trovo gettato in un microcosmo
che mi porta ai confini dell’essere,
nei recessi più intimi della materia.
Il viaggio nell’infinitamente piccolo
procede veloce e sembra senza fine,
nella vertigine di quell’abisso
appaiono scenari inconcepibili,
un gioco di forze, materia ed energia
che si fa sempre più rapido e intenso,
finché tutto il conosciuto scompare,
tutte le forme e i confini si dissolvono.
E scopro che al fondo del vivente
si trova solo un puro spazio vuoto.
Al di là di molecole e atomi c’è il nulla,
non movimento, non forme, non colori,
non realtà definibili e comparabili
che esistono solo sulla superficie.
Il nulla è il fondamento del tutto.
L’essere è come un fiume perenne
che scorre fra le rive del non essere.
Ma quel nulla che sembra un vuoto
è una realtà palpitante e possente,
è una forza eternamente in atto,
una sorgente creativa inesauribile.
Non è il niente come mancanza,
è semplicemente un “non qualcosa”,
l’insondabile essere senza forma
che trascende ogni limitazione,
non definibile e non oggettivabile,
al di là di spazio, tempo e condizione.

Dunque il fiore di azalea è vuoto
come ogni esistente nell’universo,
vuoto di materia e pieno di vita.
A livello esteriore è quella singolarità,
unica, individuale e irripetibile,
nel profondo non è separato da niente,
è fatto della sostanza di ogni cosa.
Nel divenire è se stesso e non “altro”,
nell’essere è tutto ciò che esiste.
La sua natura interiore è spazio immobile,
la sua manifestazione è vita pulsante.
Le sue radici sono il senza forma,
la sua fioritura una festa di colori.
Essere e divenire non sono opposti,
sono misteriosamente legati fra loro,
un’unica realtà che appare in due modi
a seconda dello sguardo che la esplora.

Torno indietro al fiore di azalea
alla sua forma e ai suoi colori,
ne apprezzo l’incanto e l’armonia.
Ora so quale mistero racchiude,
un infinito è nascosto in quei petali.
Ho alla fine imparato come guardare
la realtà vivente che mi circonda
con occhi aperti e sempre diversi,
per amare ciò che mi si presenta,
nel suo essere e nel suo divenire.
Oggi ho capito il fiorire dell’azalea,
ho visto la sua essenza immortale.
E mentre guardo la corolla purpurea
che delicata fa capolino tra le foglie
sento che lo sguardo è ricambiato,
so che anche il fiore mi sta guardando.
17 aprile 2024

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