Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


163 Nell’altro vedi sempre te stesso

Il nostro io cerca di ricomporsi in unità,
ma rimane sempre diviso e frammentato.
Contraddizioni e conflitti ci attraversano,
impulsi e desideri turbano la nostra pace
in un’interna battaglia senza requie.
E se non sappiamo vedere questo fatto,
se non ne assumiamo la responsabilità,
se non portiamo alla luce i conflitti nascosti
riconoscendoli come una parte di noi,
i problemi restano irrisolti e proliferano.
Da qui il bisogno di incontrare gli altri,
il desiderio di intrecciare relazioni nel mondo
per superare la frustrazione e la solitudine,
per cercare sostegno a un vivere gramo
che non è mai un cammino di crescita,
non la vita che un uomo può desiderare.
Si apre allora una delle sfide più grandi:
la relazione con gli altri esseri umani,
formidabile specchio dell’interiorità,
esperienza che mette in gioco le energie
e l’intelligenza profonda della persona.
Qui può cominciare un lavoro su di sé,
ma solo se si accetta il confronto
ed è questo il primo difficile passo.
Il rapporto con l’altro è sempre arduo,
ci mette di fronte al nostro io reale,
spesso in modo crudo e impietoso.
Due realtà umane si incontrano
con il proprio carico di problemi,
si scrutano alla ricerca di una risposta,
un segno che possa indicare la via
per fare luce sull’enigma del vivere.
Nella relazione cerchiamo una conferma,
quella di essere individui perfetti,
uomini assennati e dotati di tutte le virtù.
Ma ben presto emerge un’altra realtà:
negli urti delle differenze individuali,
negli attriti e nei meccanismi di potere,
posti di fronte al nostro io reale,
la nostra falsa immagine viene abbattuta,
i conflitti e i problemi irrisolti si attivano,
noi giudichiamo sbagliata la relazione
e cominciamo i lamenti e le recriminazioni.
Questo è per tutti un momento cruciale:
di fronte alla crisi del nostro io illusorio
possiamo sentirci vittime e incolpare l’altro
o desistere e ritirarci nell’isolamento,
ma tutte queste risposte sono una fuga,
una rinuncia a trovare la propria verità.
Se invece non ci rifugiamo nell’illusione
e accettiamo di vedere ciò che siamo,
nello scambio di una relazione autentica
la nostra crescita interiore fiorisce,
il nostro io comincia a ricomporre l’unità.
La relazione ci ha mostrato le paure,
i blocchi psicologici che vanno osservati
e portati alla luce della consapevolezza.
Sono le relazioni l’origine dei nostri conflitti,
lì nasce la paura di affrontare il mondo.
Usciti dall’ingenua unità dell’infanzia
incontriamo la complessità del vivere
e il dramma dell’esistere come umani
con l’angoscia che sempre ci accompagna.
Ma è sempre nelle relazioni il rimedio,
perché negli altri vediamo noi stessi,
nel confronto possiamo crescere
e arrivare alla radice dei nostri problemi.
Osservando i desideri e le emozioni
e il gioco di impulsi, idee e memorie
portiamo alla luce i nostri moti interiori
e arriviamo a comprenderli e ad accettarli.
Accettarsi è compiere un’alchimia,
è trasmutare e raffinare i sentimenti,
è governare le energie dissonanti,
è trasformare il caos interiore in cosmo.
Solo così può nascere un nuovo io,
un essere umano giusto ed equilibrato,
felice di vivere e libero di amare.
Solo l’uomo che conosce se stesso
e ha esplorato i propri abissi
può conoscere e vivere nella pace.
1 aprile 2024

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