Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


162 Il frutto proibito

-Come si chiama questo frutto che mi offri, Eva?
-Non so il suo nome né conosco il suo sapore, ma sono curiosa, voglio provare ad assaggiarlo…
-No, un momento, lo riconosco, è il frutto dell’albero proibito, abbiamo avuto da Dio l’assoluto divieto di avvicinarlo! Cosa ti ha spinto a fare una simile sciocchezza?
-È stato quel serpente attorcigliato al ramo che si intravede laggiù, nascosto tra le foglie. Mi ha parlato e con le sue parole persuasive mi ha convinto.
-Ti ha rapito con discorsi sinuosi come le sue spire, dovevi stare più attenta! Non possiamo trasgredire i comandi divini, altrimenti un castigo terribile ricadrà sulle nostre teste!
-Non vivere nella paura, Adamo. So che tu sei ligio ai doveri e rispetti gli ordini del Divino, ma io mi sento animata da uno spirito diverso, una smania mi percorre, un desiderio brucia in me…
-Il desiderio di mangiare quel frutto vietato? È così importante per te?
-Non è il frutto che mi interessa, voglio spingermi oltre un limite, voglio vedere cosa accade se faccio un gesto che si oppone alla volontà dell’Altissimo.
-No, tu sei pazza, non mi farò trascinare in questo errore! Segui i miei consigli e lascia stare quel viscido serpente, cerca di usare bene il tuo giudizio.
-È quello che sto facendo ora, Adamo. Ascolta. Noi sappiamo di essere stati creati quando l’universo era già popolato di piante e animali. Ma mi dici perché siamo arrivati per ultimi?
-Perché tra tutti gli esseri viventi siamo il punto più alto della Creazione. Siamo gli ultimi arrivati perché dotati di maggiori perfezioni e più simili a Dio. E per questo noi non dobbiamo fare un torto a Colui che ci ha creato…
-Caro Adamo, l’ultimo essere comparso sulla scena del mondo, a guardare bene, sono io. Sono nata da una tua costola e quindi sono a te legata per sempre in quanto umana. Ma essendo l’ultimo essere della Creazione, seguendo il tuo ragionamento, io sono dunque dotata di qualche perfezione in più. E credo che una perfezione maggiore sia proprio questo mio animo che desidera esplorare ciò che è sconosciuto, anche se è proibito, anzi forse proprio per questo…
-Ascolta Eva, nel Grande Giardino ci sono milioni di alberi dalle forme stupende, con fiori e frutti meravigliosi. Perché andare a cercare altro e violare le regole? Che bisogno c’è di finire nei guai? Essere obbedienti è ciò che ci è stato insegnato, non è difficile ed è la cosa migliore che possiamo fare.
-Guarda cosa fa il Padre Creatore: dispone e agisce senza che nessuno possa ostacolare il suo volere. Se è vero che ci ha creati a sua immagine, non dobbiamo anche noi seguire il suo esempio e decidere noi stessi per le nostre azioni?
-Che strane idee sono queste? Non capisco dove vuoi arrivare…
-Devi sapere che il serpente mi ha sussurrato una cosa che non sapevo, mi ha detto che c’è una cosa che si chiama libertà. È la capacità di agire secondo la propria volontà e il sentire del cuore…
-È un discorso che non comprendo del tutto, ma mi sento turbato e al tempo stesso intrigato da quella nuova parola, libertà. Mi attrae, ma mi dà l’idea di un salto nel vuoto, nell’ignoto…
-In effetti lo è, Adamo, vuoi farlo insieme a me? Vuoi provare a essere te stesso come lo voglio anch’io?
-Essere me stesso… Pensavo di essere già ciò che sono, il nostro Dio lo aveva per sempre stabilito creandoci. Ma ora in me nasce un dubbio…
-Il serpente mi ha detto anche che la libertà dà la conoscenza del Bene e Male…
-Bene? Male? Cosa significano queste parole?
-Con bene e male penso si intenda ciò che è giusto o non giusto fare, ciò che ti reca danno oppure no…
-Ecco, l’hai detto, il male è proprio questo: non fare quello che Dio ci ordina, non rispettare il volere di chi ci ha creato.
-Io penso invece che il male sia fare ciò che non rispetta la nostra natura, il nostro sentire e quindi la nostra volontà. Bene e invece agire in quella libertà che ci rende degni figli del Creatore…
-Vuoi dire che anche noi, nel nostro piccolo, possiamo essere dei creatori?
-Sì, creatori della nostra vita, scegliendo ciò che riteniamo giusto e importante, senza vivere nella paura e nell’obbedienza piatta che ne consegue. Ecco allora, con questo morso al frutto proibito decido di essere me stessa! E non importa se sarò punita, l’ho fatto con cuore puro e in piena libertà! Adamo, questo gesto mi dà un brivido che prima non conoscevo, la sensazione di togliere un peso dal cuore e un’ombra che gravava su una vita troppo dorata!
-Mi sembra una follia Eva, ma qualcosa risuona in me, non riesco a trattenere un impulso, sento una forza irrefrenabile che mi spinge a… Dammi questo frutto… Ecco, è fatta! Ora il tuo destino sarà anche il mio. Se è vero che siamo fatti della stessa sostanza dobbiamo condividere tutto ciò che è e sarà.
-Adamo, ora anche io provo un po’ di paura, ma sento di avere fatto un passo importante. Sono pronta, anche grazie alle tue parole, ad affrontare tutte le conseguenze che Dio per noi vorrà.
-Saremo cacciati dal Giardino? E poi dove andremo? Cosa faremo? Chi saremo?
-Il mondo del Creato è così vasto! Ce la caveremo in qualche modo, decideremo noi chi vorremo essere, cercheremo di imparare da soli cosa sono il bene e il male…
-Vivremo in libertà Eva, ma rispetteremo comunque il nostro Dio e cercheremo di essere degni di Lui.
-Certo, ma chissà che non sia stato il nostro stesso Creatore a tessere i fili di tutto ciò che è accaduto…
-Già, mi chiedo se anche quel serpente non sia parte del gioco, di un gioco divino… D’altra parte, chi lo ha creato se non l’Altissimo? Come mai è comparso lì e ci ha suggerito cose che noi non saremmo mai stati capaci di pensare? Non può essere che questa fosse proprio la volontà del nostro Dio, che Egli volesse spingerci a conquistare la nostra libertà?
-Vedo che anche in te, Adamo, si agita uno spirito nuovo. Le tue domande sono la prova che ora sei finalmente capace di essere te stesso. Lo vedi? E una sensazione bella, ineguagliabile, che vale ogni prezzo e ogni sacrificio.
-Allora vieni Eva, prepariamoci ad affrontare con coraggio tutto quello che sarà per noi. Da esseri umani, come Dio ci ha creati…
-….
-Ok, arrivati a questo punto, come possiamo concludere la scena?
-Per me si può concludere anche così, non mi vengono altre idee.
-Allora cosa dici del canovaccio, si può proporre alla prossima recita?
-Ho qualche timore, qualcuno ci criticherà, diranno che è un’interpretazione troppo libera della Genesi…
-Be’, se è vero che anche noi siamo discendenti di Adamo ed Eva, allora ne condividiamo lo spirito di libertà, abbiamo la stessa voglia di esplorare e rischiare…
-Hai ragione, di cosa dobbiamo avere paura? Di essere cacciati dal Giardino dell’Eden? Al massimo rischiamo di essere cacciati dal teatro del quartiere. In questo caso ce ne andremo altrove, io e te…
-…e il serpente!
29 marzo 2024

Home Articoli