Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


155 Eros Messaggero d’amore

Fu nella notte di festa per Afrodite,
divinità di sublime bellezza e incanto,
mentre gli dei ne celebravano la nascita,
che avvenne quel fatto straordinario.
Lì fu concepito Eros, il grande demone,
sempre votato alla ricerca del Bello,
messaggero ai mortali di quell’Amore
che è fonte di gioia e piacere e tormento.
Fu l’ebbrezza dei sensi di Poros e Penia,
fu l’intima unione di Ingegno e Povertà
nel più stridente connubio di opposti
a dare la nascita a quell’essere demonico
che vive a metà tra gli uomini e gli dei.
Era nel suo destino un compito gravoso:
portare nel mondo degli uomini Amore,
la terribile potenza che tutto travolge
con l’impeto della sua forza irresistibile.

Platone ce lo descrive nel Convito:
Eros è il mago, il grande incantatore,
è il desiderio e la potenza dei sensi,
è la cieca passione nella sua follia,
è l’onda che sconvolge l’esistenza
e in un attimo può trascinare al delirio,
oppure innalzare alla più alta estasi,
a un picco che solo l’umano conosce.
Amore da sempre cantato dagli uomini,
da tutti desiderato e così tanto temuto,
porta le sembianze di miseria e ingegno,
in una perenne irrimediabile contraddizione.
Amore è desiderio di ciò che manca,
è dunque sempre spoglio e bisognoso
e vive girovago in un’eterna indigenza.
Ma è anche ricco di risorse e inventiva,
è coraggioso e audace oltre ogni limite,
sa creare situazioni e inventare trappole
e ama travestirsi di molte maschere
per ordire tranelli da abile cacciatore.
Eros vive sul confine tra due mondi,
non è del tutto umano né divino,
ma con l’ambiguità della sua doppia natura
fa da mediatore tra gli dei e gli uomini,
colmando la distanza fra la terra e il cielo.
E nulla e nessuno potrà mai sconfiggerlo,
perché è nella sua essenza demonica
la capacità di morire e rinascere infinite volte,
sempre nuovo e antico a un tempo.
Nessuno può sfuggire al fascino di Amore
e chi non ha giocato con i suoi mille volti,
chi non ha gioito e sofferto i suoi incantesimi
nulla può conoscere di ciò che è il mondo
e di ciò che conta nella vita di un mortale.
Un’esistenza senza il desiderio della bellezza,
senza l’amore che di essa si inebria e si nutre,
è una pallida ombra di ciò che è l’umano.
Perché dall’ammirazione per le cose belle,
sotto la spinta dell’irrefrenabile forza di Eros,
volti alla ricerca di una Bellezza superiore,
i mortali possono salire i gradini della scala
che porta alla conquista della Conoscenza,
a rendere la vita la più grande avventura.

Platone ci racconta di Eros che si fa filosofo
alla ricerca del Bello e della Sapienza
e ci dona un importante insegnamento:
non si dà comprensione della Verità
se non attraverso la forza di Amore,
perché solo l’amore per la Bellezza
ha la capacità di illuminare il Logos.
Eros portò il gioco e la luce nel mondo.
Nulla sarebbe bastato a rendere la vita
così gloriosa e degna di essere vissuta.
Tra le sponde di Sapienza e Amore,
là dove Eros celebra il suo trionfo,
noi viviamo il tempo dei mortali,
anche noi combattuti tra due mondi.
Come Eros moriamo e rinasciamo.
Lì scriviamo tutto il nostro destino.
4 marzo 2024

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