Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


147 Il colle dell’infinito

Nelle limpide notti saliva su quel colle
dove l’immensità si apre allo sguardo
e muto ammirava miriadi di stelle
punteggiare tremolanti il firmamento.
Sospeso in un silenzio profondo,
di là dei suoni e delle luci del borgo,
osservava gli immensi spazi neri
mentre indecifrabili parole dal nulla
tracciavano segni nella sua anima.
E come goccia si scioglieva nel tutto,
perduto in quella vastità senza nome
dove l’incontaminato essere si rivela
oltre i limiti di ogni umano intendere.
Era un dolce naufragare nell’infinito
che non conosce causa e fine
e non pretende ragioni o scopi,
interminato spazio senza origine
dove tutto e ogni cosa nasce e vive
in un eterno peregrinare nella luce.
Là il Poeta aveva trovato l’eden perduto,
dove ebbe i suoi natali il primo uomo.
In quel luogo c’è solo innocenza
perché bene e male non si conoscono,
non giudizio o pensiero che divide,
solo pura coscienza di ciò che è.
Il pensiero errava in sovrumani silenzi
oltre la siepe e il colle dell’infinito,
poi lo sguardo diventava più acuto
e contemplava l’ultimo orizzonte
nella quiete, tra lo stormir di fronde.
Una visione oltre lo spazio e il tempo
che è presenza del tutto in ogni cosa,
consapevolezza che tutto abbraccia,
coscienza che frange i limiti del sé.
4 gennaio 2024

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