
16 Paradossi
È un paradosso che si parli di paradossi
perché il paradosso è la più grande sfida alla logica,
una contraddizione che nessuno può spiegare né accettare
ma che si pone di fronte a noi come un fatto irrefutabile
sconvolgendo le vecchie geometrie del pensiero…
Para-doxa ovvero andare contro il conosciuto
per frequentare nuovi territori del linguaggio
dove spuntano sorprendenti e arditi racconti del mondo,
perché la realtà non può essere contenuta in nessun sillogismo.
Ciò che vìola e scuote la logica dell’animale ragionante
non si oppone alla vita bensì la afferma ad un livello più alto.
Nella visione panoramica tutto si fa più completo e chiaro,
i tasselli dell’enigmatica figura cominciano ad andare al loro posto
collegandosi secondo oscuri percorsi e irragionevoli ragioni.
Para-doxa. Quando non è via della banalità e dell’equivoco
può diventare ingresso nel recinto del sacro
dove non ci sono vane opinioni
né deliranti discussioni sul dettaglio
perché tutto è contenuto e ogni particolare corrisponde.
La corta visione vede sempre l’errore, la contraddizione
vive incessantemente nel giudizio, separando ragioni e torti
e perdendo l’intero per strada col suo procedere obliquo.
Ma improvvisamente un paradosso si presenta irridente
e obbliga ad vedere quella contraddizione
che continua a essere nonostante gli sforzi per negarla.
L’incoerenza si fa improvvisamente intrigante, seducente
e se c’è Il coraggio di seguirla nel suo impervio sentiero
si fa rivelazione del significato più nascosto delle cose…
-Arrivai primo ed ultimo!- proclamò l’unico concorrente in gara…
-Mai dovete credermi!- disse il Mentitore…
paradossi che sono solo giochi verbali,
ingegnosi equilibrismi del logos umano,
astuti espedienti per non muoversi in avanti
e continuare a girare in tondo…
I veri Paradossi si librano più in alto, oltre le parole ingannevoli,
là dove irrompe la vita con tutta la sua potenza dionisiaca
e ogni contraddizione è accettata come sorgente viva dell’essere…
Ed ecco allora:
il tempo inscritto nell’eternità dove nulla trascorre
e l’uomo come ente mortale radicato in quella eternità
e il mostrarsi delle cose nel loro celarsi
e il bene che solo nell’intreccio col male può risplendere
e la verità dei segni che insieme dicono e non dicono
e il dentro e il fuori che appaiono come un’unica direzione
e la freccia che raggiunge il bersaglio senza muoversi
e la vita e la morte che si abbracciano nel circolo degli eventi…
In una consapevolezza più ampia cadono i muri,
i confini sfumano e i colori si mescolano.
Il Vero appare solo fuori dalla gabbia di un logos
che ha perso la sua originaria vitalità
e ora stancamente ripete sé stesso.
29 giugno 2022