Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


13 I diritti del ragno

Ho dei diritti anch’io come ragno aggrappato qua sulla parete?
Perché la mia progenie comparve su questa Terra prima di voi
felice e indisturbata nella convivenza con gli altri esseri.
L’uomo, se ben ricordo, comparve solo il sesto Giorno.
Come ultimo ospite di questo mondo
si mostrò subito giovane e dinamico, intraprendente e sfrontato
ma segnato da immaturità e bramosia oltre ogni limite,
due cose che non possono stare insieme
se non come le facce di uno stesso egoismo cieco
che non appartiene alla logica del vivente,
foriero quindi di squilibri e guai per tutti e in ogni dove.
Tessendo paziente i miei fili io insegno, parlo così al mondo.
La mia tela è una rete che tutto avvolge, tutto collega,
con i suoi mille riflessi e la sua leggerezza impalpabile.
Ma devo anche dire…
In realtà con gli esseri umani non va sempre così.
Quando l’uomo impara ad avere senza possedere,
ad agire senza reclamare meriti,
a sentirsi parte della Grande Ruota dell’Esistenza
allora accade il miracolo, cioè la cosa più banale ed ovvia:
riconosce che ciò che esiste ha il diritto di esistere
per il semplice fatto che esiste
e capisce che quel diritto non è lui che può concederlo
a chi da sempre lo possiede.
Quindi come semplice ragno consapevole dei suoi diritti
continuo a tessere la mia tela.
È la mia saggezza pazientemente coltivata,
con grande cura ricamata
e con amore offerta al mondo.
23 giugno 2022

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