Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


14 Diversi

-Cosa vuol dire essere diversi?
-Vuol dire essere o avere quello che gli altri non sono o non hanno.
-Fammi un esempio per favore.
-Per esempio un modo di ragionare e di comportarsi o una qualità.
-Anche un aspetto esteriore?
-Certo, a volte anche quello può essere significativo.
-Ma qual è il valore della diversità?
-E’ nel fatto che tu stai mostrando agli altri quello che non hanno o non sono.
-Quindi noi dobbiamo ringraziare colui che è diverso perché ci sta mostrando qualcosa…
-Ci sta completando con quello che noi non abbiamo ma potremmo avere, con quello che noi non siamo ma potremmo essere.
-Manifesta quindi le nostre potenzialità…
-Sì, ci dice letteralmente quello di cui siamo mancanti o carenti, quello che non abbiamo neanche pensato di poter avere o essere.
-Quindi nell’altra persona noi possiamo vederci come in uno specchio.
-Sì, e non solo nelle persone, anche nelle cose, negli eventi, in ciò che accade. Lo specchio ci rimanda spesso la parte migliore di noi di cui non siamo consapevoli e che ancora è dormiente. E naturalmente devi essere tu innanzitutto capace di leggere la realtà e apprezzarla nella sua diversità e farla tua integrandola nel tuo essere.
-Quindi la diversità ci permette di conoscere meglio noi stessi…
-Noi siamo già portatori di un’infinità di diversità tutte da scoprire che poi sono la vera fonte della creatività. La differenza origina sempre interesse, curiosità e conoscenza.
-È vero, dove tutto è uniforme e piatto, nulla accade di interessante o piacevole…
-È una cosa così ovvia, ma pochi riescono a vederla con chiarezza e con semplicità.
-Ma se è così, perché allora la diversità è considerato un problema?
-Chiediti da chi è considerato un problema e vedrai immediatamente che colui che non vuole conoscere sé stesso subito condanna il diverso e in questo modo
condanna quella parte di sé che vuole venire alla luce e chiede di manifestarsi.
-Una bella contraddizione…
-L’essere umano è contraddittorio proprio perché è pieno di diversità che creano attriti e conflitti quando non si compongono in un’armonia superiore. La diversità, che è un fatto del tutto naturale e ovvio, nella realtà è ovunque, diventa un problema quando si associa all’idea di superiorità e inferiorità, allora diventa una micidiale fonte di dolore e di disprezzo, radice di conflitti che possono perpetuarsi per secoli attraverso le generazioni, avvelenando le società e creando un clima di lotta dove l’uomo-lupo può scatenarsi.
-È così difficile da capire?
-Un bambino lo sa immediatamente, perché ama la diversità e la varietà e si diverte un mondo a inseguire farfalle di ogni colore. Anche un adulto può capirlo se riesce a vedere la realtà ancora con gli occhi di quel piccolo.
-In effetti, mi viene da pensare: un abete è superiore ad una quercia? Una mela è superiore ad un’ arancia? Il numero 3 è superiore al numero 2 ed è inferiore al
numero 4?
-Su questo non c’è bisogno di complicate spiegazioni, se qualcuno vuol fare a meno del numero 3 o della quercia o dell’arancia faccia pure, ma dovrà rendersi conto di vivere in un mondo più impoverito, meno ricco di colori e sapori.
-Questa idea di superiorità è solo degli umani, mi sembra…
-Sì, nasce dalle loro ego e dalle loro paure e dalla necessità di definirsi per capire la propria identità, ma una identità che non si confronta con la diversità è qualcosa di povero e instabile. La differenza non deve spaventare perché ci spinge a completarci e mostrando nuove possibilità ci fa vedere quello che neppure noi sapevamo di noi stessi.
-E la Natura cosa dice a proposito?
-La Natura sa benissimo che nel Cosmo non esiste alcunché di superiore o inferiore se non in senso relativo e momentaneo, ma anche che una qualità può essere positiva e negativa a seconda delle situazioni, quindi non buona o cattiva in assoluto.
-Fammi anche qui un esempio per favore.
-L’albero possente dal grande fusto sembra superiore a quelle esili canne che noi vediamo muoversi al vento, flessibili e apparentemente indifese… Ma Il possente albero sarà il primo a schiantarsi quando arriverà la tempesta e il vento spazzerà la pianura. Invece i piccoli arbusti che si piegano al vento
sopravvivranno intatti…
-Ma allora, perché noi uomini ci facciamo ingannare dalle apparenze?
-L’uomo si fa ingannare dalle apparenze perché di solito vive di apparenze, il suo stesso io è solamente una costruzione, una realtà superficiale, un epifenomeno che per stare in piedi ed autoproclamarsi deve continuamente confrontarsi, paragonarsi e competere.
-…E da qui la condanna della diversità…
-Da qui quella maschera di paura e di oblio che l’umanità deve ancora scrollarsi di dosso.
-Dopo questo dialogo con te ho imparato cose che non sapevo o non pensavo di sapere e io stesso ora mi sento diverso. Penso di aver capito meglio il valore e il senso della diversità proprio incontrandola in questo confronto con te…
-È perché abbiamo accettato entrambi di entrare in relazione non malgrado, ma grazie alle nostre diversità. Tutti ne abbiamo guadagnato. Non è così difficile, ti pare?
28 giugno 2022

Home Articoli