
5 Chiarezza
Portare chiarezza dentro di te è il primo imperativo:
In quello che fai, in quello che sei,
in quello che senti, in quello che esprimi
reca sempre la luce della tua coscienza.
Agire senza consapevolezza vuol dire essere una macchina
e ciò che è meccanico deve sempre essere guidato,
non può agire secondo una propria volontà.
Comprata, venduta, usata, apprezzata o svilita,
il destino di una macchina è comunque di finire al ferrovecchio,
senza un rimpianto, uno sguardo o il suono di un ‘grazie’.
Portare chiarezza è vivere nella perspicuità:
osserva sempre la motivazione del tuo agire,
per renderti conto di quello che fai, di come ti muovi,
delle persone che hai intorno, dei tuoi giudizi,
delle conseguenze delle tue scelte
che riguardano sempre anche gli altri.
Devi sempre scovare il pensiero nascosto
che alimenta la motivazione e il gesto,
per capire quanto sei prevedibile e ripetitivo,
un cumulo di pregiudizi e di automatismi
al servizio di quella macchina che è il corpo-mente
nel movimento incessante e caotico delle emozioni.
È questo un grande insegnamento dell’Ethica:
portare chiarezza non vuol dire negare,
perché ciò che è respinto si rafforza e si nutre
proprio di quella energia che lo vorrebbe combattere.
Tutto nasce dalla luce riverberata in infinite forme.
È la luce la vera forza della trasformazione
che crea senza attrito l’alchimia della coscienza.
Con la pazienza del molatore di lenti,
nel silenzio meditativo di un’opera che deve compiersi,
nella trasparenza del cristallo che rifrange la luce in mille modi,
la motivazione compare limpida e spontanea
e ad essa l’azione segue senza macchia.
La coscienza consapevole di sé accoglie tutto
senza aggrapparsi a niente o chiedere nulla
e così rimane sveglia nella luce incontaminata.
21 luglio 2022