
21 Nessuna offesa
Nulla mi può toccare, nessuno mi può offendere
se non creo una distanza fra me e quel qualcuno.
Perché solo quando c’è una distanza che separa
ci sono colui che offende e colui che è offeso.
Nella non-distinzione il centro del mio essere
rimane sempre nella sua condizione originaria,
intatto e puro, indisturbato e silente.
Ogni offesa scivola via sulla superficie,
rimbalza su sé stessa e ritorna là dove si scagliò il dardo.
Chi crede davvero che ci sia un bersaglio colpevole
vive una sua personale allucinazione,
non ha capito che si può colpire solo sé stessi
creando una distanza illusoria tra carnefice e vittima,
nel crudele rito tribale dell’autoaffermazione.
Nulla ti può toccare, nessuno ti può offendere.
Se non partecipi al gioco della vittima,
se ti mantieni nel tuo centro imperturbato,
se sei capace di azione senza macchia,
se riesci a rimanere nell’unità del momento
allora c’è solo ciò che accade
al di là di torti o ragioni
dove tutti i conti tornano, alla fine,
sulla grande Bilancia della Memoria.
29 luglio 2022