
23 Il figliol prodigo
Perché al suo ritorno Il figliol prodigo fu perdonato?
Perché per lui si imbandì la tavola della più grande festa?
Perché fu abbracciato da suo padre nella più pura gioia?
Eppure aveva sperperato, dissipato e sprecato,
godendosi la vita senza pensare al domani e a nessuno.
Come la cicala aveva cantato oltre ogni cura per il dopo
e ora tornava nella vecchia casa dalla sua famiglia
alla quale non aveva più dedicato un pensiero.
E da qui la gelosia dei fratelli e le loro lamentele:
loro avevano lavorato e si erano sacrificati,
loro avevano curato i propri cari ed erano pieni di meriti…
Ma il padre vedeva qualcosa nell’anima del figlio ritornato.
Capiva che gli esseri umani sono tutti diversi
e ciascuno ha un compito e un destino:
essere uno degli infiniti modi della vita umana,
come lo sono le onde per il mare.
Percorrendo il mondo con animo intrepido e innocente
Il figlio aveva mostrato che l’esistenza
non deve essere per forza un fardello o una pena,
che può invece essere gioia, gioco e godimento
se la si affronta senza paura
e che pensare a sé stessi a volte può essere
la più grande forma di altruismo.
Chi ha imparato a vivere con leggerezza
è pronto a tornare nel mondo che aveva abbandonato.
ma con animo leggero e senza macchia.
Per lui ora nulla sarà più una sofferenza,
un cruccio o una fonte di frustrazione.
E nella sua indipendenza conquistata saprà aiutare
mostrando che la libertà è in quel passo
che ti allontana dagli altri per riavvicinarti a te stesso.
Perché solo in questo modo si cresce:
strappandosi dalla famiglia,
camminando controcorrente,
accettando i rischi del viaggio,
rinunciando alla protezione del nido,
destando scandalo nel pensare il diverso,
mettendosi alla prova per tornare trasformati…
“Ora conosco me stesso, ho capito i miei limiti,
ora so come affrontare il mondo…”
Come Siddharta che scavalcò la cinta del suo regno
per conoscere il mondo là fuori nella sua verità,
e vide poi l’ultima Realtà nella sua essenza
nel momento dell’illuminazione
divenendo il Buddha…
Ora Il figliol prodigo potrà tornare alle attività quotidiane,
alle gioie e ai dolori che tutti gli uomini conoscono.
Ma tutto ora sarà una meditazione, una preghiera,
ed egli saprà ripagare della fiducia accordata.
Il viaggio si è trasformato in una morte e rinascita,
è stato l’uscire dall’Eden per perdersi e ritrovarsi
in una nuova conquistata libertà
che solo chi ha attraversato il travaglio della separazione
può conoscere nella luce di una più alta consapevolezza.
26 luglio 2022