
27 Non sono il mio passato
-Si dice che ognuno di noi è la sua storia costruita nel passato…
-Se il passato è la mia storia e la mia storia è la mia identità,
poiché allora il passato è morto andato e finito
anche la mia storia si dissolve nel nulla e io sono libero…
-Però tu sei perlomeno una storia che si progetta nel futuro…
-Se il futuro è la storia che io devo ancora scrivere,
poiché il futuro non è ancora e mai sarà se non come idea,
anche il mio io futuro si dissolve nel nulla e io sono libero…
-Rimane comunque che tu sei una storia che si attua nel presente…
-Se il presente scivola via in un istante ed è sempre sfuggente,
poiché non posso mai dire di vivere in questo ‘adesso’ inafferrabile, allora anche il presente è nulla e non può catturarmi ed io sono libero…
-Ma se un io è libero da passato, presente e futuro che cos’è?
-Non è qualcosa di sostanziale, qualcosa che tu possa descrivere,
è solo un riflesso della coscienza nell’immaginazione e nella memoria, un gioco prospettico che, mentre proietta un sé illusorio,
costruisce anche il passato, il presente e il futuro
pur non vivendo in nessuno di questi tempi realmente.
-Quindi io sono pura coscienza che appare riflessa come fenomeno… La coscienza in sé vive quindi fuori dal tempo… nell’eterno?
-È libertà assoluta, il primo inizio di ogni cosa,
e in realtà non “vive”, perché questo implicherebbe il tempo,
ma semplicemente “è”, quindi eterna nel senso di non-temporalità…
-Ed è per questo che è indescrivibile…
-Solo i fenomeni che si danno nello spazio-tempo si possono definire, ciò che è senza forma invece non soggiace al cambiamento e non può avere una “storia” in quanto essa implica il tempo.
-Allora ciò significa che la coscienza non muta, non si trasforma,
quindi è da sempre e per sempre perfetta…
-…che è la definizione dell’essere o del divino, se preferisci.
-Ma perché allora il mondo appare così come è? Perché si è creato questo gioco illusorio? Qual è il senso di tutto ciò?
-Se la coscienza è libertà assoluta non ci può essere un perché,
né una causa, né un fine, altrimenti essa sarebbe condizionata.
Questo è il più grande mistero dell’universo,
la manifestazione di una libertà infinita e senza limiti
da cui tutto nasce e a cui tutto ritorna…almeno in apparenza
perché il gioco del divenire si mostra solo a ciò che è transeunte,
non certo all’assoluto che non conosce tempo.
-Quindi da questo ragionamento deriva che noi siamo liberi
in quanto manifestazione dell’essere che è libertà in essenza
e che il legame col tempo è solo nella memoria/immaginazione
e che riposiamo anche noi nell’eterno come il primo Principio…
-…in quanto siamo nient’altro che quello stesso Principio in manifestazione…
-È tutto così semplice?
-No, non è così semplice vivere nella libertà, non basta sapere… Vecchie abitudini ti ricacceranno indietro nella trappola della temporalità se non sarai capace di ricordare in ogni momento chi sei vivendo di conseguenza nella dimensione dell’eternità che è la sola, vera libertà concepibile.
-Quindi vivere il gioco di apparenze che si dipana nel tempo
sapendo che in esso non c’è altro che illusione… Maya.
-Sì, ma nella consapevolezza che ciò che rimane fuori dal tempo
non ha nulla dell’illusione, anzi è la vera, assoluta, unica, suprema realtà.
15 luglio 2022