Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


35 La tempesta

Nubi nere minacciose si addensano in lontananza
all’orizzonte sull’oceano dove ancora regna la calma.
Capita di non avvertire il brontolio di tuono che annuncia la tempesta
quando si è troppo distratti o intenti in qualcosa che ruba l’attenzione.
C’è una strana silenziosa quiete prima che la natura si scateni
con tutta la sua immensa forza, distruttrice e creatrice ad un tempo.
In quella terribile meravigliosa potenza si manifesta un monito,
l’epifania di una verità che noi uomini dobbiamo comprendere,
ricordando che siamo parte della natura, non al di sopra di essa,
e che l’illusione di dominarla può essere il più grande naufragio
per un’umanità infante animata dalla volontà di potenza…
Il veliero corre veloce incontro al suo destino
solcando le onde che montano rapide cambiando colore
sotto un cielo sempre più simile ad un girone infernale.
Ma l’uomo di vedetta è addormentato e distante.
Sotto coperta gli altri marinai vociano giocando a dadi
disputandosi rumorosamente l’ultima pinta di rum.
È appena scoppiata una rissa e già si viene alle mani
quando il grido di allarme si leva improvviso
e da ogni parte è il panico sotto l’urlo della tempesta.
Quando un tremendo pericolo si profila all’orizzonte
tutte le cose che prima sembravano così importanti
si rivelano per quelle sono: puerili sciocchezze
dietro le quali sprechiamo il tempo smaniando e litigando.
È la dura realtà a ricondurci sulla retta via dell’unione,
costringendoci a pensare e ad agire oltre la singolarità,
componendo le energie e le intelligenze in uno sforzo collettivo.
Prima del diluvio c’è sempre tempo per preparare un’arca.
Anche per i marinai ci sarà una possibilità di sopravvivenza
se saranno pronti ad aiutarsi e a sacrificarsi per il gruppo
dopo aver gettato i dadi e il ruhm nell’oceano.
È un’esperienza che si dà nella vita di ogni essere umano:
un problema, una profonda crisi, un pericolo incombente
possono essere una grande opportunità di trasformazione
per chi ha il coraggio di cambiare la propria visione di sé.
È ciò che accade a quei marinai di fronte alla tempesta:
la situazione li ha gettati nel presente, li ha riportati all’essenziale
rendendo più acuta la loro consapevolezza di essere un insieme,
perché non ci può essere egoismo quando è in ballo la vita.
Ora, di fronte al pericolo, il passato e il futuro sono sospesi,
le futilità e le beghe quotidiane sono volate via in un momento.
Gli animi degli uomini si saldano e un senso di unità li pervade.
Non è il tempo delle teorie, prevalgono l’azione e il legame di gruppo.
È chiaro che la salvezza di uno è la salvezza di tutti e viceversa.
L’umanità scopre quel sentimento di vicinanza e condivisione
che, se coltivato, rende il vivere più facile, più sicuro e bello.
È questa la lezione che appartiene ad ogni tempesta.
E noi, marinai su quel fragile vascello che è la nostra Terra,
dobbiamo imparare quello che la natura ci insegna,
navigando insieme, scrutando il cielo, soccorrendo nel pericolo,
superando la bufera per attendere di nuovo la calma sotto il cielo stellato.
14 agosto 2022

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