Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


39 Rimani nell’adesso

Non proiettare te stesso nel passato,
non proiettare te stesso nel futuro,
perché ciò che esiste è solo il presente.
Rimani nell’adesso e non spostare il tuo centro da qui,
perché la vita è sempre e solo in questo istante
e tu non puoi esistere in un altro momento o nell’altrove.
Non lanciarti in vane fantasie costruendo castelli in aria,
è un altro modo di fuggire da qui vivendo una tua immagine di sogno.
Non indulgere coltivando pensieri negativi e basse emozioni
per interpretare la parte della vittima in un mondo di carnefici.
Non proiettare te stesso sugli altri vedendo in essi quello che è tuo,
non rovesciare al di fuori i tuoi drammi costruendo false identità altrui
per poter accusare il prossimo di essere la causa dei tuoi problemi.
Ma non creare nemmeno un’immagine ideale degli altri e del mondo
negando il dolore, l’ingiustizia, l’errore e la sopraffazione, quando ci sono,
perché anche queste realtà fanno parte del gioco e vanno comprese.
La conoscenza di te stesso deve essere un cammino di verità
e la verità, come la realtà indubitabile dell’essere, è sempre qui ora.
Tutte le vie di meditazione indicano questo sentiero,
perché tu comprenda di essere il solo artefice del tuo destino.
Quando riesci a rimanere nel momento col flusso della vita
si aprono le porte del riconoscimento di chi sei veramente.
Meditare è tornare sempre di continuo nell’adesso,
nell’unica realtà al di là di fantasie, credenze e miti.
Ciò non significa che non ci siano più il ricordare e l’immaginare,
ma che passato e futuro sono vissuti in piena coscienza
come un riflettere o un progettare a partire sempre dal vivo presente.
Solo così c’è chiarezza rispetto al passato che torna alla memoria
e capacità di pensare un futuro che scivola veloce verso l’adesso.
Alla fine ciò che noi vediamo nel mondo è solo la nostra storia.
Vivendo in una certa epoca e in una cultura di cui assorbiamo i valori
non ci rendiamo conto di essere un “io” fatto di condizionamenti.
La nostra identità personale e sociale è un cumulo di esperienze
che diventano una trama costruita sull’intreccio di ciò che è stato e sarà,
un groviglio inestricabile di idee, pregiudizi, convincimenti e speranze
che abbiamo ereditato e che riproduciamo perlopiù inconsapevolmente.
Ma la parte più vera di noi è la coscienza che vive nel presente,
il consapevole senso di essere dal quale si dispiega ogni intelligenza.
Quella è la nostra essenza, legata al solo reale concreto esistere.
Lì dobbiamo rimanere se non vogliamo proiettarci in una realtà fittizia.
Lì dobbiamo tornare quando vogliamo sapere davvero chi siamo.
26 agosto 2022

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