
41 Panta rei
Fu per me chiaro in un lampo, seduto a meditare in silenzio
sulle rive del fiume Meandro: tutto scorre, niente sta fermo,
nulla permane tranne il cambiamento, come per quelle acque
che mescolavano forme e colori con il loro mormorio gentile.
Dunque nessuno può scendere due volte nello stesso fiume,
in un attimo ciò che era non è più, tutto muta e si confonde.
Ma così è anche nella vita, nelle cangianti acque del divenire
noi sempre scendiamo e non scendiamo, siamo e non siamo.
Il nuovo si affaccia e contende al vecchio la scena del mondo
in un’eterna lotta apparente che però cela una profonda verità.
Fu per me un’improvvisa rivelazione del fuoco di quel logos
che ci parla attraverso la natura e le cose e che è a tutti comune,
ma che bisogna sapere ascoltare rimanendo svegli e presenti.
Unico è il mondo per coloro che vivono desti nel logos,
tanti sono i mondi per coloro che agiscono come dormienti.
Bisogna seguire ciò che è comune per attingere al vero,
ma spiegarlo alla moltitudine è difficile, perché sono come sordi
coloro che pur avendo udito non hanno alcuna comprensione.
Le opinioni degli uomini sono trastulli di bimbi, riparo nel conosciuto.
Per trovare la verità devi seguire la scintilla del principio di fuoco,
essere disposto ad incontrare anche ciò che non ti aspetti.
Sapere molte cose non è di per sé intelligenza, è solo erudizione,
la vera saggezza è possedere nello sguardo il potere della fiamma,
quella del principio universale che come il fulmine governa ogni cosa.
Autentica sapienza è riconoscere l’intelligenza che governa il mondo,
evitando che le cose divine per incredulità possano sfuggirci,
perché ad ogni uomo è concesso conoscere sé stesso ed essere saggio.
Io ho indagato me stesso: questa è per me la via del sapiente.
La mia anima, prosciugata di ogni inutile pensiero e brama,
volta con animo saldo all’imperituro principio del logos,
col tempo e una lunga ricerca si è fatta più saggia e migliore.
Nel cammino di conoscenza a scoperta è seguita scoperta,
un disvelarsi del vero che richiede pazienza e discernimento.
Ora so che la natura ama nascondersi allo sguardo del distratto,
ma se l’intento è retto da incrollabile volontà, il premio è grande.
Allora si scoprono incredibili cose sotto il velo della realtà:
Polemos è il padre del divenire dove tutto è lotta incessante,
ma alla fine gli opposti si conciliano a un livello più profondo,
rivelando l’armonia nascosta, che vale più di quella che appare.
Il tempo è un fanciullo che gioca a dadi e muove le pedine
in un mondo dove il sole, come tutte le cose, è nuovo ogni giorno.
Ma soprattutto questo è il cuore del mio insegnamento: πάντα ῥεῖ,
a chi discende nello stesso fiume sopraggiungono acque sempre nuove.
Vorrei che anche tu ti fermassi almeno una volta sulla riva del mondo
a contemplare affascinato lo scorrere del tempo e delle cose,
vedendo l’unità là dove gli altri vedono solo contrastante molteplicità,
apprezzando l’armonia occulta che solo le fini intelligenze vedono,
approdando a quella sapienza che solo i saggi risvegliati possiedono.
29 agosto 2022