
36 L’uomo e la farfalla
Un grave dilemma si era presentato a Chuang-Tzu al risveglio.
Una strana situazione creava incertezza e spaesamento
e da essa affiorava una domanda mai incontrata prima.
Chuang-Tzu era un grande maestro della via del Tao,
conosciuto e rispettato da tutti nel suo paese
per la sua grande saggezza e le parole illuminate.
I suoi studenti erano dunque sorpresi e preoccupati
vedendo il maestro dibattersi tra i venti del dubbio.
Allora Chuang-Tzu raccontò di avere fatto un sogno durante la notte
in cui era una leggiadra farfalla che volava felice e spensierata.
Ma adesso, al risveglio, si trovava nella confusione e si chiedeva:
“Sono Chuang-Tzu che ha dormito e ha sognato di essere una farfalla
o sono una farfalla che dorme e sta segnando di essere Chuang-Tzu?”
I discepoli rimasero in silenzio, senza risposta, in profonda meditazione.
Era chiaro per loro che il maestro stava usando quella situazione
per porre la grande domanda che si presenta ad ogni serio ricercatore:
“Che cos’è la realtà? Che cos’è reale? Che cosa è non reale?”.
Perché sembra semplice e ovvio distinguere la realtà dal sogno
e stabilire un limite tra ciò che consideriamo reale e immaginario.
Ma in ognuno dei due stati si ha una vivida sensazione di realtà
e la certezza di essere in un mondo vero oltre ogni dubbio.
Non sappiamo altro rispetto a questo aneddoto e a ciò che seguì.
Non sappiamo se poi Chuang-Tzu disse qualcosa ai suoi discepoli
per sciogliere il dilemma o se il problema fu lasciato senza risposta.
Ma lungo le vie del Tao dove il gioco degli opposti è il principio di tutto
c’è una dimensione più profonda dove le differenze trovano una sintesi.
Nella grande Via che tutto comprende, il perenne movimento delle cose
rende sfumati i contorni e le differenze tra realtà e sogno.
Tutto si mescola, si confonde, si alterna in una trasformazione continua
fra veglia e sonno, vita e morte, realtà e immaginazione.
Ma c’è una verità che ogni ricercatore prima o poi viene a scoprire:
la coscienza dell’io sono” rimane uguale a sé stessa nel sonno e nella veglia.
Al di là delle forme e delle identità che assumiamo di volta in volta,
dietro questo incessante divenire metamorfico di tutte le cose,
la consapevolezza di essere rimane la costante eterna,
lo sfondo sul quale si svolge la scena di tutti i drammi e le gioie del mondo.
Al di là del fatto che noi siamo uomo o farfalla o altra realtà vivente,
ogni identità si rivela giusta, desiderabile e perfetta in sé stessa
perché unica è la matrice da cui ogni essere viene ad esistere.
E quindi che tu sia uomo o farfalla o nuvola o tulipano, che importa?
Puoi interpretare le identità che vuoi e divertirti perché esse sono tutte tue,
nate da quella coscienza che sta dietro tutte le maschere e forme del divenire,
che è principio creativo del cosmo. La tua ultima, vera realtà.
16 agosto 2022