Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


37 La luce e il prisma

Un raggio di luce tocca il prisma dividendosi in una miriade di colori.
Nessuno direbbe che la luce bianca, così semplice e uniforme,
possa contenere tanta incredibile varietà di sfumature.
Sembra un miracolo che dall’uno scaturiscano i molti,
ma è ciò che ci mostra l’esistenza nel suo manifestarsi,
una magica coincidenza degli opposti, di unità e molteplicità,
una varietà inesauribile di possibilità impensate e sempre nuove.
La luce si rifrange e gioca in una fantasmagoria di colori
rivelando l’inaspettato che si nascondeva allo sguardo
nello scrigno della sua più segreta essenza.
La stessa ricchezza appartiene al rifrangersi dell’unica Realtà.
Basta osservare il mondo in uno dei suoi innumerevoli aspetti
per scoprire la complessità del reale e la potenza dell’Uno,
l’infinita, stupefacente creatività che traspare in ogni cosa.
Un semplice sasso trovato per caso sulla riva del fiume
racchiude in sé tutta l’interminabile storia dell’universo.
Quel filo d’erba che si muove lieve nella brezza del mattino
è legato nel suo destino alla vita di tutti gli esseri sulla Terra.
Quel delfino che guizza felice tra le onde dell’oceano
ci racconta nel suo proprio linguaggio delle sue origini lontane.
Quella pioggia del mattino che purifica e nutre la terra
ci ricorda che la natura dona i suoi frutti in abbondanza.
E quell’uomo che sta vivendo una delle infinite possibilità
concesse agli umani nella loro esistenza terrena,
anch’egli deve ricordare di appartenere ad un’unica realtà:
l’umanità è come il raggio di luce bianca che contiene già tutto
e non può che manifestarsi in ogni possibile combinazione.
Nell’infinità dello spazio ci sarà un’infinità di tempo
per portare ad essere tutto ciò che può e deve rivelarsi,
come eternamente stabilito dalla sacra legge del Mutamento.
Ma nelle innumerevoli forme di vita che appaiono nel cosmo
quali variazioni melodiche di una grandiosa polifonia delle sfere
si sentirà sempre una semplice nota di base a far da bordone,
il suono primordiale da cui tutto scaturisce e che tutto sostiene.
La mente umana lavora anch’essa come un prisma,
perché frammenta la realtà e dà alle cose la loro definizione.
L’intelletto può conoscere il mondo solo dividendo l’uno nei molti,
distinguendo, confrontando e giudicando nei termini della molteplicità.
L’Intero non può vedersi se non diventando apparentemente
una realtà nello spazio/tempo fatta di parti, fenomeni ed eventi,
conosciuta attraverso i prismi delle coscienze individuali.
È questa la sua natura, questa è la legge eterna dell’essere
che crea incessantemente la diversità senza uscire dell’unità.
I soggetti umani non sono quindi altro che manifestazioni
di un unico Soggetto conoscente, eterno Primo raggio.
È l’Uno che vuole conoscersi e amarsi in ogni suo aspetto,
ma per farlo deve realizzarsi in un cosmo dei Molti,
come il raggio di luce che solo attraversando il prisma
può dispiegare tutte le sue potenzialità e la sua bellezza nascosta.
Nelle modulazioni della prima nota è già contenuta tutta la sinfonia.
Nelle modulazioni del Primo raggio è già contenuta tutta la vita dell’universo.
19 agosto 2022

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