
45 La catarsi
Ce lo insegna il grande Aristotele nella sua Poetica,
ce lo insegna la grande tragedia greca antica
che mette in scena tutti i drammi del mondo
in un gioco di maschere inquietanti e indecifrabili.
Quando lo spettatore è mosso a pietà e terrore
e partecipa con tutto sé stesso agli eventi narrati
qualcosa di nuovo e misterioso accade in lui.
Il Filosofo chiama Catarsi questo fenomeno:
i pensieri, le emozioni, i sentimenti si purificano
La persona si rigenera, rinasce a nuova vita.
È il sacro potere dell’arte che trasforma lo spettatore
sollevandolo al di sopra delle miserie rappresentate
con uno sguardo che, mentre contempla e comprende,
crea al tempo stesso una distanza e purifica l’anima.
Aristotele descrive la catarsi come il momento culminante
della più alta e mirabile forma d’arte che i Greci hanno creato.
La tragedia non è certo spettacolo pensato per allietare il pubblico,
è un rito collettivo di crescita, un’iniziazione ai misteri dell’esistenza,
dove vita e morte, dolore e colpa, scelta e destino si intrecciano
in un inestricabile groviglio di conflitti tra l’umano e il divino.
È questa la forza delle passioni che scavalcano l’intelletto
e permettono allo sguardo dell’intelligenza di spingersi più in là,
oltre il limite che indica il confine invalicabile del recinto del sacro.
Ma le passioni non devono restare oscure, rozze e scomposte,
devono affinarsi per essere d’aiuto nel comprendere la vita.
Perché la catarsi si compia le emozioni devono farsi coscienti.
Al fuoco della consapevolezza sentimenti e pensieri si modellano,
si forgiano e assumono la nuova forma della comprensione vera.
Mettendo in scena tutti i possibili destini dell’esistenza
la tragedia getta una luce sui profondi strati della psiche
che nei suoi meccanismi ogni essere umano deve intendere.
La conoscenza è sempre la più grande via di liberazione.
Ci liberiamo solo di ciò che portiamo alla coscienza,
anche se solo nelle vesti del simbolo e dell’immagine.
Il fuoco della visione dissolve le bruma dell’ignoranza.
Ma non solo con l’arte si genera il momento della catarsi.
Anche nella vita quotidiana il fenomeno può accadere,
quando lo sguardo sul mondo diventa consapevolezza,
osservazione nitida di quello che accade fuori e dentro di noi.
Come nella tragedia, nel grande teatro del mondo della vita
troviamo riflessi noi stessi e ciò che è profondamente umano.
Se siamo capaci di vedere ciò che accade e comprenderlo,
guardando i personaggi che si muovono sulla scena,
assistendo al gioco delle passioni che tutti noi viviamo,
seguendo gli eventi con occhio compassionevole,
può giungere all’improvviso l’esperienza della catarsi.
Allora la partecipazione al dramma osservato si trasforma,
diventa sereno distacco, sguardo sorridente e gentile,
saggezza conquistata, amore per la vita e gli uomini,
gloriosa purificazione del proprio sé.
8 settembre 2022