Filosofia oltre il Confine

Per gli amanti della Filosofia


59 Lo spettacolo del mondo

Vado al cinema per vedere un film e trovo uno spettacolo nello spettacolo:
le persone guardano lo schermo concentrate e coinvolte nella storia narrata
al punto da dimenticare sé stesse e ciò che fanno e il luogo in cui sono.
È l’incantamento che solo la proiezione su uno schermo riesce a creare in noi:
Ora stiamo andando all’arrembaggio su un vascello di pirati nei mari del Sud
Adesso partecipiamo ad una spedizione sui ghiacciai eterni dell’Himalaya
Oppure ci troviamo trasportati in misteriose, lontane epoche della storia
O viviamo in altri mondi fantastici del futuro che oltrepassano l’immaginazione…
Scene drammatiche o divertenti, sentimentali, farsesche o realistiche
rappresentano tutta la stupefacente varietà dell’umana esistenza
e compongono infinite storie nel grande teatro del mondo,
proiettandoci in realtà che mai altrimenti avremmo visto e conosciuto.
Quando ci identifichiamo con le immagini che scorrono sullo schermo
abbiamo la sensazione reale di vivere altrove, in un’altra vita e identità.
Poi… all’improvviso ci risvegliamo al presente, ci ritroviamo sulla poltrona,
capiamo di essere caduti nella magia di quello schermo luminoso
che ha una forza irresistibile e opera una fascinazione straordinaria.
Il cinema ci immerge per un momento in un mondo di illusione, di sogno,
uno spazio in cui la fantasia e l’immaginazione sì scatenano libere,
dove possiamo vivere altre vite e provare tutta la gamma dei sentimenti.
Ma c’è un fatto di cui lo spettatore raramente è cosciente mentre assiste al
film:
le scene sullo schermo sono proiettate da un mezzo elettronico alle sue spalle
che con un gioco di luci crea l’illusione del movimento di una realtà che non c’è.
Il grande occhio del proiettore diventa l’occhio dello spettatore
che dimentico di sé stesso può solo osservare, immedesimarsi in ciò che vede,
non può però partecipare realmente a quello che accade, può solo crederlo.
Il cinema è una metafora che rappresenta il rapporto dell’uomo con il mondo
e le illusioni in cui l’uomo cade quando è convinto di essere protagonista della
realtà,
dimenticando di essere invece solo un passivo spettatore che guarda.
Nell’allegoria della Caverna di Platone troviamo già questa grande intuizione,
rappresentata in vivide immagini che toccano corde profonde dell’anima:
come schiavi legati, noi osserviamo un gioco di ombre su una parete
e crediamo che quella sia la vera realtà, il mondo come è in sé,
mentre vediamo solo apparenze e riflessi, un mondo distorto e illusorio.
Per spezzare il gioco e far cadere il velo ci vuole un momento di risveglio,
come per lo schiavo che si volta indietro e vede per la prima volta la Realtà.
Nel mito di Platone lo schiavo che si è liberato dalle catene
ha cominciato il suo cammino di libertà nella ricerca del Vero.
Seguirà una lenta risalita verso la luce del sole fuori dalla caverna,
là dove la forza del Logos dissolverà le nebbie di ciò che è irreale.
Nella trappola della soggettività degli istinti e delle passioni
possiamo vedere solamente le proiezioni della nostra mente,
un coacervo di emozioni, tendenze, fantasie, impressioni e ricordi,
mescolati agli inganni dei sensi e ai fantasmi del nostro inconscio.
Questo è lo spettacolo che va in onda sulla parete della caverna,
cioè sullo schermo della nostra esistenza individuale, ogni giorno.
Non sappiamo di essere gli inconsapevoli registi di quello spettacolo,
di essere i responsabili di quello che accade nella nostra vita,
a meno che la nostra coscienza si risvegli sciogliendosi dai lacci.
Nella limpida visione del Logos, cioè della sapienza e della saggezza,
possiamo finalmente vedere il mondo come è nella sua ultima realtà,
al di là di proiezioni, idee ingannevoli, visioni distorte e pregiudizi.
Come lo schiavo divenuto filosofo, dobbiamo assumerci la responsabilità
del mondo che vediamo, delle situazioni che viviamo, di ciò che siamo.
Un cammino di liberazione dal buio alla luce, un risveglio dall’incoscienza
che avviene per gradi ma che può portare ad un grande risultato:
diventiamo infine capaci di creare un nuovo film e scrivere un’altra storia,
consapevoli di essere non più gli spettatori passivi sulla poltrona
che assistono alle scene di un cinema prodotto inconsciamente,
ma attivi creatori della nostra vita nel grande spettacolo del mondo.
29 settembre 2022

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